Intervista esclusiva: PASQUALE RUJU

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Giampiero Belardinelli e Roberto Pagani per la formulazione delle domande, di Júlio Schneider (traduttore di Tex per il Brasile) e di Gianni Petino per le traduzioni e le revisioni e di Bira Dantas per la caricatura.

Pasquale Ruju por Bira DantasCiao carissimo Pasquale Ruju, e benvenuto sul blog portoghese di Tex. Per cominciare, cosa è per te il fumetto? Sia come linguaggio che come esperienza professionale.
Pasquale Ruju: Un modo di esprimermi, con parole e immagini, e senza dover badare al budget, come farei se lavorassi nel cinema: il miglior lavoro del mondo, insomma!

Che posto hanno avuto i fumetti, soprattutto i Bonelli, nella tua infanzia?
Pasquale Ruju: Sono stato fin dall’adolescenza un grande lettore di Zagor e Mister No, per poi arrivare a Tex e a Dylan Dog. Insieme ai romanzi di Giulio Verne ed Emilio Salgari, i fumetti Bonelli hanno contribuito a formare la mia personale idea di storia avventurosa.

Hai iniziato la tua carriera artistica nel cinema e nel teatro. Puoi parlaci di queste tue esperienze?
Pasquale Ruju: Dopo la laurea in Architettura, ho lavorato per alcuni anni in teatro, con qualche incursione nel cinema e nella TV. Insieme agli studi universitari, avevo frequentato una scuola di recitazione professionale, e ho così cominciato, poco a poco, a lavorare in quel settore. Un’esperienza molto affascinante, che qualche anno dopo mi ha portato al doppiaggio.

In seguito ti sei distinto come doppiatore: come sei arrivato a far questo lavoro? Se non ricordiamo male, hai dato voce ad alcuni personaggi dell’edizione radiofonica di Dylan Dog, trasmessa dalla Rai su Radio Due. Ci sbagliamo?
Pasquale Ruju: Il doppiaggio televisivo è stato il mio vero lavoro, fino all’arrivo in Bonelli. Ho cominciato quasi per caso, facendo dei provini grazie a un amico conosciuto in teatro. L’esperienza radiofonica, basata su una mia storia, c’è stata. Ed è stata molto divertente.

Nel 1995, dopo svariate esperienze nel cinema, nel teatro e nel doppiaggio, avviene il tuo ingresso nel mondo del fumetto. Come sei entrato in contatto con la Sergio Bonelli Editore? Ti sei proposto solo per Dylan Dog oppure avevi anche idee per altri personaggi della Casa Editrice milanese?
Pasquale Ruju: I primi contatti li ebbi con Antonio Serra, per Nathan Never, ma fu Mauro Marcheselli a darmi la prima vera chance, proponendomi di sceneggiare una storia breve per Dylan Dog (che sarebbe poi stata pubblicata con il titolo de “Il vicino di casa”). Parliamo del lontano 1994.

Avevi mai scritto sceneggiature fumettistiche prima di entrare in Bonelli?
Pasquale Ruju: Avevo avuto qualche esperienza semiprofessionale, ma fino a quel momento ero sostanzialmente un grande appassionato, non un vero sceneggiatore.

Dylan Dog - Il richiamo della forestaQuanto ti ha aiutato nella tua successiva carriera di sceneggiatore di fumetti le tue esperienze di attore e di doppiatore?
Pasquale Ruju: Ovviamente è un retroterra che ha il suo peso. Scrivere fumetti diventa spesso un sunto di esperienze anche molto diverse. Io cerco di mettere a frutto le mie.

Quali sono state le raccomandazioni dei curatori di Dylan Dog quando sei entrato stabilmente nello staff di sceneggiatori? In questi ultimi anni, sei stato uno degli autori più presenti sulle pagine dell’Indagatore dell’Incubo. In molte tue storie Dylan sembra più un detective e, senza tralasciare le sue peculiarità ironiche, un po’ più portato all’azione. Ti riconosci in queste osservazioni?
Pasquale Ruju: Il personaggi di Dylan Dog, così come è stato concepito da Tiziano Sclavi, ha molte “anime”, e consente intrecci anche profondamente differenti. In circa 80 storie da me scritte, molte sono avventurose o di indagine, ma non mancano quelle più intimiste o perfino dichiaratamente umoristiche. Non ricordo particolari raccomandazioni, se non quella di rispettare le caratteristiche del personaggio (che peraltro conoscevo a memoria!).

