Texto da secção Livros de 28/08/2004
Aos Quadradinhos F. Cleto e Pina
A cavalgar de mão em mão
Na banda desenhada de características populares (Disney, manga, super-heróis, bd italiana da escola Bonelli) é vulgar os heróis passarem de autor em autor, para que a periodicidade seja assegurada. E é algo que começa a tornar-se habitual também na 9ª arte franco-belga, com os heróis mais populares (leia-se mais rentáveis…) – Blake e Mortimer, Boule e Bill, Lucky Luke, Cubitus,… – a serem retomados por outros após a morte e/ou abandono dos criadores.
Estas mudanças, de uma forma geral não implicam grandes alterações na forma ou no espírito das séries e Tex, o mais carismático herói da bd popular italiana, demonstra-o nas edições (Tex, Almanaque e Edição Histórica) que a Mythos Editora distribui em Portugal.
Não excepção, mas contorno da regra são edições pontuais, em formato maior, para as quais são convidados artistas de nomeada, a cujo estilo a história é de certa forma moldado. Ganha a personagem que, desenhada por um autor famoso, chega a um público que normalmente não a lê. E ganha o autor, que vê o seu nome associado a um herói com muitos milhares de leitores, alguns dos quais poderão procurar outras obras suas.
Tex – Edição Gigante nº 9 – O cavaleiro solitário, um bom western na linha da grande tradição cinematográfica do género, é exemplo disto. O texto de Claudio Nizzi surpreende pelo facto de o cowboy surgir aqui solitário e empenhado numa busca de justiça que soa mais a vingança, até pela forma dura e violenta como vai sendo obtida. A este argumento bem construído, assenta na perfeição o traço duro, agreste e especialmente expressivo ao nível dos grandes planos de Joe Kubert, autor de Sargento Rock, um excelente Tarzan e um tocante Fax para Sarajevo.
Intervista esclusiva realizzata a Buenos Aires con Ernesto Garcia Seijas, condotta da Jesus Nabor Ferreira con la collaborazione di José Carlos Francisco. Traduzione di Gianni Petino (collezionista di Tex dal 1949).
Buenos Aires, sabato, 1 settembre 2007.
E’ il mio secondo giorno nella capitale argentina ed un altro sogno sta per concretarsi. Ho appuntamento con il Maestro Ernesto Garcia SEIJAS. Il bravissimo disegnatore ha accettato di ricevermi a casa sua per un’altra intervista per il Blog portoghese di Tex in questa “avventura Argentina”. Così, in un soleggiato pomeriggio di sabato, ho preso un autobus per andare a casa di Seijas, che risiede in una bella casa a Ramos Mejia, elegante e tranquillo rione a 20 chilometri dal centro. Nella parte superiore c’è il suo studio con decine di libri e riviste, in un ambiente ben illuminato, dove ho avuto il privilegio di vedere il grande Maestro al lavoro. Sono stato ricevuto dal mio simpatico ospite e dopo le solite presentazioni ed un invito a bere una Coca-Cola gelata (nonostante fossimo in inverno nell’emisfero sud, questo pomeriggio è particolarmente caldo), ci siamo accomodati nel suo ufficio dando inizio all’intervista:
Signor Seijas, può raccontarci com’è entrato nel mondo del fumetto e parlarci un po’ di sé? Seijas: Sono nato nel 1941, proprio qui a Ramon Meija e il disegno mi ha appassionato da sempre. Per questo sin dai miei ricordi più lontani io mi vedo con un lapis in mano a disegnare in ogni luogo, perfino quando uscivo in strada a giocare a pallone con i miei amici; lasciavo quasi subito la palla per disegnare sul marciapiede con pezzi di gesso, pietruzze, qualsiasi cosa era buona!
Ed ha studiato disegno in qualche scuola? Seijas: Mio fratello maggiore era disegnatore pubblicitario, e per questo, influenzato da lui, sono entrato alla Scuola Secondaria di Belle Arti, ma non mi piacevano le materie esterne al disegno e per questa ragione ho abbandonato poco tempo dopo facendo arrabbiare parecchio i miei genitori. Dopo qualche tempo mi sono iscritto all’Accademia Pitman, una scuola molto famosa all’epoca, soprattutto per i suoi corsi di segretariato, però avevano anche un corso di disegno al quale mi sono iscritto e l’ho completato in due anni. Dopodichè ho comprato qualche libro di Andrei Loomis in cui l’autore insegnava a disegnare il corpo umano; per esempio, notevoli nozioni di anatomia e prospettiva: quasi subito ho iniziato a disegnare professionalmente.
E dove ha iniziato esattamente? Seijas: Il mio primo lavoro pagato come disegnatore è stato nell’Editoriale Fascinacion, in cui il mio lavoro era di completare i riquadri mancanti nelle novelle illustrate che venivano dall’Italia. Dopo poco tempo ho iniziato a disegnare, per la rivista Totem della medesima casa editrice, una storia dal titolo Billy Boss, con soggetto di Oesterheld. Il disegnatore di questa avventura che mi aveva preceduto si chiamava Garcia (in questa occasione, per mia fortuna, era emigrato in Francia) ed io ho aggiunto al mio ultimo nome il cognome di mia madre: Seijas. Da allora ho sempre firmato così i miei lavori.
E questo è successo nel… Seijas: Mmmhhh… più o meno nel 1957, perché nel ’58 ho iniziato a lavorare per la rivista “Bucaneros, el gigante da historieta”, in cui io disegnavo i pirati che davano il titolo alla rivista…
Allora ha iniziato a lavorare molto giovane… Seijas: Sì ! Avevo 16 o 17 anni. Ero così giovane che coloro che venivano a prendere gli originali dei disegni per portarli a chi di dovere pensavano che io fossi il ragazzo del disegnatore e non proprio lui. (ridendo)
Ed in seguito ha iniziato a disegnare per varie riviste, no? Seijas: Esattamente! Ho disegnato in pratica per tutte le riviste dell’epoca ed oltre; penso di poter dire che da allora ho sempre avuto qualche mio disegno pubblicato nel mio paese. E’ successo nelle editrici Frontiera (ndr – di Oesterheld), che pubblicava le riviste Hora Zero e Frontiera e per la Abril che pubblicava la rivista Misterix; pubblicavano tutte ogni tipo di historietas (ndr – il fumetto si chiama così in Argentina, mentre in Portogallo e Brasile è chiamato Banda Desenhada e Quadrinhos). Ho illustrato anche copertine di libri per una collezione giovanile che si chiamava Robin Hood per la Acme Agency. E ancora: ho lavorato per l’editrice Columba nella rivista Intervalo (ndr – era una rivista diretta al pubblico femminile in cui si pubblicavano fumetti e adattazioni di romanzi romantici). Anche per questa editrice ho fatto delle copertine.
