Intervista esclusiva: CLAUDIO VILLA

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Carlos Rico e Mário João Marques per la formulazione delle domande e di Gianni Petino e Paulo Guanaes  (traduttore di Tex per il Brasile) per le traduzioni e revisione.

Claudio VillaClaudio, che posto ha avuto il fumetto – soprattutto quello “Bonelli” – nella tua infanzia?
Claudio Villa: Molto importante: quando ero piccolo mio padre, da grande appassionato, portava in casa molti fumetti: Tex Zagor, Batman, Superman…una collana che in Italia si chiamava “I Classici dell’Audacia” e conteneva le storie di Michel Vaillant, Ric Roland e tutto il meglio del fumetto europeo dell’epoca.
All’inizio ero attratto da Zagor e dal suo costume da “supereroe” e la storia che mi è rimasta nel cuore è “Il re delle aquile“, insieme a quella di “Moloch” ( disegnata da colui che sarebbe diventato il mio maestro: Franco Bignotti). Più tardi ho scoperto Tex e il suo mondo, insieme alle letture di supereroi americani ( un Batman ancora con il costume rosso e un Superman che si chiamava “Nembo Kid” senza la esse sul petto).

Come sei arrivato a fare il disegnatore di fumetti? Vocazione o caso?
Claudio Villa: Niente è un caso…
Guardando indietro trovo la “strada” con gli “incroci” incredibili che mi hanno portato qui. Di mio ci ho messo tanta voglia di “far bene” e rispondere alla responsabilità e al dono che mi è stato dato da Dio.

Claudio Villa desenhandoQuali influenze hai avuto?
Claudio Villa: Moltissime: Curt Swan (Superman), Neal Adams (Batman) Galep, Ferri, Ticci, Bignotti, Diso, Civitelli… continuo a “guardare le figure” come i bambini e rimango affascinato sempre da un “bel disegno“.
Oggi seguo il lavoro di Alex Ross e trovo nuovi stimoli.

Quali sono le tue fonti? Dedichi molto tempo per documentarti?
Claudio Villa: Sono molteplici: dai film ai fotoromanzi western, che uso per la documentazione degli ambienti. Per i cavalli ho “saccheggiato” edicole per cercare riviste adatte e mi sono fatto un archivio importante.
Porta via del tempo, certo, ma l’archivio e la conoscenza sono due cose importantissime per il mio lavoro.

Águia da NoiteCom’è stato il tuo incontro con Tex e cosa rappresenta lui per te?
Claudio Villa: Da lettore, intorno ai tredici/quattordici anni, sono rimasto affascinato dalla storia “Sulle piste del nord“, che rileggo volentieri ancora oggi come se fosse la prima volta. E’ lì che ho conosciuto il “vero“ Tex: determinato, con valori solidi nel cuore, circondato da pards che darebbero la vita l’uno per l’altro e che non si fermano davanti a niente. Una compagnia di eroi.
Oggi Tex rappresenta il mito.

Cosa rappresenta per te essere il copertinista ufficiale di Tex, andando a sostituire vieppiù il suo creatore grafico Galleppini?
Claudio Villa: Da lettore, intorno ai tredici/quattordici anni, sono rimasto affascinato dalla storia “Sulle piste del nord“, che rileggo volentieri ancora oggi come se fosse la prima volta. E’ lì che ho conosciuto il “vero“ Tex: determinato, con valori solidi nel cuore, circondato da pards che darebbero la vita l’uno per l’altro e che non si fermano davanti a niente. Una compagnia di eroi.
Oggi Tex rappresenta il mito.

José Carlos Francisco, Tex e Claudio VillaPuoi illustrarci tutto il processo di creazione di una copertina di Tex? Quale criterio usi per sceglierne il soggetto? Chi sceglie il quadretto che servirà da copertina? C’è una qualche attenzione nella scelta di una scena importante o che rappresenti un momento clou della storia oppure si sceglie un quadro qualsiasi per non rivelare al lettore la fine della storia?
Claudio Villa: Tutto nasce in casa editrice dove Bonelli in persona esamina la storia in questione. Cerca una scena “da copertina” tra le vignette disegnate, elabora uno schizzo veloce che mi viene inviato via fax, insieme alle fotocopie delle pagine relative ( di solito due o tre).
Da qui comincio a lavorare io, impostando la scena “da copertina“.
In sintesi bisogna curare l’inquadratura, la luce e il movimento dei personaggi: la copertina deve raccontare senza rivelare, deve essere leggibile e immediata, deve interessare ed essere sufficientemente dinamica.
A volte manca una scena significativa e allora la si “costruisce” con gli elementi presi dalla storia.