Scrivi per Dylan Dog ormai da quindici anni. Qual è il tuo rapporto con il personaggio di Dylan, con il suo mondo e con gli altri comprimari della serie? E’ cambiato nel corso degli anni?
Pasquale Ruju: Dylan è inevitabilmente un po’ cambiato. Forse è un po’ più amaro e disincantato, come lo sono i nostri tempi rispetto agli anni ‘80 del secolo scorso. Il mio rapporto con lui è ancora ottimo, devo dire, e mi diverto come sempre a mettere il povero Dylan in ogni genere di guai. Peccato che però all’inizio di quel rapporto eravamo coetanei (33 anni a testa) mentre ora lui ne ha sempre 33 e io 47!

Dylan Dog e Groucho por Angelo StanoGroucho è un personaggio difficile da gestire, almeno secondo le testimonianze di altri tuoi colleghi. Hai trovato delle difficoltà a gestirlo e ad inventare le caratteristiche barzellette?
Pasquale Ruju: Groucho non è solo un dispensatore di battute… è il vero contraltare di Dylan. Senza di lui il fumetto e il personaggio non sarebbero gli stessi. Non ho problemi a inventare le barzellette, ma la cosa veramente difficile è mantenere le caratteristiche “lunari” e anche fortemente “eversive” del personaggio.

La critica è unanime nel ritenere Dylan Dog molto variato dal suo esordio in edicola, avvenuto del resto ben 23 anni fa: se da un lato ciò è perfettamente logico poiché le persone (sia gli autori che i lettori) per forza di cose cambiano così come è cambiato il mondo che ci circonda, dall’altro lato nel corso degli anni ti sono invece giunte particolari indicazioni dalla redazione circa tematiche che non si possono più affrontare o suggerimenti sulle modalità con cui sceneggiare le storie di Dylan Dog? Pensiamo allo splatter, una volta tanto in voga, o alle tematiche sociali che un tempo erano il fulcro della serie ed ora sono un po’ finite nel dimenticatoio.
Pasquale Ruju: Lo splatter è un po’ passato di moda, anche nel cinema. Le tematiche sociali, invece, si trovano ancora in molte storie di Dylan (certo, non in tutte). Non ci sono particolari censure sugli sceneggiatori, che devono però restare nell’ambito delle linee guida della casa editrice (Dylan, come Tex, e tutti gli altri fumetti Bonelli devono poter essere letti da tutti, dagli adulti come anche dai ragazzini). Questa è la vera linea di confine.

José Carlos Francisco e Pasquale RujuA volte la tua versione di Dylan Dog sembra un po’ “fredda”, in quanto prediligi storie gialle (sia pur con venature horror) oppure poni Dylan Dog alle prese con mostri di svariata natura, sempre però tangibili (mentre l’horror e gli incubi di Sclavi erano anche esistenziali). Manca insomma quel coinvolgimento emotivo tanto caro al creatore del personaggio. Non è un caso che molti lettori sostengono che uno dei tuoi episodi più belli e riusciti sia “L’eterna illusione”, forse perché da te maggiormente “sentito”. Tu che ne pensi?
Pasquale Ruju: Ho già risposto in parte a questa domanda. Io sono un autore più avventuroso e meno intimista rispetto a Tiziano o a Paola Barbato. Credo però che i lettori vogliano leggere storie di volta in volta diverse – ora più riflessive, ora più divertenti o adrenaliniche – perciò si può dire che, fra tutti, noi sceneggiatori ci “completiamo” a vicenda.

Hai collaborato con tutti i disegnatori dello staff di Dylan Dog: con quali hai stabilito un particolare feeling? Trovi più difficile scrivere una storia breve o una dalle canoniche 94 tavole?
Pasquale Ruju: Mi trovo bene un po’ con tutti i disegnatori. Forse è più difficile una storia breve, lì ti giochi tutto in poche pagine, e i ritmi e la struttura, perché tutto funzioni, devono essere perfetti.

