Intervista esclusiva: MARIO ALBERTI

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Giampiero Belardinelli per la formulazione delle domande, di Júlio Schneider (traduttore di Tex per il Brasile) e di Gianni Petino per le traduzioni e le revisioni e di Bira Dantas per la caricatura.

Ciao carissimo Mario Alberti, e benvenuto sul blog portoghese di Tex! Per iniziare parlaci della tua infanzia con i fumetti.
Mario Alberti: Ho imparato a leggere sulle pagine di Topolino e fin da piccolo ho disegnato tantissimo: paperi, topi e poi Spider-Man, Alan Ford… la maestra alle elementari si lamentava del fatto che non facessi altro!

Ti sei laureato alla Facoltà di Economia e Commercio di Milano con una tesi sulla distribuzione dell’editoria a fumetti: quali sono stati i motivi di questa scelta?
Mario Alberti: Il corso di laurea che avevo scelto era in marketing, mi sembrava di poter infilare in questo modo la mia passione per i fumetti anche lì. Era anche un modo per me di conoscere un aspetto dell’editoria a fumetti che conoscevo poco e un soggetto per la tesi decisamente poco esplorato.

Quando hai iniziato a prendere confidenza con matite e pennelli?
Mario Alberti: Fin da piccolo. Disegnare per me è sempre stata un attività appagante e che mi permetteva di immaginare mondi, personaggi e storie che sognavo di poter raccontare.

Quali sono stati i tuoi primi lavori professionali?
Mario Alberti: Ho esordito professionalmente sulle pagine dell’Intrepido, una rivista italiana storica e che in quel periodo ha ospitato tanti miei coetanei alle prime armi.

Quando e come sei entrato in contatto con la Sergio Bonelli Editore?
Mario Alberti: Negli anni in cui ho cominciato a lavorare, i primi ’90, Bonelli pubblicava la sua prima serie di fantascienza: Nathan Never. Mi appassionai subito al personaggio e alle sue storie e da subito iniziai a coltivare la speranza di arrivare su quelle pagine. A un certo punto ho preso coraggio e ho mandato degli studi alla redazione che sono arrivati sulla scrivania di Antonio Serra. Sono piaciuti e mi hanno chiesto di fare delle tavole di prova che dopo vari rifacimenti e con i consigli di Antonio, sono state approvate e ho potuto finalmente avere in mano la mia prima sceneggiatura per Nathan: Il canto della balena!


Così, per la Casa Editrice milanese hai iniziato con Nathan Never: i primi due albi della serie mensile (i numeri 30 e 40) sono usciti a breve distanza l’uno dall’altro, mentre il terzo (il numero 105) è stato pubblicato diversi anni dopo. Quali sono stati i motivi? Inoltre qual è stata l’evoluzione stilistica tra i primi due volumi e il terzo?
Mario Alberti: Tra “Il passato di Reiser” e “Missione ad alto rischio” ci sono stati il secondo albo gigante di Nathan Never e diversi numeri per la serie spin-off di Legs Weaver. A un certo punto ho cominciato a inserire nei miei disegni dei retini realizzati al computer… è stato il mio primo passo verso la digitalizzazione del disegno che ora è completa: le mie tavole sono ormai interamente realizzate con la tavoletta grafica. Da una parte è un peccato perché non ho più dei disegni originali su carta ma dall’altra parte ho trovato un sistema di lavoro che mi permette di andare molto più veloce, saltando quasi la fase delle matite e anche di evolvere il mio stile in una direzione che mi soddisfa molto.