Moreno Burattini, José Carlos Francisco, Claudio Villa e DorivalMediamente: quante prove fai per disegnare una copertina e quanto tempo impieghi per farne una?
Claudio Villa: Dipende dalla difficoltà della scena. A volte , per cercare il meglio, sono arrivato a sei, sette schizzi. E’ incredibile in quanti modi puoi raccontare, a parità di situazione, una scena. e ogni volta scoprire una “temperatura” diversa, solo spostando il punto di vista, la luce o la disposizione dei personaggi.

Se fosse necessario apportare qualche modifica dopo che l’hai terminata, come procede l’Editrice?
Claudio Villa: Mi avvisa e la da in esecuzione ai bravissimi grafici interni.

OriginaisSei il responsabile nella colorazione dei disegni o questo lavoro viene fatto da qualcun altro?
Claudio Villa: Io do una “indicazione” di colore: faccio una fotocopia in A4 del bianco e nero e la coloro con chine liquide “dipingendola” come la vorrei vedere stampata.
Poi è lo stampatore che deve “avvicinarsi” a quello che ho fatto con i suoi strumenti…

Fra tutte le innumerevoli copertine che hai già realizzato per Tex ce n’è stata qualcuna che ti ha dato maggior lavoro? Ti ricordi di qualche particolare, una situazione, un personaggio particolarmente difficile da disegnare in una copertina di Tex?
Claudio Villa: Tutte sono difficili, non foss’altro che per il numero di copertine che abbiamo alle spalle cui rischiano, sempre, di assomigliare.
Non ricordo particolari difficoltà, perchè il grado di difficoltà è sempre abbastanza elevato…

Claudio Villa autografandoCom’è stata l’esperienza nella realizzazione delle copertine di Tex per la “Collezione Storica a Colori”, dato che è stata posta in pratica una tecnica del tutto diversa da quella utilizzata da te in quelle della serie inedita “posters” inclusa in “Tex Nuova Ristampa”?
Claudio Villa: Le copertine ricordano le primissime vignette eseguite da Galep negli anni cinquanta.
L’idea era proprio quella: rendere l’atmosfera del Galep di quegli anni, rispettando “l’occhio” del 2007. Non è stato facile, perchè dovevo trasformare il mio stile e il tormento di non riuscire ad “acchiappare” il “mood” di Galep era tanto…

Sai di essere uno dei migliori disegnatori di sempre della serie e che i lettori hanno sempre grandi aspettative davanti ai tuoi lavori?
Claudio Villa: Bontà loro… io so solo che ogni giorno mi aspetta un lavoro nuovo al mito di Tex.

Os 4 pardsCome procede la tua relazione ed il lavoro con gli sceneggiatori che scrivono storie texiane per te?
Claudio Villa: Lentamente…

Le sceneggiature che ricevi sono di solito molto o poco dettagliate rispetto al disegno da fare?
Claudio Villa: Dettagliate il giusto, per lasciar lavorare l’immagine.

Secondo te, qual’è stato il lavoro migliore per Tex? Ed il più difficile?
Claudio Villa: Spero il prossimo. Il più difficile? Mefisto.

Claudio Villa e seus fãsCome riesci a fronteggiare l’assedio costante che i lettori ti fanno chiedendo più avventure di Tex?
Claudio Villa: Armando il cane della colt.

Vedremo presto un’avventura di Tex scritta per te?
Claudio Villa: Dubito…

Cosa puoi dirci della storia di Mauro Boselli che stai disegnando?

Claudio Villa: E’ bellissima.