Dampyr - La dea egiziaIn che modo si evolverà secondo te il personaggio, riuscirà a stare al passo con i tempi? Hai in mente, compatibilmente con le esigenze di Sclavi e della redazione, qualche novità da apportare alla serie?
Pasquale Ruju: Dylan Dog viene apprezzato proprio perché rimane sé stesso. Penso che, se novità ci dovranno essere, sarà lo stesso Tiziano a inserirle nella serie.

Hai scritto finora due episodi Dampyr: i numeri 72 e 106. Entrambi gli episodi hanno come soggetto il mondo della mitologia egizia. È un tema che ti è caro oppure la scelta è stata dettata da altre esigenze?
Pasquale Ruju: È un tema che mi appassiona molto. Prima o poi lo affronterò anche su Dylan.

Com’è nata la tua collaborazione con la serie fantascientifica Nathan Never? Come ti sei trovato con la fantascienza sociale delle serie? Ritorneresti a scriverne qualche altro episodio?
Pasquale Ruju: Mi è piaciuto scrivere per Nathan Never. La fantascienza era una mia vecchia passione, precedente a quella per l’horror e per il noir. Non escludo, prima o poi, di tornare a far visita al nostro agente speciale del futuro.

Demian Capa 1Veniamo ora a Demian, la miniserie in diciotto episodi da te ideata. Con Demian hai dato libero sfogo alla tua passione per il noir e per il genere avventuroso. Com’è nata l’idea per questa serie? Sei soddisfatto del risultato, sia a livello di scrittura e sia a livello grafico?
Pasquale Ruju: Sceneggiare Demian è stata un’esperienza esaltante, trattandosi di un lavoro completamente “mio”, anche se inserito nei canoni bonelliani, e nelle tradizioni della casa editrice. L’idea è nata alcuni anni fa, e si è concretizzata dopo una serie di conversazioni con l’editore Sergio Bonelli e con Decio Canzio, che pensavano già allora a mettere in cantiere alcune miniserie. La scommessa per me era proporre un “eroe” bonelliano che vivesse le sue avventure in un contesto più vicino a noi, quello del Mediterraneo, e in un paese come la Francia, molto diversa per caratteristiche e stile di vita dai paesi anglosassoni. La serie ha avuto così come cornice principale la città di Marsiglia, crogiolo di razze, interessi, religioni ed economie diverse. È stata una scommessa, ripeto, ma a posteriori non avrei potuto immaginare uno sfondo più intrigante per il mio protagonista. Dopo un paio d’anni di lavoro, e con una grande fiducia da parte dell’editore, che mi ha consentito di operare in totale autonomia, il riscontro in termini di critica e di vendite è stato lusinghiero. Devo dire che in generale tutte le miniserie proposte finora, da Brad Barron fino a Volto Nascosto, sono state molto apprezzate dai lettori, tanto che ormai questa nuova “formula” è entrata stabilmente nel palinsesto della casa editrice.

Demian Capa 2C’è qualcosa che con il senno del poi, avresti voluto cambiare?
Pasquale Ruju: No. Rileggendola, la serie mi piace così com’è.

Non ti spiace aver “bruciato” in 18 numeri idee per una serie che aveva le potenzialità per durare molto di più? A tuo parere il futuro del fumetto bonelliano (e del fumetto popolare tout court) sarà costituito solo da miniserie con chiusura già programmata?
Pasquale Ruju: In realtà Demian – a grande richiesta dei lettori – avrà una sorta di seguito, articolato in alcuni albi “speciali” con cadenza semestrale. Detto questo, penso che in futuro le miniserie si affiancheranno sempre di più alle serie “storiche” della casa editrice. Ma sono anche convinto che nasceranno nuovi personaggi con un respiro più lungo. Dipenderà, come sempre, dagli autori.