Il Nathan Never Gigante n. 2, l’altro volume da te disegnato, su testi di Antonio Serra, è uscito quattro anni prima del mensile n. 105. Puoi raccontarci quanto tempo hai impiegato a realizzarlo e com’è stato il lavoro di documentazione sugli innumerevoli personaggi del racconto?
Mario Alberti: E’ stato un lavoro durato un anno e mezzo e i retini erano ancora di quelli adesivi, incollati e graffiati con la lametta per ottenere gli sfumati. L’impegno più grosso di documentazione è stato necessario per le tavole ambientate in Giappone: armature, architettura… volevo fosse tutto accurato. Ci sono poi delle pagine in flashback che ho voluto fare cercando di riprodurre i capolavori dell’Ukiyo-e di Hokusai, Utamaro, Hiroshige, la parte più impegnativa di tutto l’albo, forse, e una specie di esordio al pennello per me, abituato a usare quasi esclusivamente i pennarelli.

Con Legs hai potuto sperimentare atmosfere forse più scanzonate rispetto a Nathan: cosa ti piaceva delle serie femminile? Pensi che la serie di Legs abbia espresso tutte le sue potenzialità?
Mario Alberti: Delle serie femminili mi piace che sono femminili! Cosa c’è di più bello che disegnare delle donne? Legs poi è un personaggio forte e moderno, lontano dagli stereotipi della “principessa da salvare”: le potenzialità per la serie erano enormi. Le atmosfere più leggere poi mi permettevano anche di essere un po’ più sperimentale con il tratto e il layout delle pagine… insomma, è stata una bella avventura!

Nel 1999 esce “L’immortale” (Speciale Legs Weaver n. 4) di cui hai realizzato sia i testi sia i disegni: com’è nata l’esigenza di scrivere anche la sceneggiatura? Questo tuo lavoro, a distanza di alcuni anni, ti soddisfa ancora?
Mario Alberti: Volevo misurarmi con la sceneggiatura: fare fumetti significa raccontare storie prima che fare dei bei disegni. E’ questo che mi piace dei fumetti, mi piace considerarmi più una specie di cantastorie su carta che un illustratore. A distanza di anni… niente di quello che ho fatto mi soddisfa appieno. Immagino faccia parte del percorso evolutivo che ognuno di noi si trova a fare, anzi, mantenere un sano livello di insoddisfazione aiuta a non fermarsi mai e a cercare di fare sempre meglio.

Nel 2012 hai realizzato la copertina del nono Dylan Dog Color Fest e, nel 2014, quella del primo Speciale Dragonero: ti piace il lavoro di copertinista? Quali difficoltà, se ne hai avute, hai dovuto superare?
Mario Alberti: Mi piace, di tanto in tanto, fare delle copertine, anche se come dicevo più sopra, a me piace soprattutto raccontare storie. La difficoltà maggiore con le copertine, come con le illustrazioni, è riuscire a concentrare tutta un storia in una immagine sola e fare in modo che al potenziale lettore venga voglia di saperne di più!

Stai lavorando anche al di fuori della Sergio Bonelli Editore: quali sono le collaborazioni ancora attive e a quali di questi tuoi lavori sei più legato?
Mario Alberti: E’ appena terminata in Francia la mia serie “Cutting Edge”, edita da Delcourt, e sto per iniziare ora una nuova serie di fantascienza per lo stesso editore. Forse i lavori a cui sono più legato sono Morgana, la mia serie di esordio nella Bande Dessinée, e il primo albo della mini-serie “Spider-Man & the X-Men”, per Marvel, ambientato negli anni settanta e con tutti i personaggi che ho amato tanto da piccolo.

Passiamo adesso al Ranger che dà nome a questo blog: vuoi raccontarci com’è avvenuto il tuo arruolamento nello staff dei disegnatori di Tex?
Mario Alberti: L’idea di farmi lavorare su Tex era nell’aria già da un po’, si trattava di trovare l’occasione giusta che si è presentata con questa nuova collana dei Tex – Romanzi a fumetti.

Come ti senti a misurarti con il Ranger?
Mario Alberti: E’ una sfida notevole! Tex ha alle spalle una storia di decenni di successi editoriali e di matite eccellenti che si sono avvicendate sulle sue pagine!