Prancha de Claudio VillaCome procedi nella creazione? Fai una pagina completa e dopo passi all’altra? E quali materiali utilizzi?
Claudio Villa: Cerco di fare una pagina e finirla. I materiali sono i classici: matita, china , pennino e pennello…

In che modo Claudio Villa riesce a portare nuovi lettori verso Tex?
Claudio Villa: Non so se riesco, ma cerco di farlo curando la “vetrina” di Tex: la copertina.

In Brasile, “Tex Edição Histórica” ha sempre avuto le tue copertine, estratte dai tuoi poster in Tex Nuova Ristampa, ma oggigiorno la Mythos Editora li usa anche per le copertine delle serie “Grandes Clássicos do Tex“, “Tex Férias“, e “Tex Ouro“, a causa dei grandi complimenti dei lettori. Cosa senti sapendo che l’editrice brasiliana scommette parecchio in questi tuoi disegni?
Claudio Villa: Mi riempie di soddisfazione e mi preoccupa per la responsabilità…

Tex Willer por Claudio VillaNel 2007 in Portogallo abbiamo avuto un’anteprima di quindici nuovi disegnatori di Tex. Come vedi l’entrata di così tanti elementi nello staff di Tex? Può darsi che questo sia l’inizio di un nuovo corso nella vita della serie?
Claudio Villa: E’ inevitabile che succeda. Spero che succeda sempre, vuol dire che Tex continua…

Secondo te, il fatto che Tex venga disegnato da vari autori (di stili ben diversi) è più vantaggioso o meno per la serie? E perché?
Claudio Villa: E’ senz’altro un vantaggio, ma Tex deve rimanere Tex.

Pensi che dovrebbe esserci un rinnovamento anche nei soggettisti?
Claudio Villa: E’ già in corso.

Dorival Vitor Lopes e Claudio VillaQuale sarà il futuro di Tex?
Claudio Villa: Finchè ci saranno lettori, lui sarà in edicola ad aspettarli.

E quello di Claudio Villa?
Claudio Villa: Finchè ci sarà Tex…

Nel campo dei fumetti, quelli della SBE sono sempre stati il tuo obiettivo o avresti preferito fare il cosiddetto “fumetto d’Autore” come Pratt, Battaglia, Toppi o Manara?
Claudio Villa: Mi piace disegnare e non trovo distinzione tra fumetto d’autore e non d’autore. La differenza che vedo è tra una storia ben fatta e una storia non ben fatta. Cerco di fare storie che siano ben fatte…

O Demolidor do VillaRaccontaci com’è stata la tua recente esperienza quando hai disegnato gli eroi della Marvel. Ripeterai questa esperienza in futuro?
Claudio Villa: E’ stato come fare un tuffo in un altro oceano.
Bello e piacevole, non troppo lungo e quando sono “tornato” ero più motivato con Tex, anche se non l’ho mai abbandonato…
Non so se ci sarà un’altra esperienza…

Quali fumetti leggi attualmente? T’identifichi in qualcuno in particolare?
Claudio Villa: Guardo le figure. E quelle che guardo più volentieri sono quelle di Alex Ross.

Oltre ai fumetti quale tipo di libri leggi? E quali sono le tue preferenze nel campo del cinema e della musica?
Sob a ameaça de TexClaudio Villa: Ho letto e riletto il libro di Zanardi (un pilota da corsa, campione CART nel ‘97 e ‘98) perchè sono appassionato di corse… mi piace un pò tutta la musica “tranquilla“, dalla classica ai cantautori italiani (Baglioni) e nei film non ho un autore o genere preferito. Mi è piaciuto molto Matrix.

Claudio, a nome dei Texiani portoghesi ti invio un caloroso ringraziamento per questa intervista che ci hai gentilmente concesso.
Claudio Villa: Saluto calorosamente i lettori portoghesi!

Fotografie di José Carlos Francisco e Omar “Stimeex”
(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

Vídeo: Convívio Texiano (e Zagoriano) na Bairrada no dia 1 de Maio de 2007

O blogue do Tex divulga um excelente vídeo (com uma imagem de alta qualidade) realizado no dia 1 de Maio de 2007, por Challenge PT (Jampstudios), relativo ao convívio de um grupo de coleccionadores de Tex e de Zagor, de Portugal e da Itália que se reuniram na Bairrada (Portugal) para confraternizar e conversar sobre os heróis Bonellianos!