Almanacco del West 2004 - Nella terra dei KlamathPassiamo adesso al Ranger che dà nome a questo blog. Dal 2004 la tua firma appare anche sugli albi di Tex: come sei arrivato alla corte del Ranger?
Pasquale Ruju: Sono stato “convocato” e messo alla prova. Non ci si propone, per scrivere Tex. Di solito è la casa editrice a chiamarti.

Quali sono state le prime preoccupazioni che il personaggio di Tex ti ha suscitato? E come ti sei preparato per scrivere le storie di Tex? Lo conoscevi già profondamente oppure l’hai (ri)scoperto solo per lavoro?
Pasquale Ruju: Avevo letto centinaia di albi della serie – credo di aver letto una buona metà delle storie pubblicate, forse qualcosa di più – e altre centinaia ne ho riletti prima di scrivere una sola riga. Sceneggiare Tex è difficile proprio perché si tratta di un “classico”. Non si può barare con Tex, o sei con lui o contro di lui!

Quali difficoltà e stimoli hai incontrato a scriverne le avventure? Dopo tutti gli episodi di Dylan Dog che hai scritto, non ti è venuta in mente qualche idea che sfrutti il filone delle storie fantastiche di Tex?
Pasquale Ruju: Per ora no. Ho preferito cambiare completamente stile e confrontarmi con il western “duro e puro”. Una bella sfida con me stesso, che però è stata apprezzata anche dai lettori.

Júlio Schneider e Pasquale RujuPer te Tex è un eroe contraddistinto da infallibilità e certezze oppure reputi che, in un’ottica di adeguamento ai tempi, sia necessario fargli affrontare avversari “tosti” che gli creino qualche difficoltà in più?
Pasquale Ruju: Un buon antagonista è il sale di ogni storia texiana, anche se il ranger deve restare quello che è, un infallibile dispensatore di giustizia.

Cosa significa per te scrivere storie su una leggenda del fumetto come Tex che recentemente ha compiuto i 60 anni di vita editoriale, uno dei personaggi più longevi?
Pasquale Ruju: Una bella responsabilità!

Nel corso della tua carriera fumettistica Tex è stato solo un diversivo oppure pensi in futuro, compatibilmente con gli altri tuoi impegni, di sceneggiarne qualche altro episodio?
Pasquale Ruju: Ho cominciato ora a scrivere una nuova storia, che coinvolgerà gli Apache Mescalero, e sarà disegnata dal grande Font.

Pasquale RujuCome ti definiresti in qualità di autore di Tex? Secondo te hai delle attinenze con qualche altro suo autore?
Pasquale Ruju: Il mio punto di riferimento resta sempre G. L. Bonelli, che ovviamente è inarrivabile.

Ti piacerebbe scrivere una storia su Tex in special modo per qualche disegnatore? Perchè?
Pasquale Ruju: Amo molto il segno di Font, così come anche quello di Garcia Seijas e di Roberto Diso. Che dire… ho avuto la fortuna di lavorare con tutti e tre!

Quanto tempo impieghi per scrivere una storia? Hai degli orari? Come si articola una tua giornata tipo fra lavoro, letture, tenerti informato, ricerca di nuovi argomenti, vita familiare?
Pasquale Ruju: Lavoro otto ore al giorno, dalle dieci di mattina alle sei/sette di sera. Poi esco, vado al cinema, a cena con gli amici o con la fidanzata, leggo libri, navigo su internet. Una vita normale, insomma, ma ricca di input. Per scrivere storie, è indispensabile assorbire informazioni e suggestioni dai media più diversi.

CassidyPuoi anticiparci qualcosa della tua nuova miniserie? Sergio Bonelli si è lasciato sfuggire che sarà un poliziesco anni ’70, e tu stesso hai rivelato che sarà molto più crudo e realistico di Demian. Ci puoi svelare qualche disegnatore che verrà coinvolto e fare un accenno sia pur minimo alle atmosfere che vi domineranno?
Pasquale Ruju: Il mio nuovo personaggio, che debutterà l’8 maggio 2010, si chiamerà Cassidy. La serie sarà un hard boiled, ambientato nel 1977/78. La storia di un rapinatore di banche che ha 18 mesi di vita, raccontata in tempo reale (18 albi, 18 mesi). Avrà perciò una continuity serrata, e sarà ambientata nei luoghi “texiani” per eccellenza (Arizona, Nevada e California, con qualche incursione in Messico). Si tratterà, insomma, di un nero con l’anima western, anche se ci saranno pistole automatiche al posto delle Colt, e Dodge rombanti al posto dei cavalli.