Nel disegnare Tex, che tipo di difficoltà hai incontrato, se ne hai incontrate?
Mario Alberti: La possibilità di lavorare su una serie che per intenti vuole esplorare terreni nuovi e il fatto di dover ritrarre un Tex giovane, mi hanno concesso maggiori libertà che se avessi dovuto lavorare sulle pagine della serie regolare. Anzi, l’intento era proprio di fare qualcosa di nuovo e di diverso. E’ quello che ho cercato di fare, nel rispetto del personaggio e dei suoi tanti lettori che ne seguono fedelmente le avventure. La difficoltà più grande forse è stata proprio immaginare un giovane che poi sarebbe diventato TEX WILLER. E disegnare i cavalli!

Hai dovuto modificare il tuo solito stile, oppure no?
Mario Alberti: Penso che ogni storia abbia bisogno della sua “voce” per essere raccontata e lo stile va aggiustato di conseguenza, senza tradire la propria sensibilità.

Come definisci graficamente il tuo Tex?
Mario Alberti: Graficamente… accidenti, non so rispondere. Forse la risposta è proprio nel mio Tex disegnato.

Negli ultimi tempi diversi disegnatori hanno fatto solo una veloce comparsata su Tex e poi sono tornati a lavorare su altri personaggi. Quello su Tex è per te un impegno duraturo, almeno nelle tue intenzioni?
Mario Alberti: Per ora la mia avventura nel West si chiude qui, torno alle astronavi… ma, come si dice: mai dire mai!

Chi o cosa è Tex secondo te? Cosa ti piace di più nel Ranger e cosa di meno?
Mario Alberti: Tex è uno dei simboli del fumetto in Italia, di come viene concepito, scritto, disegnato e letto il fumetto nel mio Paese.

Per concludere il tema, come vedi il futuro del Ranger?
Mario Alberti: Questa è una domanda per Mauro Boselli!

Quanto tempo impieghi per disegnare una tavola? Hai degli orari? Come si articola una tua giornata tipo fra lavoro, letture, tenerti informato, ozio, vita familiare?
Mario Alberti: Cerco di lavorare almeno otto ore al giorno, inizio alle 8 del mattino, vado a guardami un po’ di disegni su facebook, leggo la posta e poi parto con il lavoro. Non sempre mi riesce e difficilmente per periodi più lunghi di uno o due mesi, ma l’ideale sarebbe rimanere poi concentrati, “dentro la storia”, finché non si crolla. Un po’ di stress da scadenza, aiuta. Per avere un’idea di quando mettere una scadenza nel contratto, calcolo 10 pagine colorate al mese. In realtà i mesi, o anche anni, passati su un lavoro hanno tante fluttuazioni di concentrazione, di risultati… è un po’ difficile fare una media di “produttività” giornaliera. Ci sono anche giornate passate senza combinare niente di buono e allora si fa la “spugna”, guardando film, leggendo, nel mio caso importunando i vicini con il saxofono.

Puoi esporci la tua tecnica di lavoro?
Mario Alberti: Faccio un layout di massima della pagina, con i baloons per prevedere il loro posizionamento e l’ingombro. Un abbozzo di anatomia, linee prospettiche e masse nere. Su quello parto direttamente con l’inchiostrazione digitale. Il fatto d lavorare su una tavoletta grafica mi permette di cambiare idea, provare diverse soluzioni, senza buttar via niente di quanto fatto prima. Una cosa che non mi ha mia soddisfatto in pieno del mio disegno è il fatto che nel ripasso a china della matita si perde inevitabilmente la freschezza e l’energia del primo tratto, saltare quasi completamente la matita e disegnare in qualche modo “alla prima”, mi permette di ricercare questa freschezza con abbastanza serenità e tempi accettabili.

Quali sono i tuoi progetti immediati?
Mario Alberti: Una nuova serie di fantascienza per l’editore francese Delcourt.

Quali fumetti leggi attualmente?
Mario Alberti: Leggo poco, purtroppo. L’ultima cosa aggiunta alla pila di roba da leggere è “Le rapport de Brodeck” di Manu Larcenet.