Aconteceu no dia 1 de Maio de 2007, na cidade de Mealhada, centro de Portugal, o primeiro Encontro Texiano Portugal-Itália. A região, conhecida como Bairrada, é famosa por seu leitão assado e fica bem próximo de Anadia, o QG de Tex em Portugal, e lar do grande coleccionador e incentivador de Águia da Noite, José Carlos Francisco.

Compareceram ao encontro entusiasmados fãs do ranger mais famoso do mundo, vindos de diversas partes de Portugal e da Itália. A tertúlia começou em um restaurante típico de leitões e continuou na residência de Hernâni Portovedo, outro texiano de quatro costados, com uma das maiores colecções de Tex em Portugal.

O objectivo do encontro, organizado por José Carlos, era aproximar ainda mais os texianos que só se conheciam através da Internet.

Representando Portugal tivemos: José Carlos, Mário Marques, Hernâni Portovedo, Carlos Fernando Santos, Orlando Santos Silva, Carlos Moreira, Álvaro Machado, João Miguel Lameiras, Jorge Almeida e Américo Almeida, acompanhados das esposas e filhos.
Pela Itália compareceram: Ivano Carzaniga, Marco Andrea Corbetta, Sergio Carpinelli, Gianni Petino e Luiza Petino.

Cada um dos presentes recebeu um diploma de participação no evento, que com certeza no futuro terá grande valor sentimental, servindo para relembrar a todos os maravilhosos momentos que compartilharam, tudo graças à paixão incontida que Tex desperta em todos que o conhecem e aprendem a amá-lo.

(Texto de Dorival Vitor Lopes, publicado na edição brasileira de Tex Willer, número 452, editada em Junho de 2007 pela Mythos Editora)

Fanzine “A Conquista do Oeste” – Maio/Novembro 2001 – Páginas 9 a 11 – 0 “WESTERN” NA EUROPA

O ”WESTERN” NA EUROPA

Fanzine “A Conquista do Oeste” - Páginas 9Evidentemente que muitos anos antes dos filmes de “western” europeus darem os seus primeiros passos, nos inícios dos anos 60, a Banda Desenhada europeia sobre o tema, já tinha percorrido um largo e bom caminho, recheado de excelentes trabalhos produzidos, principalmente, a partir de 1948 e 1950. Em Espanha um pouco mais cedo, pois 1946/1947, marcam o início de “Cuto Nos Domínios dos Sioux” (1946) de Jesus Blasco e “El Coyote” (1947) de Francisco Batet. Em Itália e em 1948, surgem “Tex” de Bonelli e Galleppini, “O Pequeno Xerife” de Camilo Zuffi e um anos depois, De Vita e Paparella criam “Pecos Bill“. Em França é a vez de “Sitting Bull” de Dut e Marijac (arg.), igualmente criado em 1948 e “Sam Billie Biil” de Lecureux e Nortier, um ano depois.

Em Portugal e embora em 1946, Eduardo Teixeira Coelho já tivesse surgido com trabalhos ligados ao tema, com “Falcão Negro“, será, sem duvida, Vitor Péon, o pioneiro, com o seu verdadeiro “herói“, “Tomahawk Tom” e que terá mais de uma dezena de aventuras publicadas. Finalmente em Inglaterra e com “Riders of The Range” (1950) de Charles Chilton e Frank Humphris, dá-se ali, igualmente, os primeiros passos nas aventuras de “western“.

Rio GrandeMas para este país teremos que fazer um parêntesis, já que o material criado em Inglaterra no campo de “western“, não só desenhado por artistas ingleses como por estrangeiros, é de tal modo intenso e de grande qualidade, que não seria justo passar ao lado. Não nos podemos esquecer de “Kit Carson” de Geoff Campion, Patrick NicoLle, Ron Embleton, Derek Eyles, etc., “Strongbow The Mohawk” de Philip Mendonza, Robert Forrest, Colin Merritt e “Buffalo Bill” de Fred Holmes, Steve Chapman, Jesus Blasco, Eric Bradbury, etc., mas sobre eles falaremos num capitulo à parte.