E’ stato allora che ha disegnato Helena, con soggetto di Robin Hood? Seijas: Si, certamente, ma dopo. Helena ha avuto un successone all’estero, soprattutto in Italia, dove è stata pubblicata dalla Eura. (ndr. – Helena ha avuto così tanto successo in Italia da dare origine ad una serie televisiva con oltre 22 episodi)
Ho pubblicato anche con Oswal, grande disegnatore e grande amico, una serie chiamata La stirpe di Josh, in cui Oswal disegnava a lapis e io terminavo, cosa che era un lavoro poco comune in Argentina, dove ognuno faceva il disegno finito : lapis e colori. E poi «Gli Avventurieri», altra serie che ho disegnato per la Columba insieme a Kevi, con soggetto di Robin Hood.
Tempo fa ho trovato un fumetto inquadernato di Wonder Woman in una delle molte edicole esistenti nel Parque Rivadavia; messicano o cileno, mi pareva una sua copertina: è possibiole? Seijas: Si, l’Acme Agency che distribuiva i fumetti della Editorial Navarro, una editrice messicana che pubblicava in spagnolo, in pratica tutta la linea DC, Golden Key ed altre, era solita fare raggruppamenti con i fumetti resi. Ne riuniva 4 o 5 e facevano una copertina nuova. In quell’epoca ho fatto diverse copertine, non solamente di Wonder Woman; anche per Tarzan ho realizzato delle copertine.
Lei ha pubblicato anche per l’editrice Record, di Scutti? Seijas: Certamente! Quando Scutti iniziò la pubblicazione di Skorpio, io sono passato a lavorare per lui. Ho fatto parecchie serie ed una di quelle, Skorpio appunto (ndr – voleva essere un seguito o la versione argentina del personaggio italiano Killing, di cui Scutti aveva pubblicato 60 o 70 numeri su licenza e altri 30 o 40 con avventure originali fatte in Argentina), doveva essere Killing dopo avere terminato la propria carriera criminale.
E ci sono state altre serie? Seijas: Uuhh! Parecchie: Mandy Riley, Black Soldier, El hombre de Richmond, El Pequeño Rey e tante altre…
E tutte queste serie sono poi state pubblicate in Italia? Seijas: Scutti, l’editore di Skorpio, pubblicava la rivista in Argentina con un occhio all’Italia, dove aveva contatti e dove si era reso conto che i soggettisti e i disegnatori argentini erano apprezzati e che potevano essere ben recepiti. E così è stato. Quasi tutto ciò che producevamo per lui veniva venduto immediatamente in Italia. Logicamente non abbiamo mai ricevuto un centesimo per questo: l’utile, come al solito, era suo.
E quelle che ha disegnato per Columba? Seijas: Anche! Quando videro che le storie pubblicate in Argentina erano ben accette in Italia, immediatamente si sono affrettati a vendere quelle che avevano. Soprattutto quelle di Robin Hood, che avevano e continuano ad avere molto successo in Europa.
E parlando di mercato estero, lei sapeva che in Brasile sono state pubbllicate parecchie sue storie verso la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘ 80? Seijas: Davvero? Solamente adesso che mi sta mostrando queste edizioni (ndr – quando ho avuto la conferma dell’appuntamento con Ernesto Seijas non ho potuto fare a meno di portarmi dietro qualche esemplare delle ‘Storie del Far West’ e di ‘Skorpio’, pubblicato in formato ridotto dall’editrice Vecchi) mi sto rendendo conto che conoscete il moi lavoro in Brasile. Pensi che in quell’epoca noi avevamo un contratto con l’editore per la pubblicazione del nostro lavoro in Argentina ed un altro contratto per la pubblicazione in Italia. Loro (ndr – gli editori), ovviamente non avevano alcun interesse a farci sapere dove venivavo pubblicati i nostri lavori, perchè in tal caso avrebbero dovuto pagarci il lavoro. (ndr – nella editrice Vecchi, nelle Storie del Far West, appare l’Uomo di Richmond e nella rivista Skorpio viene pubblicato il personaggio che dà nome al titolo. Solo per questi due lavori si vede la versatilità di Seijas e non è per caso che oggigiorno è uno degli altisti più ammirati in Europa)
In questo periodo si sta pubblicando materiale suo in Argentina. Lei è uno dei pochi artisti dell’epoca d’oro dell’Historieta (ndt – fumetto) a rimanere sulla cresta dell’onda nel mercato argentino. Perchè, secondo lei? Seijas: Be’, per fortuna la editrice “Ivrea” che pubblicava solamente manga ha iniziato a pubblicare anche riedizioni di qualche historieta. Tra le altre, una che ho fatto con Carlos Trillo per il giornale Clarin negli anni 80. Si chiama “Il Negro Bianco”, ed è stata pubblicata in Europa; per di più qualche suo personaggio secondario ha avuto qualche serie propria. La Ivrea sta pubblicando sotto forma di libri: sono programmati 10 numeri, portando tutto ciò che è stato pubblicato su Clarin. Da poco tempo, inoltre, il giornale La Nacion ha pubblicato “Specie in Pericolo”, un fumetto che è stato anch’esso pubblicato in Europa.