Oltre ai fumetti, quale tipo di libri leggi? E quali sono le tue preferenze nel campo del cinema e della musica?
Mario Alberti: Fantascienza! Nei fumetti, nei libri e al cinema. Musica: tutto quello che mi aiuta a disegnare una determinata scena. Molto jazz e colonne sonore.

Bene, noi avremmo finito. C’è ancora qualcosa che vorresti dire? Qualcosa che non ti è stato chiesto e che avresti assolutamente voluto far sapere ai nostri lettori?
Mario Alberti: Grazie per la lettura!

Caro Mario, ti ringraziamo moltissimo per l’intervista che ci hai così gentilmente concesso.

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

Póster Tex Nuova Ristampa 252

Póster Tex Nuova Ristampa 252

Nesta nova ilustração de Claudio Villa vemos Tex Willer e o seu pard Kit Carson ao entardecer de um dia de Verão, no sul do Texas, mais precisamente  nos Montes Chisos, chegando às três elevações rochosas altas e finas, cujas extremidades pontiagudas se assemelhavam a três presas e que eram conhecidas por as presas do dragão, cujas sombras ao pôr-do-sol indicavam o covil dos diabos negros…

Desenho INÉDITO no Brasil e inspirado na história “I diavoli neri”, de Claudio Nizzi e Carlo Raffaele Marcello (Tex italiano #371 a #373).
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Texto de José Carlos Francisco

Patagónia da Polvo Editora à VENDA no Festival Amadora BD

Patagónia da Polvo Editora estará à VENDA no Festival Amadora BD

Por José Carlos Francisco

Patagónia, uma das mais emblemáticas aventuras de Tex, escrita por Mauro Boselli e superiormente ilustrada por Pasquale Frisenda, foi editada este ano em Portugal pela editora Polvo. O seu lançamento ocorreu no passado dia 9 de Maio, no auditório do Museu do Vinho Bairrada, na cidade de Anadia, integrado na 2ª Mostra do Clube Tex Portugal e contou com a participação de Pasquale Frisenda.

Patagónia da Polvo Editora estará à venda no Festival Internacional

Esta singular aventura, escrita de forma apaixonada por Mauro Boselli e esplendidamente desenhada por Pasquale Frisenda onde Tex e o seu filho Kit Willer viajam até à Patagónia, nos confins da Argentina, ao pampa, para participarem numa missão que é, ao mesmo tempo, de resgate de prisioneiros e punitiva, na sequência de sanguinários ataques por parte dos índios, ESTARÁ À VENDA no stand da Polvo, no Amadora BD, de 24 de Outubro a 8 de Novembro.

Desenhador Pasquale Frisenda e o editor Rui Brito com a edição nacional de Patagónia

Trata-se de uma OPORTUNIDADE IMPERDÍVEL para quem visitar o Festival e ainda não possuir esta verdadeira obra-prima da 9ª Arte (grosso volume de 18,5 x 24,5 cm com mais de 200 páginas, impressas em papel de boa gramagem, com uma nitidez perfeita do preto-e-branco, capa em cartolina com badanas, prefácio e tradução de José Carlos Francisco), poder comprá-la e degustar uma movimentada história, cheia de acção, que aborda com singular realismo o genocídio das tribos índias e onde se assiste à luta de um povo pela sua sobrevivência, à custa de muita tenacidade, determinação, heroísmo, vontade de liberdade, sacrifício, sangue e mortos.

A elegante versão portuguesa de Patagónia com o selo da Polvo apresentada-por Mauro Boselli

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HORACIO ALTUNA, prestigiado desenhador argentino que está a desenhar um Tex Gigante é uma das estrelas que abrilhantará o Festival Internacional de Banda Desenhada da Amadora deste ano

* Horacio Altuna estará presente na Amadora no fim de semana de 31 de Outubro/1 de Novembro, para gáudio de todos os seus fãs!