Não nos podemos esquecer finalmente da Bélgica, que nos legou uma personagem fabulosa e cheia de encanto, como émulo de “Lassie” e de “RinTinTin“, a cadela “Bessy” criada em 1952 por Willy Vandersteen e “Sargent Kirk” de Hector Oesterheld e Hugo Pratt, criado em 1953 na Argentina, mas muito melhor divulgado na Europa, inclusive em Portugal.

Arte de Eleuteri SerpieriAs histórias do Oeste criadas por argumentistas e desenhadores norte-americanos, nunca fizeram justiça ao verdadeiro Oeste. Com raras excepções, talvez “Red Ryder” fosse uma das poucas séries, que retratou, mais ou menos bem, a vida do Oeste. Todas as outras e talvez baseadas nos filmes da época, apresentavam-se normalmente com um “cow-boy” quase invencível, bom a cavalgar e rápido no gatilho, amante da justiça e pouco mais. Os europeus souberam recriar, muitas vezes sem se deslocarem ao local da acção, a verdadeira vida do Oeste, a colonização, o conflito com os índios e o seu genocídio, os costumes, a vida nos ranchos e toda uma série de factores que viriam a influenciar sobremaneira, a expansão e o engrandecimento do Velho Oeste (hoje, velho). Algumas tentativas já tinham sido feitas anteriormente, embora mais simples e limitadas, se nos debruçarmos sobre outros trabalhos de outros autores. Por exemplo, “Rob The Rover” (Pelo Mundo Fora), datado de 1920 e da autoria do inglês Walter Booth e onde uma vez, “Rob” se vê confrontado com o oeste, numa das suas viagens. O francês Marijac, autor de uma pequena obra-prima, “Sitting Bull” (publicado no nosso saudoso “Cavaleiro Andante“), já se tinha iniciado com “Jim Boum” em 1931.

Peter Sutherlands e o seu Kit CarsonReg Perrott, outro inglês famoso, criou “A Flecha de Ouro” em 1937, Rino Albertarelli (desenhador italiano) e Walter Molino (argumentista italiano), já tinham criado as aventuras de “Kit Carson” (1937) e os franceses Le Rallic e René Giffey, ocuparam-se das séries, respectivamente, “Poncho Libertas” em 1944 e “Buffalo Bill” em 1946. A Banda Desenhada europeia viria a evoluir, muito mais que os trabalhos norte-americanos, isto porque estes encontram-se normalmente confinados às páginas dos “comic-books” e ao seu número, 7/12 por história, enquanto os europeus possuíam um número ilimitado de páginas para trabalhar. Por exemplo, “Sitting Bull” tem 300 páginas, permitindo-lhe por isso uma aproximação e um desenvolvimento mais exaustivo do tema e das personagens.

Além disso os autores europeus debruçaram-se sobre outros temas, principalmente histórias verídicas. Muitas figuras célebres começam a ser desmistificadas, relatando os acontecimentos tal como se passaram na realidade e não como fruto da lenda. Isto irá permitir uma maior credibilidade do trabalho dos artistas e, ao mesmo tempo, os leitores interessados, passam a considerar este tipo de leitura mais fiável. Aliás, ao longo dos anos, esse facto vai-se tornando cada vez mais flagrante, com outras séries que vão aparecendo na década de 50:
“Jerry Spring” (1954) de Jijé (Joseph Giliain), “Matt Marriott” (1955) de Tony Weare, “Gun Law” (1956) de Harry Bishop, “Ticonderoga” (1957) de Oesterheld e Pratt, “Wess Slade” (1960) de George Stokes, “Fort Wheeling” (1962) de Oesterheld e Pratt também e “Tenente Blueberry” de Jean Giraud e Charlier. Mas a história mais perfeita e mais emocionante de todas, nasce da pena de autores italianos, que irá ter duas edições, apesar dos seus 73 volumes na primeira e 75 na segunda. Chamava-se “Storia Del West” (História do Oeste), (1967) da autoria de Gino D’Antonio, Renzo Calegari e Sergio Tarquínio.