Sappiamo che lei ha lavorato per l’editrice Eura, e che attualmente lavora per la Sergio Bonelli Editore. Per quali altre editrici straniere ha lavorato, oltre a queste? Seijas: Per parecchie, peraltro sempre attraverso intermediari. Per la Warren ho disegnato racconti romantici: Poi ho ottenuto lavoro nella Fleetwood inglese, solamente due lavori. Non saprei la causa della discontinuità, forse non è piaciuto quello che ho fatto, chissà. Subito dopo ho lavorato per la Bruguera spagnola, con un lavoro che sarebbe pubblicato anch’esso in Inghilterra. A quel tempo lavoravo per la Eura , e le consegne erano molto ravvicinate: a causa di ciò ho dovuto tralasciare la produzione per la Bruguera, il che mi è dispiaciuto dato che erano lavori molto interessanti. In quell’epoca il mio agente si chiamava Spadari, era molto conosciuto e seguiva oltre 60 disegnatori.
Per la Eura ha iniziato con Scutti e poi ha continuato da solo? Seijas: No, no, Verso il 1960 arrivò in Argentina un signore che si chiamava Alvaro Zerbini, che io conoscevo già per essere stato il padrone della Editorial Fascinacion dove io avevo iniziato. Gli mostrai i miei lavori ed egli mi disse che poteva venderli in Italia. Iniziai immediatamente e feci parecchi lavori per lui. Nello stesso periodo, Scutti e Columba entrarono anche loro nel discorso: ogni editore faceva la parte del leone, vendevano i nostri lavori per il triplo del prezzo che ci pagavano… Un bel giorno ricevo una lettera dal responsabile della Eura, che mi offriva di pagarmi 94 dollari ogni pagina prodotta, mentre la Columba mi pagava solo 20 dollari per pagina. Fu allora che compresi quanto mi stavano sfruttando, per cui tagliai i rapporti con gli intermediari ed iniziai a lavorare direttamente con la Eura. Solo da allora iniziai a lavorare tranquillamente, con dei personaggi che mi lasciavano soddisfatto. In questa occasione mi telefonò Carlos Trillo per fare “Il Negro Bianco” per il Clarin, che presto fu venduto in Europa, e questa volta finalmente senza intermediari.
Quello è stato un lavoro eccellente suo e di Trillo. Ho amici qui in Argentina che comperavano il giornale solo per la striscia… Seijas: Grazie, è bello saperlo.
Per quale motivo avete sospeso la produzione delle striscie? Seijas: Per una unica ragione: la Eura ridusse il pagamento a tutti e due, e Trillo, che era il soggettista, non accettò quella azione, con tutti i diritti, cosa che reputai giusta, anche se in quei momenti avevo assunto vari impegni; avevo acquistato da poco la mia casa e dovetti accettare l’imposizione della Eura. Così non potevamo continuare a lavorare insieme. Non ci siamo litigati, anche se non potevamo più fare il personaggio. Inoltre mi offrì un lavoro per il mercato francese, ma non mi entusiasmò, dato che è un mercato che esige molto sfondo, molti dettagli, mentre a me piace il disegno più semplice ed espressivo, che è la mia specialità.
Lei ha degli aiutanti? Seijas: Be’ mia figlia mi aiuta un poco, soprattutto nelle ricerche per la documentazione, oppure facendo il lettring (per esempio, nella nuova edizione di Negro Bianco), dato che ha una bellissima calligrafia. Io ho fama di essere difficile, che dò molte indicazioni e che esigo molto. E’ vero in effetti, ma perché sono molto geloso dei miei disegni. Faccio tutto io perché non mi piace che qualcuno ci metta le mani. (ridendo)
Torniamo un attimo alla copertina di Donna Meraviglia: io penso che il suo stile andrebbe molto bene per i supereroi della Marvel o della DC. Perché non ha mai pubblicato niente per queste due editrici americane? Ha mai tentato? Seijas: In verità no. In realtà – e questo può non essere lusinghiero per me – ho avuto timore. In un paio di occasioni in vita mia ho avuto timore della sconfitta, della novità. E’ orribile, lo so, ma è così. Ho avuto paura di non farcela con i tempi stretti che sia l’una che l’altra richiedevano. Il fatto è che io non lavoro tutti i giorni nello stesso modo, devo essere ispirato e grazie al cielo ho la fortuna di poter lavorare così. Il disegno per me è, prima di tutto, un piacere e non ho mai desiderato modificare questa impostazione. Probabilmente ho tralasciato di fare cose più importanti, chissà…
A questo punto abbiamo interrotto l’intervista perché Seijas mi ha invitato a passare nel suo studio al piano di sopra. E’ un grande spazio, illuminato, con molto materiale della nona arte in cui si stacca il suo tavolo da disegno. Abbiamo parlato un po’ di preferenze personali: mi ha raccontato che gli piacciono molto Frank Robbins, Neal Adams, Milton Cannif, ecc…
Non posso tralasciare di osservare la sua vasta documentazione sul western americano, vi sono numerosi libri, riviste, foto. Perfino una replica di una colt. Questo mi porta alla prossima domanda, per cui ritorniamo all’intervista:
Come ha iniziato a lavorare per la Sergio Bonelli Editore? Seijas: Lavoravo per il Clarin quando Sergio Bonelli venne a Buenos Aires (siamo agli inizi degli anni 90) insieme a Zerboni, anche per il quale avevo già lavorato, i due sono molto amici. Ci siamo incontrati durante una passeggiata nell’Avenida 9 de Julho e Sergio Bonelli mi offrì un lavoro. Rifiutai dicendo che in quel momento stavo lavorando alla serie il Negro Bianco per il Clarin, serie anch’essa venduta alla Eura. Sergio Bonelli mi rispose con molta calma: “Ah che bello! E’ l’ideale per ogni disegnatore!” cosa in cui fui d’accordo, rispondendo contento ed orgoglioso. Devo dire che in quel momento non avevo cognizione di chi era il mio interlocutore, cioè che Sergio Bonelli era il proprietario di una delle maggiori editrici europee.
Questa è una caratteristica di Sergio Bonelli; i suoi modi semplici, la sua umiltà, il suo modo di mettere tutti a proprio agio non facendo pesare il fatto di essere uno dei più importanti editori al mondo. Seijas: Vero. Ed i suoi collaboratori hanno la grossa fortuna che egli è un uomo che ama profondamente la nostra Arte. E’ molto difficile incontrare un editore che ami il fumetto così tanto come Bonelli. Di solito amano il denaro ed il fumetto è solo un mezzo per ottenerlo.