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Por José Carlos Francisco

HORACIO ALTUNA, consagrado desenhador argentino nascido em Córdoba, a 24 de Novembro de 1941 e que reside desde 1982 em Espanha, já esteve presente, em 2006, no nosso país, mais precisamente no Festival Internacional de Banda Desenhada da Amadora por ocasião do 17º Festival e vai retornar novamente ao nosso país para uma vez mais ser uma das estrelas que abrilhantará o evento da Amadora deste ano, mais precisamente no fim de semana de 31 de Outubro/1 de Novembro.

Horacio Altuna possui um traço perfeccionista  e característico, capaz de desenhar mulheres lindíssimas e dotado de um humor refinado, que transparece na maioria das suas histórias, recheadas de um erotismo que transborda a partir de cenas do quotidiano, sendo conhecido mundialmente pelo seu trabalho. Já transitou por diversos géneros como a ficção científica, a fantasia e o erotismo.

Página inédita de Horacio Altuna para o Tex Gigante que está a desenhar

O seu gosto pelo desenho começou quando tinha 8 anos, mas optou por ingressar na área jurídica por acreditar que a carreira de desenhador não tinha futuro. Encorajado por um amigo, Altuna publicou o seu primeiro trabalho, o Súper Volador, em 1965. Juntou-se à Editorial Columbia em 1967, trabalhando nas revistas D’Artagnan, El Tony e Fantasía. Publicou diversos títulos como El Loco Chávez (em parceria com Carlos Trillo) e Las puertistas del señor López, tendo ganho o renomado prémio Yellow Kid Award em 1986, no Festival italiano de Lucca, como melhor autor internacional, com a sua obra Chances. Em 2004 vence o Grande Prémio do Festival de Banda Desenhada de Barcelona, onde foi o primeiro autor não espanhol a conseguir tão prestigiado prémio.

Página inédita de Horacio Altuna para o Tex Gigante que está a desenhar

Mas para os fãs e coleccionadores de Tex, a presença de Horacio Altuna no nosso país, tem a particularidade de actualmente o desenhador argentino estar a desenhar uma história de Tex, aventura essa que tem um argumento de Tito Faraci e que Horacio Altuna começou a desenhar no Outono de 2013 e que será publicada num futuro Tex Gigante, por isso caro leitor texiano, se puder deslocar-se nos dias 31 de Outubro e/ou 1 de Novembro ao Festival da Amadora deste ano, o 26º, e que se realiza de 23 de Outubro a 8 de Novembro, no Fórum Luís Camões, pode tentar junto do desenhador argentino que ele lhe faça um belo desenho exclusivo de Tex devidamente dedicado, quiçá até com uma bela dona a seu lado como acontece nas duas páginas do Ranger que damos a conhecer neste texto…

Cartaz do Festival de Banda Desenhada da Amadora, 2015

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9ª Expo-Tex de Jampa City, o sucesso habitual, desta vez com a presença de Águia da Noite

Momento solene de Texianos presentes no evento

9ª. Expo-Tex de Jampa City

Data: 16 (das 15 às 21h), 17 (das 10 às 21h), 18 (das 10 às 21h) Outubro 2015
Local: Espaço Cultural José Lins do Rego – João Pessoa – PB – Brasil
Evento: 8º. HQPB
Realização: G. G. Carsan
Colaboradores: Flavio Alves, Linda Muranaka  e  Raíssa Lupe

Por. G. G. Carsan

A 9ª. Expo-Tex ocorrida nos dias e local acima, teve o objectivo de renovar a divulgação da personagem Tex, reunir os coleccionadores que podem se deslocar até à aldeia e estimular a leitura naqueles que já leram e largaram o bom vício.

Localizado num local de grande visibilidade, com vários banners internos e externos no stand, visualisados de longe, e dentro de um evento que atrai crianças, adolescentes e adultos e que apresenta grandes ícones dos quadradinhos brasileiros, vindos do Sudeste do País, onde acontecem os grandes lançamentos e está grande porção do capital que lhes viabiliza, a Expo-Tex realizou um Tributo a Águia da Noite, a identidade indígena de Tex, um verdadeiro ícone, de tão grande importância na saga do personagem, que necessitava de um reconhecimento.