Fanzine “A Conquista do Oeste” - Página 10A mesma seria editada em Portugal e no Brasil, mas em moldes diferentes no nosso país, através dos editores Mário Assunção e José Martins Ramos. No Brasil ela seria inicialmente editada pela Ebal. Teve os 73 volumes editados, tendo surgido o primeiro em finais de 1969, vindo a terminar quase em finais de 1987. Duraria pois, 18 anos, isto porque a colecção chamava-se “Epopeia-Tri” e como o seu nome indicava, cada edição saia de 3 em 3 meses. Esta foi uma decisão da Ebal, que nunca agradou ao editor italiano Bonelli.

Em Portugal a mesma colecção apareceria três anos depois, em 1972 e era publicada mensalmente. Chamava-se “Histórias do Oeste” e viria a terminar 3 anos depois, em 1975, unicamente com 38 volumes publicados. O Nº. 1 respeitava a saga dos “Mac Donalds“, mas muitos volumes apresentavam-se com outras histórias, que embora da autoria de desenhadores italianos também, nada tinha a ver com a história de Gino D’Antonio. Recordando: O Nº 1 respeitava à saga, tendo a mesma capa da edição italiana. Os Nºs. 3, 5, 7, 9, 11, 12, 13 e 14, incluíram os episódios, respectivamente, dos N°s. 2 ao 9 da edição italiana e brasileira. Os N°s. 15, 16, 17, 19, 20, 21, 22, 23, 27, 28, 29, 35 e 38 da edição portuguesa, publicaram os episódios da família Mac Donald, respectivamente, dos N°s. 10 ao 22. As aventuras publicadas nos outros números da edição portuguesa, não correspondentes aos episódios da “História do Oeste“, incluem as aventuras de “Davy Crockett“, “Rio Kid“, “Rapaz do Oeste“, “Sargento York“, “Yuma Kid” e aos “Três Bill“, da autoria dos desenhadores Alfio Ticci, Uggeri, Rinaldo D’Ami (Roy D’Ami), Benvenuti, D’António, Calegari, etc..

“História do Oeste“

A reedição da edição italiana da “História do Oeste“, teve 75 volumes. Porquê este número em vez dos iniciais 73? Tal deve-se a que os três primeiros volumes desta série, publicados em Julho de 1967, pela primeira vez em Itália, não possuíam episódios completos, continuando nos 2° e 3° volumes. Além disso, os factos eram narrados de uma forma muito rápida. Com a publicação da 2ª edição dos Mac Donalds em Itália, Gino D’António resolveria escrever mais 200 páginas e intercalou-as nos volumes 1 a 3, transformando estes em 5. Duas novas capas, algumas correcções ao trabalho anterior e também meia dúzia de alterações na ordem dos episódios, transformaria esta nova edição, numa das melhores colecções do Oeste, que até hoje se publicaram em qualquer parte do mundo. A Record, uma editora brasileira, resolveria publicar de novo essa colecção, com essas alterações. Infelizmente ficaria pelo Nº. 21. E ainda bem, pois a impressão era péssima. Essa colecção só teve a particularidade de seguir fielmente a edição italiana, com novas traduções, mais fieis (alguma frases foram suprimidas pela Ebal e alguns nomes de índios viriam a ser alterados). Do mesmo modo, a Ebal alteraria a capa do Nº 1 de sua colecção, colocando a figura de “Bret Mac Donald” a cavalo, em vez do índio.

YakariMais tarde e em Portugal, a partir de 15/7/81, a história foi adquirida pela Agência Portuguesa de Revistas, que passou a incluí-la, na sua colecção “Sioux“, a partir do seu Nº. 196 até ao 213, publicando ali 6 histórias, à média de uma em cada três números. Trata-se de uma obra a não perder, embora agora de difícil aquisição, onde é relatada a vida de uma família de pioneiros, com todas as vicissitudes por que passam, no seu contínuo deambular pelos Estados do Oeste, na procura do local sonhado.