In che anno è avvenuto questo vostro primo incontro? Seijas: E’ stato agli inizi degli anni 90. Gli chiesi scusa dicendo che non potevo accettare la sua offerta. Un po’ di tempo dopo ricevetti una telefonata da Sergio Bonelli che m’invitava a disegnare un Texone. Mi disse che era solito invitare artisti differenti per ogni numero nuovo di questa collezione. Come lei può immaginare io stavo lavorando per la Eura e loro non desideravano assolutamente che io lavorassi per la SBE , per cui, nonostante che l’offerta di Sergio Bonelli fosse finanziariamente molto vantaggiosa, rifiutai l’invito.
Ancora? Quanti potevano concedersi il lusso di rifiutare un invito di Sergio Bonelli e per di più per ben due volte… Seijas: E’ vero, ma succede che avevo preso alcuni impegni con la Eura ed io non sono il tipo da non tenere fede agli impegni per cui dovetti rifiutare purtroppo, e subito dopo me ne pentii!
E com’è stato che finalmente ha detto sì a Tex? Seijas: Sa com’è, con il tempo sono tornati a telefonarmi oppure sono stato io a telefonare in Itali, non ricordo bene. Mi ricordo che in qualche modo feci arrivare alle orecchie della SBE che mi sarebbe piaciuto accetare il precedente invito. Dunque mi telefonarono e mi affidarono il Texone, album a cui ho lavorato per ben 4 anni. Nel frattempo ho lavorato anche per la Eura per tenere fede ai miei contratti. Da una parte speravo che nessuno alla Eura si seccasse per via del fatto che lavoravo per la SBE ; dall’’altra ero tranquillo, perché Sergio Bonelli mi aveva detto che se avessi avuto qualche problema gli sarebbe piaciuto che io lavorassi esclusivamente per lui. E così facemmo.
In una rapida ricerca su Internet sul suo materiale, ho letto un articolo, nella pagina della SBE, in cui Sergio Bonelli dice che teneva d’occhio i suoi lavori da parecchio tempo e che per vari motivi non aveva potuto contare sulla sua collaborazione. Da ultimo riuscì nell’intento, anche perché sembra che a Sergio Bonelli piaccia molto il suo tratto… Seijas: Sono molto contento a sentirlo. Posso solo ringraziare per poter contribuire un po’ e fare parte dei professionisti sui quali conta la SBE : è un vero piacere per me.
Per cui il suo primo lavoro è stato un Texone? Seijas: Si, esatto, deve ancora uscire a quanto ne so. Dopo ho disegnato una edizione di Julia. (ndr – Julia #80, “Delitto alla moda”, maggio 2005)
Ci racconti qualcosa sul suo lavoro per la SBE , e com’è il rapporto con l’editrice e con gli sceneggiatori… Seijas: Ricevo le sceneggiature molto dettagliate, con indicazioni chiare circa quello che vogliono gli autori. Berardi, con cui ho lavorato in Julia, è molto dettagliato. Mi descrive quadro per quadro nei minimi dettagli. Boselli un po’ meno. E adesso sto lavorando con uno sceneggiatore che si chiama Ruju (n.d.r – Pasquale Ruju) che mi lascia un po’ di libertà in più per risolvere le scene. Io penso che vi sono situazioni in cui il disegnatore deve avere una certa libertà. Per quanto riguarda l’invio degli originali, alla SBE deve essere fatto tutto via posta, in quanto appongono loro stessi i dialoghi nei fumetti, direttamente sulla carta. Non possono essere nè fotocopie nè immagini digitali.
Ho intervistato da poco Repetto: mi ha detto ad un certo punto che Sergio Bonelli interviene direttamente in tutto quanto attiene Tex… Seijas: E’ vero e me ne sono reso conto immediatamente. Come ho detto, Sergio Bonelli è un editore ed un fanatico per il fumetto. E, aggiungo, specialmente per TEX, per cui egli controlla personalmente ogni pagina. Anche in questo Texone ancora inedito ho dovuto rifare 11 pagine perchè c’erano delle donne e Sergio Bonelli non capiva il perchè della loro presenza lì, in quanto non erano necessarie per la storia. Ha fatto cambiare il soggetto e ho dovuto rifare le pagine. A quanto pare, a lui non piace che appaiano molte donne nelle storie di Tex.
Si dice che Sergio Bonelli dice che TEX è sempre stato così e è stata questa formula che ha fatto sì che TEX rimanesse un continuo successo e che pertanto non vi è ragione per cambiare… Seijas: Ed ha ragione ! Io sono un esempio… se Sergio Bonelli mi lasciasse libertà totale, sono certo che finirei per cambiare il personaggio. E non sarebbe più Tex, ma un personaggio di Seijas; e non è certo questo l’obiettivo. Per cui ritengo perfetto che egli abbia il controllo assoluto del personaggio. Ed è lì che si vede la mano dell’editore…
Quante pagine di Tex è solito fare ogni mese? Seijas: Dipende. Generalmente una media di 12 – 14 pagine. Non dimentichiamoci peraltro che un’avventura di Tex è solitamente ricca in dettagli e per tutto ciò bisogna munirsi di documentazione. Armi, città, veicoli, uniformi, le costruzioni… cioè, si renda conto che è necessario parecchio tempo per mettere insieme il materiale di riferimento. E tutto deve sembrare reale, non si può inventare. Ogni volta che posso utilizzo serie della TV come Bonanza, films western, libri, riviste, cataloghi… ho anche qualche replica di armi di quel periodo (ndr. – Seijas mi mostra una impressionante replica di una Colt Peacemaker).
Quando ha iniziato a disegnare il suo Tex ha cercato d’ispirarssi a qualcuno già noto? Seijas: No, no! Penso che il Tex che sto facendo sia un misto fra l’originale di Galep ed il Tex più duro di Ticci. Ma confesso che sono ancora alla ricerca della fisionomia ideale del “mio” Tex per poterlo disegnare in maniera fluida.