Área Tex

E este reconhecimento chega agora, depois da homenagem no Dia Nacional do Tex, com esta exposição e com o livro Tex no Brasil – Águia da Noite, que vem fechar esse arco de homenagens ao Chefe dos Navajos tão bem criado e conduzido por G. L. Bonelli e Aurelio Galleppini a partir de 1948 e que chegou firme e forte aos nossos dias, capaz de movimentar homens de todas as idades para sentar, conversar, fotografar e sorrir com essa importante reunião.

A Expo-Tex no primeiro dia foi só um aquecimento, a abertura do evento #HQPB. Montado o stand, recebi a importante visita do promotor cultural Jocelino Tomaz, da cidade de Caiçara, (que faz um importante trabalho incentivando a leitura, emprestando livros, indo às feiras livres e às escolas levar revistas, livros, inclusive revistas de Tex), já coleccionou Tex e tem decorada a relação de revistas até ali pelo número 250. Trouxe-nos um resumo do seu trabalho, que distribuiu com quem passou por lá naquela tarde de sexta-feira.

Visitante querem fotos com G. G. Carsan/Tex…

No sábado, recebi muitas visitas de pards. Alguns desconhecidos, que foram em busca de revistas para comprar, falar de suas aventuras com Tex no passado e retorno ao movimento. Ao longo do dia foram chegando. Pelas fotos que ilustram este meu texto será possível ver como as coisas aconteceram.

Foi muito agitada a visitação, pois os pards chegavam e depois dos cumprimentos usuais, queriam dar uma volta pelo evento para ver e também para comprar na #Comix, que tinha belíssimas edições. Houve quem gastasse 600 reais facilmente adquirindo relíquias. E depois, retornava a Área Tex como foi baptizada pelos organizadores do HQPB, para conversar, sentar, trocar revistas, fotografar…

Pard Rouxinol do Rinaré com Águia da Noite

Como foi divulgado, coloquei duas mesas com revistas que tinha repetidas e algumas que comprei para o caso de algum pard precisar. Ali seria a área de leitura para os visitantes, e foi, mas poucos sentaram para ler. Os  pards é que aproveitaram pegando as revistas que lhes interessavam, pegando uma e deixando outra. Ou até pegando sem deixar nenhuma. E ocorreram vendas entre os pards. No final do evento, sobraram algumas revistas velhas e amarrotadas para levar para casa, que também não faz diferença. O importante é que as boas serviram para ajudar nas colecções que precisam delas.

No sábado, distribui nas mesas as revistas de Tex Gigante italiano, que recebi da Sergio Bonelli Editora para divulgação. E foram muito bem vistas e quistas. A todo momento passava alguém olhando e tocando e perguntando. Mas alguém percebeu que algumas pessoas olhavam e ao perceber o idioma diferente, seguiam em frente. Então, no domingo, essas revistas foram postas num espaço menor e dei prioridade e visibilidade para as revistas do Tex lançadas no Brasil.

Águia da Noite

Se o sábado foi o dia em que os texianos vieram e lá ficaram durante horas fazendo como citado em parágrafo anterior, no domingo, os pards quase não compareceram e o dia foi tomado pela movimentação dos cosplays, que realmente dominaram o cenário, cada um mais belo, enigmático, chique, ousado, super ousado… etc.

Como das vezes anteriores, quem veio ao evento levou para casa um marcador de páginas alusivo à exposição e também participou do sorteio de uma revista Tex italiana, formato americano, recém lançada por lá: Frontera! Interessante que o vencedor foi o Pedro Arnóbio, nosso texiano mais idoso, que também ganhou o sorteio do ano passado. E houve o sorteio de dois livros Tex no Brasil – O Grande Herói do Faroeste, para o grande público, que deveria responder a uma pergunta. Com isso houve um momento em que Tex dominou o palco principal, com a apresentadora fazendo o sorteio e falando, chamando, animando a galera.