Mc Cain - Pág. 5Hai per caso nuovi progetti al di fuori del fumetto?
Pasquale Ruju: Di recente ho scritto un paio di sceneggiature per il cinema… ma su questo, per il momento, non posso dire di più!

Caro Pasquale, a nome del blog portoghese di Tex ti ringraziamo moltissimo per l’intervista che ci hai così gentilmente concesso.

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

O Flash Gordon de Alex Raymond nas páginas de Tex

Por Sandro Palmas [1]

Auto-retrato de Alex RaymondAlexander “Alex” Gillespie Raymond, nascido em New Rochelle a 2 de Outubro de 1909 e falecido em Westport a 6 de Setembro de 1956 foi, tal como o compatriota Hal Foster, um dos indiscutíveis mestres de Aurelio Galleppini.

Estudando na Grand Central School of Art, colabora inicialmente com Russ Westover para frequentar então, em 1931, o estúdio dos irmãos Young, os autores de Cino e Franco.

Em 1933, a King Features Syndicate abriu um concurso para descobrir personagens de banda desenhada que rivalizassem com Buck Rogers e Tarzan de sua concorrente, a Pulitzer Syndicate. Alex Raymond inscreveu-se e ganhou, passando a desenhar Flash Gordon e Jim das Selvas para o New York American Journal, a partir de um domingo, 7 de Janeiro de 1934. Poucas semanas depois, Raymond passaria também a desenhar o Agente Secreto X-9, outra encomenda da King Features para contrabalançar o sucesso de Dick Tracy, da Pulitzer.

Em 1944 o desenhador alista-se na Marinha. No imediato pós-guerra cria Rip Kirby, série que o consagra definitivamente como um dos indiscutíveis autores do seu tempo.

Grande apaixonado por automóveis, Raymond perdeu a vida em 1956 aos 47 anos de idade, rico e no auge da fama, num acidente fatal nas curvas da estrada de Clappboard, próximo a Westport, Connecticut, enquanto guiava um novo Porsche de um colega e vizinho.

Entre as obras que influenciaram Galep, citamos principalmente Jim das Selvas (que o pai de Tex conhecia com título italiano de “Jim della Giungla“), uma série ambientada em África e depois na Ásia, que vê um guia turístico com o hobby da investigação. O Agente Secreto X-9 ( na Itália “Agente segreto X-9” ) era por sua vez um solitário e corajoso agente do FBI, empenhado numa dura luta contra a máfia. Flash Gordon, finalmente, é um aventureiro do espaço às voltas com os planos maléficos do cruel ditador Ming, o impiedoso.

OS EMPRÉSTIMOS DE RAYMOND A GALEP.

O prudente Tex da primeira e histórica vinheta de abertura da série apresenta uma forte semelhança, anatomicamente falando com uma imagem tirada de um dos primeiros episódios de Flash Gordon conforme se pode constatar de seguida:

A primeira vinheta de Tex

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Flash Gordon inspirador.
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Ainda no primeiro número, na página 10, uma outra imagem parece encontrar justamente referência na obra de Raymond:

Tex por GalepFlash Gordon por Alex Raymond

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O refinado desenho de Raymond serviu de modelo também para inúmeras capas da denominada 1ª série gigante do Ranger.  Comecemos pela capa do número 4:

Capa nº 4 da série giganteA inspiração para a capa nº 4 da série gigante

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Segue-se a capa número 6:

Capa nº 6 da série giganteA inspiração para a capa nº 6 da série gigante

E concluo o quesito capas com o número 11, onde se mostra que os punhos do Flash Gordon de Raymond fazem tanto quanto os do Tex bonelliano:

Capa nº 11 da série giganteA inspiração para a capa nº 11 da série gigante

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Serpentes e cientistas loucos, vales encantados e escondido habitados por animais pré-históricos… a Galep nunca faltou a documentação, como também se mostra de seguida:

Arte de Alex Raymond

Arte de Alex Raymond

Mostro agora uma outra imagem de Raymond, que talvez nunca tenha inspirado realmente Galep, embora pessoalmente recorda-me imenso a capa de “Canyon Diablo“:

Arte de Alex RaymondCapa Canyon Diablo

Para finalizar, podemos também dizer que o pérfido Imperador Ming da obra raymondiana, que vimos numa vinheta acima, é um estreito parente do Padma galleppiniano:.