Cosa significa per lei lo stare disegnando una leggenda dei fumetti come Tex, che tra poco compirà ben 60 anni di vita editoriale? Seijas: Per me è un onore e potrei quasi dire che disegnare Tex è un sogno fatto realtà. Negli anni 40/50, Tex fu pubblicato in Argentina nella rivista Rayo Rojo, con il nome di Colt Miller, e la prima historieta che ho letto, ancora bambino, è stata proprio “Tex”. Insomma è stato proprio Tex che che mi ha fatto entrare nel mondo affascinante del Fumetto. Io sono solito dire: “Con Tex ho iniziato la mia avventura con la nona Arte ed apparentemente morirò disegnando Tex !” (ridendo)
Cioè: le intende disegnare Tex per moltissimo tempo (ridendo) Seijas: Certamente! proprio così, è quello che spero!
Il suo lavoro per la SBE ed altre editrici europee ha avuto ripercussioni in Argentina? Seijas: Non mi pare! Ad esempio, Tex non è mai stato pubblicato in Argentina. E d’altro canto in pochi sanno che sto lavorando per la SBE. Succede che da quando la Columba ha chiuso non si pubblica quasi niente e ciò che si pubblica non sono storie classiche come quelle che facciamo io e Repetto. Oggi si vedono storie troppo intellettuali. Pare che il fumetto semplice non sia Arte, per cui nelle edicole si trovano solo disegnatori con stili rari, per attarre un pubblico che si definisice molto intellettuale, persone che non arriverebbero neanche lontanamente al tipo di avventure che facciamo. Noi, d’altra parte, amavamo le avventure d’azione, che fossero divertenti e con disegni belli.
E’ vero: in effetti ho visto alcune edizioni in formato libro ed anche molto ben fatte con fumetti di Alcatena, Meriggi, Solano Lopez ed anche sue, come il famoso “Il Negro Bianco”… Seijas: Certamente, ma come anche lei ha detto, nella maggior parte sono edizioni più lussuose, riedizioni, per un pubblico più limitato, diversamente da epoche precedenti, in cui tutte le settimane c’erano tre o quattro riviste nuove nelle edicole, ognuna con sette o otto storie.
Parlando di autori, quali sono i disegnatori che lei ammira e quali sono stati i suoi idoli? Seijas: Mi piacciono molto i disegnatori della vecchia scuola americana, Milton Cannif, Alex Toth, Harold Foster, Frank Robbins, disegnatori che vedevo quando ero bambino e che poi ho ammirato. Harold Foster era un illustratore brillante, ma penso che per fare un lavoro così dettagliato e preciso bisogna essere molto giovani. Oggigiorno preferisco lavorare in modo più semplice, alcuni lavori che ho fatto nel passato, oggi li farei in maniera ben differente, perché si apprende a dare qualche effetto alle stesse cose, in forma più semplice. Oesterheld mi disse una volta, ed io sono pienamente d’accordo con lui, che il fumetto deve essere agile, perché non dobbiamo obbligare il lettore a stare mezz’ora davanti ad una pagina per osservare i minimi dettagli…
Una cosa che richiama l’attenzione è l’espressività dei suoi personaggi. Ciascuno di essi, compresi i secondari, hanno un viso diverso… Seijas: Sì, ha ragione. Il fatto è che con il passare del tempo s’impara molto. Una volta, molti anni fa, un amico, parlando di un nostro collega, eccellente disegnatore, mi disse: “Il tale è un eccellente disegnatore, ma hai fatto caso che fa gli occhi di tutti i suoi personaggi uguali”? Questo mi diede da pensare e mi resi conto che era vero. Allora cercai di non cadere anche io nello stesso errore. Cerco di fare in modo che i miei personaggi abbiano visi differenti, in quanto è così nella vita reale. Non si possono fare molte variazioni dell’eroe, ma di quelli secondari… Pablo Pereyra, un grande illustratore, mi disse che dobbiamo avere una galleria di personaggi secondari, con diversi tipi di volto, da usare quando è necessario e da modificare secondo necessità.
Lei ha già disegnato ogni genere di fumetto : guerra, western, spionaggio, avventura, romanzo…ognuna con il suo stile personale, altamente riconosciuto. I suoi disegni di donne, dunque, sono leggendari…. Seijas: Si, ho disegnato tutti i tipi fi storie ed in ognuna ho applicato lo stesso impegno e lo stesso capriccio. Alle volte mi si chiede qual è il personaggio che mi è piaciuto fare di più o quale personaggio mi piacerebbe ancora fare. Mi sono piaciuti tutti, li ho rispettati tutti, soprattutto quelli che non erano miei. Ho sempre dato il meglio di me in ogni lavoro. Ho fatto parecchie serie con molte belle donne, sono sempre riuscito molto bene a disegnare le belle donne. (ridendo)
Lei è a conoscenza del fatto che in Italia c’è chi la considera oggi il miglior disegnatore del mondo? Lo si può constatare nei forum e nei siti Internet, in cui sono in molti ad essere d’accordo con questa tesi. Seijas: Be’, spero di meritarmi tutta questa aspettativa, ma non credo che sia così tanto. Mi considero solo un buon disegnatore ed un disegnatore che ama ciò che fa.
Nel 2008 Tex compirà 60 anni. Se lei fosse invitato a partecipare a qualche evento, in Brasile o in Portogallo, potremmo contare con la sua presenza? Seijas: Ma certamente!!! Con molto piacere!!!! Sono rimasto con Ernesto Garcia Seijas per oltre 3 ore; il grande disegnatore argentino si è mostrato ammirato con il prestigio che il personaggio Tex ha in Brasile ed in Portogallo e ha avuto molto piacere di sapere che il suo lavoro è conosciuto anche in questi due paesi.
Gli ho regalato tre riviste del periodo dell’editrice Vecchi – Storie del Far West e Skorpio. Abbiamo parlato dei disegnatori ed abbiamo scoperto che a tutti e due piace Frank Robbins ed ho scoperto anche che a Seijas piace “Llanero Solitario” (ndr.- Lone Ranger, conosciuto in Portogallo come “O Mascarilha”).