Elektra e Tex

E como de outras vezes, participei do Desfile de Cosplays ocorrido no sábado, quando cada um adentra o palco, acena para a turma, faz algumas poses e depois posam todos juntos para a mesma turma aplaudir em grupo. É muito bom, hora de grande visibilidade, hora em que quem veste a roupa sente o máximo de número de olhos sobre si, e que por isso mesmo, é um grande momento. No caso para Tex! Porque eu sinceramente, acho que não estou lá. É Ele!

E toda essa exposição da personagem não poderia ter outra consequência que não seja os muitos convites para fazer fotos com os visitantes. Ocorre a todo instante, variando de crianças até adultos e entre os próprios cosplays que se admiram uns aos outros.

Texianos à conversa

Aproveitei o domingo para dar um giro pelo evento, fiz algumas fotos em locais belos para mostrar a dimensão, e até gravei um vídeo para encerrar os trabalhos e falar um pouquinho da Expo-Tex.

Esta Expo-Tex tem dois momentos super especiais. O primeiro porque existe a decisão de somente realizar a próxima, que será a décima, por ocasião dos 70 anos do nosso herói, então já vamos contar o hiato que haverá… e o segundo foi pela primeira vez no Brasil apresentar-me vestido como Águia da Noite, uma empreitada que deu um trabalho danado, e se rolou devo especialmente à minha esposa, que ajudou bastante com ideias e fazeres. E à costureira que soube fazer conforme lhe pedi.

G. G. Carsan, o Tex Willer

E causou uma enorme sensação entre os texianos. Ninguém esperava tal investida, tal ousadia, tal surpresa. Por mais que se tenha falado em Águia da Noite nos últimos dias, seja no cartaz da Expo, seja na pré-venda no livro, ninguém imaginou que pudesse ocorrer algo tão fantástico.

E houve um terceiro momento, que foi a presença do Manoel e seu filho Jairo, vestidos de Tex e Kit Willer, num belo figurino, todinho feito, desde as roupas até as armas, pelo Sr. Manoel, que mora em Tibiri II, em Santa Rita, área metropolitana de João Pessoa. Contaram-me como começaram há um ano, como participaram de dois eventos (com este) e como gostam e se divertem. A esposa e mãe acompanha e faz as fotos. Um barato. Sentamos, falamos e fotografamos, tornamo-nos amigos presenciais e virtuais e vamos realizar novas aventuras juntos, se Manitu permitir.

Tex Willer, Águia da Noite e Kit Willer

E desse encontro resultou uma incongruência jamais vista em qualquer parte, pelo menos que se tenha notícia nos anais texianos: Tex e Águia da Noite surgirem no mesmo lugar e tempo. Assim, sem combinar, sem prescrição, realizamos um momento único e entramos para a história com mais essa curiosidade que certamente nos deixou muito felizes.

Finalzinho de texto, quero agradecer aos pards que vieram, de perto e de longe. Alô Jocelino, Ednaldo Martins, Washington, Zé Sérgio, Cidclay, Itaiguara e Gaudêncio, que aproveitaram para adquirir livros Tex no Brasil, e também aos pards Jário, Bruno Wayne, Erik, Adauto, Pedro Arnóbio, Rouxinol do Rinaré, Ricardo Elesbão, Gilson Galvão, Iranildo e sua amiga Gleice, Lúcio Andrade, Manoel, Jairo, Hulk e Hulkinho. E agradecer pelo enorme prazer de receber quatro crianças que fotografei quando pequeninos e todos os anos vão ao evento e passam na Expo-Tex: Davi, Teo,  Isadora e Eduardo, e lógico aos seus pais, mães, que levam. E ainda agradecer aos cosplays que tiraram fotos comigo, quando eu pedi, quando eles pediram.

Pedro Arnobio Medeiros recebendo o brindeTex “Frontera!” das mãos de Águia da Noite

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