Imperador MingPadma com Mefisto

[1] (Texto publicado originalmente no Tex Willer Forum, em 4 de Julho de 2009)
Tradução e adaptação a cargo de José Carlos Francisco

(Para aproveitar a extensão completa das imagens acima, clique nas mesmas)

Portugal – Edições de Março

Relação das revistas da Mythos Editora, distribuídas em Portugal, pela LOGISTA PUBLICAÇÕES, para o mês de MARÇO de 2010:

Tex Nº 453TEX  453
A Noite dos Torturadores
Texto: Mauro Boselli – Desenhos: Manfred Sommer

Os viajantes da diligência de Warlock continuam o seu calvário. Isolados na colina em território apache, eles não têm mais como voltar e são atacados pelos apaches do chefe Loco. Os que caem nas mãos dos índios são brutalmente torturados para aumentar o horror dos sobreviventes. Além disso, Tex ainda tem que descobrir o cúmplice do bandido Scott Dunson, que viaja na diligência.
2,90€
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Tex Coleção Nº 245TEX  COLEÇÃO 245
Caçadores de Peles
Texto: G. L. Bonelli – Desenhos: Erio Nicolò

Saint Louis, no Missouri é o centro do comércio de peles e ponto de partida de várias expedições de caçadores – rudes homens da fronteira que costumam dispor armadilhas para capturar pequenos animais de pele, como castores, lontras e outros. É nessa cidade que estão Tex, Carson, Tigre e Kit, e deparam-se com o sr. Hogan, dono da Companhia de Peles Missouri, sendo ameaçado de morte por um concorrente. Claro que os nossos heróis vão tentar fazer prevalecer a Justiça… do jeito deles.
2,90€

Tex Ouro Nº 36TEX OURO 36
Sequestro nas Colinas do Vento
Texto: Claudio Nizzi – Desenhos: Giovanni Ticci

Tex e Carson são convocados a Forte Walsh – território de Montana – para guiarem uma expedição integrada pelo sobrinho do presidente dos Estados Unidos e um senador. A caravana tem por objectivo caçar bisontes nas Colinas do Vento, território que pertence aos índios sioux. Porém, a expedição sofre um ataque e Wilson, o sobrinho, é sequestrado por um bando de índios renegados. No forte, os pacíficos sioux do chefe Nuvem Branca são responsabilizados pelo ataque e os comandantes de Washington decidem mandar o general Stonewell para punir os índios e salvar Wilson. Mas Tex desconfia que tudo não passa de uma armadilha para prejudicar os sioux e resolve lutar ao lado de seus irmãos vermelhos, adoptando tácticas de guerrilha contra o numeroso regimento de Stonewell. Uma história cheia de acção, bravura, traição, coragem, integridade e honra.
8,50€

Zagor Especial 30 AnosZAGOR ESPECIAL 30 ANOS DE BRASIL
Homens na Tempestade
Texto: Jacopo Rauch – Desenhos: Roberto D’Arcangelo

Numa noite em que as cataratas do céu se abriram e um vale inteiro corre o risco de ser alagado por um rio, um grupo de soldados que transporta o pagamento da guarnição de Forte Snow protege-se em Little Tree, um pequeno vilarejo de caçadores onde se encontram, de passagem, Zagor e Chico. Os militares contam que o seu barco foi levado pela água e não há pistas sobre o paradeiro do comandante. O Espírito da Machadinha e o xerife Larsen vão investigar e descobrem que além da chuva, há uma outra grave ameaça.
Para além da história especial de Zagor, esta edição traz um encarte com 16 páginas a cores contendo as capas dos últimos 5 anos, complementando as capas da edição Especial Zagor 25 Anos. Para capa deste encarte, Galieno Ferri preparou um desenho especial, exclusivo para os fãs do Brasil, um desenho alusivo aos 30 anos de Zagor no Brasil.
5,00€