Da bravo Argentino, a Seijas piace molto il football e nel suo studio conserva souvenirs del suo club del cuore: il San Lorenzo.
Durante l’intervista il Maestro Seijas ha fatto un disegno di Tex per me a ricordo di questa giornata così speciale nella mia vita di lettore di Tex, disegno che potete vedere un po’ più sotto, perché tutti possano goderne.
Non riuscirò mai ad esprimere quello che questo ha significato per me, ringraziare è troppo poco. Seijas dice che non conosce bene né il Brasile né il Portogallo: spero proprio che con questa intervista Brasile e Portogallo conoscano un po’ di più questo grande del fumetto mondiale. Una persona tranquilla,onesta, corretta e soprattutto UN MAGNIFICO DISEGNATORE. Seijas, un milione di ringraziamenti, per tutto !!!
Jesus Nabor Ferreira – Collezionista di fumetti sin dal 1976.
Santa Maria – RS – Brasile 08/09/2007 (Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)
Visando ajudar coleccionadores, sobretudo portugueses, mas não só, a completar as suas colecções de Tex e também outros personagens Bonelli e ainda ajudar outros a tentar vender ou trocar exemplares repetidos, o blogue do Tex, acaba de criar uma nova secção, denominada ”Trading Post” (aproveitando o nome do folhetim mensal de divulgação das revistas Bonelli para venda por parte do íntegro Texiano Sérgio Sousa, que apresentamos hoje) onde os coleccionadores podem colocar as revista que procuram ou que pretendem trocar ou vender, embora obviamente o blogue do Tex não se responsabilize por nenhuma negociação, que deve ser feita directamente com os anunciantes, sem a menor intervenção do blogue. Não é uma ideia inovadora, mas que pensamos tornar ainda mais atractivo o Blogue, mas sobretudo é algo feito para ajudar os coleccionadores portugueses!
Posto isto está na hora de apresentar o “Trading Post“, assim como o seu autor, o Texiano Sérgio Sousa, um dos mais activos colaboradores do blogue:
Em meados de Novembro, todos os coleccionadores de Tex dos quais o José Carlos Francisco possui contacto, foram “bombardeados” por o que chamei: “Grande venda de Tex”. Cerca de cento e cinquenta revistas, das variadas colecções do “Ranger”, foram colocadas à venda, mediante condições por mim impostas.
Esta “Grande venda de Tex”, que para a maior parte dos coleccionadores não passou de uma tentativa de ganhar dinheiro, ou, o escoar de exemplares repetidos, foi na realidade muito mais do que aparentou à primeira vista.
Olá a todos, chamo-me Sousa….Sérgio Sousa. Desculpem a graçola mas não resisti. Sou coleccionador de Tex, Zagor e Mister No, desde o primeiro contacto que tive com os personagens, no caso de Tex: Tex 1ª Ed. Nº71 – Assalto ao trem.
Quem pretender saber mais sobre mim, pode satisfazer a sua curiosidade lendo as peças por mim assinadas, acessíveis aqui no BLOGUE DO TEX, na rubrica: A tribuna dos Texianos.
Como coleccionador, tenho como objectivo adquirir e completar todas as colecções destes três personagens, que foram publicadas no Brasil desde 1971.
Sinto a falta de pontos de venda de revistas usadas. Aqueles locais onde, por um preço acessível, era possível comprar ou trocar revistas. Durante todos estes anos em que tenho procurado incessantemente completar as minhas colecções, tenho observado com tristeza o desaparecimento destes quiosques e casas de revistas usadas.
Actualmente com quarenta anos de idade, estou saturado de procurar as revistas que me faltam, em locais que praticamente já não existem. Como não tenho conseguido encontrar o que procuro em Portugal, tenho procurado consegui-lo no Brasil e apesar dos riscos que tenho corrido, sempre recebi as revistas que adquiri, embora, nem sempre no estado de conservação anunciado. Assim, na minha procura de completar as minhas colecções, tenho amadurecido a ideia de importar revistas de BD, nomeadamente Bonelli comics. Conjugando as necessidades dos coleccionadores portugueses com os contactos que adquiri ao longo dos anos no Brasil e dimensionando as encomendas, penso ser possível trazer para Portugal, quer revistas novas, quer usadas, a preços razoáveis.
“A grande venda de Tex”, foi então um estudo de mercado realizado junto dos coleccionadores, efectuado no sentido de verificar a viabilidade deste projecto.
Após o sucesso obtido, está na altura de passar à fase seguinte:
Vou iniciar a actividade no início de 2008 e pretendo tornar-me a curto prazo, numa referência junto dos coleccionadores portugueses que procuram completar as suas colecções.
Quero apresentar-vos o “Trading Post”! Folhetim de periodicidade mensal, que será enviado a todos os coleccionadores que o solicitarem. Este folhetim servirá de divulgação das revistas Bonelli que possuo para venda.
O “Trading Post” Nº 0, visa apenas apresentar o folhetim, as diversas rubricas, condições de pagamento, estado de conservação das revistas e outros aspectos igualmente importantes.
Atenção:nenhuma das revistas expostas neste folhetim se encontra à venda.
O “Trading Post” sairá no início de cada mês, com excepção do Nº1 que sairá no dia 15 de Janeiro de 2008.
Aproveito para agradecer ao José Carlos Francisco e ao Mário Marques, toda a ajuda que me têm prestado ao permitirem a divulgação desta minha actividade aqui no Blogue.
Espero no entanto, que seja possível continuar mensalmente a divulgar os folhetins o que seria muito útil quer para mim quer para todos aqueles coleccionadores que desejam completar as suas colecções.
Aguardo críticas e comentários ao folhetim, com o objectivo de introduzir melhorias.
Obrigado,
Sérgio Sousa
TRADING POST
POR: SÉRGIO SOUSA – FOLHETIM MENSAL DE DIVULGAÇÃO DAS REVISTAS BONELLI PARA VENDA – ANO 1 – Nº0 – DEZEMBRO 07
Este número zero têm por objectivo apresentar o folhetim e as suas diferentes rubricas. O trading post apresenta as revistas que disponho para venda, as condições de venda e o estado de conservação das revistas. Folhetim que será enviado no início de cada mês, com excepção do Nº1, que sairá no dia 15 de Janeiro 2008. Todos os coleccionadores que o desejarem, basta que o solicitem através do E-mail: sergiosousa1367@hotmail.com ATENÇÃO: As revistas apresentadas neste Nº0, não se encontram à venda.
PRECIOSIDADE
Esta rubrica não é mais que um leilão…. Invertido. A revista é colocada a um preço que vai baixando todos os dias. Os preços para cada dia estão aqui identificados. O comprador avalia a revista e contacta-me no dia que considera que a revista está com um preço justo. Não se esqueçam que só existe um exemplar e se esperarem por um preço muito baixo outros coleccionadores podem antecipar-se. Dia 01 Dezembro 2007 25€
Dia 02 Dezembro 2007 24,5€
Dia 03 Dezembro 2007 24€
Dia 04 Dezembro 2007 23,5€
Dia 05 Dezembro 2007 23€
Dia 06 Dezembro 2007 22,5€
Dia 07 Dezembro 2007 22€
Dia 08 Dezembro 2007 21,5€
Dia 09 Dezembro 2007 21€
Dia 10 Dezembro 2007 20,5€
Dia 11 Dezembro 2007 20€
Dia 12 Dezembro 2007 19,5€
Dia 13 Dezembro 2007 19€
Dia 14 Dezembro 2007 18,5€
Dia 15 Dezembro 2007 18€
Dia 16 Dezembro 2007 17,5€
Dia 17 Dezembro 2007 17€
Dia 18 Dezembro 2007 16,7€
Dia 19 Dezembro 2007 16,3€
Dia 20 Dezembro 2007 16€
Dia 21 Dezembro 2007 15,8€
Dia 22 Dezembro 2007 15,5€
Dia 23 Dezembro 2007 15,3€
Dia 24 Dezembro 2007 15€
Dia 25 Dezembro 2007 14,8€
Dia 26 Dezembro 2007 14,6€
Dia 27 Dezembro 2007 14,4€
Dia 28 Dezembro 2007 14,2€
Dia 29 Dezembro 2007 14€
Dia 30 Dezembro 2007 13,8€
Dia 31 Dezembro 2007 13,5€
DESTAQUES . Rubrica que apresenta revistas antigas que são difíceis de encontrar.
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TEX Nº 10 – 1ª EDIÇÃO (B) – PREÇO 18 EUROS
TEX Nº 13 – 2ª EDIÇÃO (R) – PREÇO 5 EUROS
TEX Nº 93 – 1ª EDIÇÃO (B) – PREÇO 6 EUROS . NOVIDADES . Rubrica que apresenta revistas novas, algumas delas ainda não distribuídas em Portugal.
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TEX Nº 456 (N) – PREÇO 3 EUROS
TEX ED. COMEMORATIVA (N) – PREÇO 12 EUROS
TEX LA CELLA DE LA MORTE (N) – PREÇO 13 EUROS
As revistas que fazem parte dos lotes, só podem ser vendidas separadamente após a data indicada.TEX ALMANAQUE LOTE 6 REVISTAS (N) – PREÇO 30 EUROS
TEX ED. HISTÓRICA LOTE 5 REVISTAS (N) – PREÇO 33 EUROS
TEX GIGANTE LOTE 6 REVISTAS (N) – PREÇO 45 EUROS
AS REVISTAS AGREGADAS AOS LOTES PODEM SER VENDIDAS SEPARADAMENTE A PARTIR DO DIA 15, CASO O LOTE A QUE PERTENCEM NÃO TENHA SIDO VENDIDO.
PREÇOS: ALMANAQUE 5,5 EUROS, ED. HISTÓRICA 6 EUROS; GIGANTE 8 EUROS
REVISTAS . O grosso das revistas é apresentado nesta rubrica, sem condições.
MISTER NO ED. RECORD Nº 5, 6, 14, 15 e 16 (O) – PREÇO 4,5 EUROS EXEMPLAR
TEX COLECÇÃO Nº 155 a 199 (N) – PREÇO 3 EUROS EXEMPLAR
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ESTADO DE CONSERVAÇÃO DAS REVISTAS . NOVO (N) – Estado de banca. ÓPTIMO (O) – Capa e lombada sem defeitos, miolo apenas ligeiramente amarelado. BOM (B) – Pequenos defeitos na capa e lombada (rasgos, riscos ou pequenas palavras), miolo amarelado. REGULAR (R) – Capa e lombada com falhas, mais que uma palavra escrita na capa. Miolo amarelado ou escurecido. USADO (U) – Capa muito gasta ou suja pelo uso, escrita ou com rasgos. Lombada com falhas e miolo demasiado escurecido. Revista não recomendada a coleccionadores exigentes. CONDIÇÕES DE VENDA
Pagamento antecipado efectuado através de transferência bancária.
Encomenda superior a 200 Euros, o envio pode ser efectuado à cobrança, mediante antecipação de 10% através de transferência bancária.
Os portes do correio serão sempre por conta do comprador salvo indicação em contrário. Entrega em mão, apenas na região de Setúbal.
FACTORES QUE INFLUENCIAM OS PREÇOS
Estado de conservação das revistas
Raridade das revistas
Dimensão da encomenda
Custos de transporte
Custos alfandegários
Custo de transferência do dinheiro
Flutuação cambial
Como podem verificar, são muitas as variáveis que influenciam os preços das revistas. A mesma revista pode ter preços completamente diferentes, em meses seguidos, devido a estes factores.
OUTRAS INFORMAÇÕES
Aceito listas de faltas. A entrega de lista de faltas não compromete o coleccionador e não é garantia de conseguir as revistas em falta. As listas servem para centralizar as compras nas necessidades dos coleccionadores. Os coleccionadores que entregarem lista de faltas, serão informados da existência das revistas, antes da sua divulgação no “TRADING POST”, exercendo assim o direito de preferência. As listas de faltas serão ordenadas pela data de entrega.