Zagor Nº 102ZAGOR 102
Descida no Maelstrom

Texto: Mauro Boselli – Desenhos: Della Monica

Maelstrom, o imenso e lendário redemoinho marinho que engole navios e barcos ao largo da Noruega, é só o primeiro dos tremendos perigos que esperam pelos perseguidores do professor Richter. O calado servo de Richter, o colossal Bork, sequestra Félix e, enquanto os companheiros de Zagor se vêem às voltas com os moradores das ilhas Faroé, o Espírito da Machadinha, sozinho, persegue o navio Erebus e chega à tempestuosa costa da Islândia!
3,50€

Zagor Extra Nº 066ZAGOR EXTRA 66
O Segredo do Capitão
Texto: Toninelli – Desenhos: Donatelli

Lorna, por quem Zagor parece atraído, faz parte do bando de contrabandistas que actua no barco Rainha Azul. Quando a moça é sequestrada pelos índios de Urmak, o nosso herói vai atrás para tentar libertá-la. Mas mesmo que consiga, ainda deve resolver o mistério das aparições do fantasma do rio, e para isso ele terá que desvendar O Segredo do Capitão.
3,50€.
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J Kendall Nº 59AVENTURAS DE UMA CRIMINÓLOGA 59

O Xamã
Texto: Giancarlo Berardi
e Lorenzo Calza – Desenhos: Claudio Piccoli

Desta vez, a nossa criminóloga enfrenta um enigma com raízes na espiritualidade do antigo México. O professor Campbell, um colega universitário, adquiriu uma reprodução de Mana, um ídolo de duas cabeças metade Deus e metade demónio. Um ídolo que induz ao abandono de si e depois à morte, como Júlia não tarda a descobrir quando, seguindo um desesperado e tardio pedido de ajuda, entra no apartamento de Campbell. Mas é possível, no mundo de Júlia, onde assassinatos são cometidos por razões bem mais concretas, que uma estatueta tenha tais poderes? Talvez não, mas é certo que, iniciando esta estranha investigação, para a doutora Kendall se escancaram as portas do pesadelo!
4,00€

Mágico Vento Nº 88MÁGICO VENTO 88
O Ilusionista
Texto: Gianfranco Manfredi – Desenhos: Luigi Copello, Frèderic Volante e Bruno Ramella

Boris, O Grande percorre o Oeste com o seu carroção de artista errante e seus truques de mágica. Com suas mãos ágeis é capaz de fazer desaparecer e reaparecer qualquer coisa, sobretudo duas pequenas mas ameaçadoras pistolas com as quais elimina os diversos malfeitores com os quais cruza, embolsando as respectivas recompensas. Mas a sede de dinheiro pode conduzir à destruição, e é o que está para acontecer ao nosso ilusionista que, colocando-se a serviço de misteriosos comitentes, joga Poe e Mágico Vento numa armadilha…
3,50€

Tex Willer por Eder Santos Carvalho

Do jovem fã e coleccionador brasileiro de Tex, Eder Santos Carvalho, nascido em 1980 em Encruzilhada do Sul, no Estado do Rio Grande do Sul, Brasil, sendo no presente estudante de arquitectura e desenhador técnico trabalhando num escritório de Engenharia e também desenhando para um escritório de topografia, recebemos um belo desenho de Tex Willer, inspirado na capa da autoria de Aurelio Galleppini publicada no Almanaque Tex nº 11 “Complô em Washington” conforme se pode comprovar  nas imagens que divulgamos neste post e que mostram a beleza desta particular arte do Eder Santos Carvalho feita num curso de desenho em 2007, já que o Eder para além de gostar de livros, música e arte, gosta muito de desenhar, mas para conhecer melhor este jovem fã e coleccionador brasileiro com jeito para o desenho não deixe de ler a recente entrevista que o Eder concedeu ao nosso blogue.

Tex Willer por Eder Santos Carvalho

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