As fotografias apresentadas no folhetim, serão sempre das revistas colocadas à venda. Adicionalmente ao folhetim seguirão outras fotos e enviarei foto de qualquer revista que me seja solicitado, excepto das revistas novas, das quais não vejo necessidade.
Muito excepcionalmente existe mais do que um exemplar de cada número. Somente com a divulgação deste folhetim e a entrega de listas de faltas, será possível colocar à disposição mais exemplares.
Agradeço o contacto de todos os coleccionadores interessados em receber o folhetim, assim como sugestões no sentido de melhorá-lo.Para calcular o custo dos correios usarei o simulador dos CTT.
Apresento valores aproximados, os valores variam de acordo com o código postal.
Inferior a 500 Gr – 2,35 Euros
Entre 500 Gr e 2000 – 4,15 Euros
Ao enviarem os dados para envio da encomenda, solicito que enviem o NIB, que será utilizado para restituição do excesso cobrado no custo dos correios, se aplicável.
DIVULGAÇÃO
O folhetim será enviado a todos os coleccionadores os quais possuo contacto e aos quais peço a divulgação para os seus contactos. Será também enviado a todos aqueles que expressem vontade em recebê-lo.
Argumento de Claudio Nizzi, desenhos e capa de Carlo Ambrosini. Com o título original Il prezzo della vendetta, a história foi publicada em Itália no Tex Albo Speciale nº 19 em 2005 e no Brasil pela Mythos Editora também em 2005.
Tex, Carson, Kit e Tigre testemunham a perseguição que um grupo de índios Cheyennes move a um branco. Este acaba por ser atingido, morrendo nos braços de Tex, não sem antes dizer poucas palavras, permitindo que os pards consigam saber que se dirigia a um rancho de colonos. Ao entregar o corpo do infeliz, Tex e os seus companheiros aceitam a hospitalidade dos colonos e veem a saber que estes adoptaram em tempos um garoto índio, sobrevivente de um massacre efectuado à sua aldeia. Perdido no vale, o rancho dos colonos tem sido vítima de ataques dos índios, que reclamam o garoto, mas também alvo da cobiça de brancos sem escrúpulos que almejam o ouro que por ali se encontra.
Nizzi volta inserir numa aventura texiana um olhar crítico ao mundo global dos nossos dias, ou se se quiser, o autor reitera a sua oposição a determinados caminhos seguidos pelas sociedades contemporâneas. Ao escolher como pano de fundo um rancho de colonos que tinham apenas como objectivo o viver harmoniosamente em contacto com a mãe natureza, o autor como que materializa o seu pensamento num certo ideal de libertação, cada vez mais longínquo nos nossos dias. A construção do rancho dos Mallory preside a essa libertação da alma em contraponto com o materialismo reinante e que no argumento perpassa através da corrida ao ouro, esse metal amarelo tão almejado e ao mesmo tempo tão disputado. Há pois um princípio religioso e de pureza que destinou os Mallory a tão rica tarefa e Nizzi vai mais longe, afirmando que todo esse materialismo corrompe tudo e todos, inclusivé as altas patentes, quando o autor acaba por registar na figura do militar um protagonismo do lado errado da lei.
Depois de cerca de trinta páginas alucinantes, plenas de acontecimentos, acção e muitas cavalgadas, Tex e os seus companheiros acabam por se ver envolvidos numa intricada disputa. Por um lado, um garoto índio, outrora vítima de um massacre a que logrou sobreviver, e por outro lado, um conjunto de homens sem escrúpulos que tudo farão para se apossarem de umas terras que julgam ser ricas. Poderia ser apenas uma mera disputa territorial. Poderia ser tão somente uma luta para trazer de volta um garoto às suas origens. Mas Nizzi acaba por surpreender quando compõe um confronto físico entre Nathan (o colono) e Lobo Vermelho (o chefe índio). Mais do que uma luta entre dois opositores, o duelo final é sobretudo um confronto psicológico. Lobo vermelho é movido pela vingança, mas Nathan almeja uma expiação dos actos do seu passado. Mais do que a morte, Nathan é movido pela remoção das suas condutas e das suas acções e para isso é necessário, se possível, o sacrifício da sua própria vida. Por isso, Nathan não parte para o duelo desafiando o destino, ele vai mesmo ao encontro do seu destino, porque a sua morte representa a libertação da sua própria família e a obtenção de paz. No final, fica-se com um certo amargo de boca, próprio de uma história que afinal acaba por terminar tristemente em beleza.
Trata-se mesmo de um dos melhores argumentos que Nizzi escreveu nos últimos anos, seguramente um dos melhores para esta edição anual e, com isto, acabamos por não perceber o acérrimo coro de críticas que a aventura gerou. Foi dito que Tex não faz absolutamente nada, limitando-se a ser um diplomata, um burocrata, um político, apenas preocupado com os incidentes que a disputa poderá despoletar. Mas Tex e Carson têm que fazer face a duas emboscadas! Também foi dito que Tex tem que se servir do seu distintivo (o Wampum) para ser respeitado, quando no fundo, isso representa apenas um acto de respeito entre os índios. Finalmente que as personagens não têm espessura psicológica e que Tigre e Kit limitam-se a vigiar o rancho. Será que com G.L.Bonelli as personagens adquiriam maior envergadura psicológica? Não confundamos as coisas, apesar de alguns recentes argumentos menos conseguidos, a verdade é que Nizzi é o legítimo herdeiro do mestre Bonelli, porque a estrutura narrativa é similar. E não confundamos os tempos e as tendências próprias de cada época que Nizzi tão bem soube interpretar.
Apesar de uma capa muito pouca conseguida, o desenho de Ambrosini vai-se afirmando ao longo das páginas da aventura. Um traço grosso, porco como já lhe chamaram, mas seguramente eficaz. Pleno de bons planos e rigoroso nas cenas de acção (veja-se a do comboio), o autor peca, no entanto, por nunca conseguir compor um ranger altivo e cínico como o conhecemos. Ambrosini nunca consegue deixar a sua marca em Tex e é curioso que o autor acaba por se defender, pelo facto de poucas vezes desenhar o ranger em grandes planos.