Em paralelo vão surgindo a maior parte dos acontecimentos históricos, que fazem parte da colonização do Oeste. “Comanche” (1969) de Herman (des.) e Greg, “Sunday” (1969) de Vitor Mora e Vitor de La Fuente (des.), “Manos Kelly” (1970) de Antonio Hernandez Palácios, recentemente falecido e “I Protagonisti” (1971) de Rino Albertarelli (última obra deste desenhador), onde são relatadas as vidas de Billy The Kid, Custer, Gerónimo, Wyatt Earp, Wild Bill Hicock, etc., (quatro destas obras seriam igualmente editadas pala Ebal – Brasil), são mais algumas das séries que viriam a aparecer na década de 70. Derib um desenhador suíço, a trabalhar na Bélgica, cria quatro histórias ligadas ao Oeste: “Yakari” (1970), as aventuras de um pequeno índio que fala com os animais, “A Buddy Long Way” (1972), “Celui Qui Né Deux Fois” (1981) e “Red Road“.

Fanzine “A Conquista do Oeste” - Página 11“Jonathan Cartland” da autoria de Blanc-Dumont e Laurence Harlé, “Mac Coy” de Gourmelen e Palácios e “Os Pele-Vermelhas” (publicados em álbuns em Portugal) de Hans Kresse (desenhador holandês), todas criadas em 1974, são bem representativas, de como os desenhadores europeus conseguiram ocupar na Banda Desenhada um lugar cimeiro na criação, investigação e desenvolvimento de personagens ligadas ao “western“. Seguem-se ainda “Grandes Mitos Del Oeste” (1975) de Joseph Toutain e José Ortiz, abordando e descarnando, algumas das personagens do Oeste, retirando-lhes das suas vidas as lendas, “West” (1975) de Eleuteri Serpieri onde, mais uma vez, e por outro autor italiano, os mitos são postos de parte, “Jim Cutlass” (1976) de Charlier, Jean Giraud e Rossi, “L’Indien Français” (1977) de Ramaioli e Durand, “Ken Parker” (1977) de Berardi, Milazzo, Calegari e outros desenhadores, “Welcome To Springvill” (1977) pelos mesmos três autores indicados atrás, “Los Gringos” (1979) de Charlier, Guy Vidal e Vitor de La Fuente, “Durango” (1981) de Yves Swolfs, “Les Pionniers du Nouveau Monde” (1982) de Jean-François Charles e Ersel, “Verão Índio” de Pratt e Manara (des.), “História do Far-West” (1985) por Marcello, Serpieri, Frisano, Buzzelli, Bielsa, D’Antonio e outros mais (obra esta que seria publicada no nosso pais, infelizmente, só até ao 5°. volume, devido ao insucesso da mesma) e “Trent” de Rodolph e Leo.

O Homem MedicinaÉ claro que não iremos continuar aqui a indicar mais títulos de histórias dedicadas ao “western“, que tenham surgido quer antes quer depois das que referimos neste artigo. Para tal e destinado a todos os interessados, irão ser incluídas todas as personagens num dicionário, apresentado num outro local deste Fanzine, com o seu nome, país de origem, ano da sua criação e respectivos autores, seguidos de uma ou outra ilustração, consoante o espaço que tivermos disponível.

Também os desenhadores europeus souberam divertir-se, parodiando muitas personagens e locais do Oeste, através da criação de muitos “heróis” que souberam e bem, defender o bom nome da Banda Desenhada europeia, especialmente a franco-belga: “Lucky Luke” de Morris (falecido em 2001), “Chick Bill” (1953) de Tibet, “Oumpah Pah” (1958) de Goscinny e Uderzo, “Les Tuniques Bleues” (1968) de Cauvin e Lambil, etc., etc..

Hoje a Banda Desenhada cujo tema é o “western“, tem os dias contados, mesmo a nível europeu. Com excepção talvez da Itália, país onde a tradição das Histórias aos Quadradinhos do Oeste se mantém inalterável, com as aventuras de “Tex” e “Zagor” (apesar da morte de Bonelli em 2001). Em quase todos os outros, com uma pequena excepção para França, devido ao aparecimento de novos autores de BD, a abordar o tema, que possa manter ainda a chama acesa, o fim está próximo. Agora com a morte de Morris, o panorama é ainda mais negro.

Nota: Baseado num artigo de Jorge Magalhães

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A “Collezione Storica a Colori” de Tex, continua!

“Collezione Storica a Colori” de TexO grande sucesso da iniciativa texiana realizada na Itália pela Sergio Bonelli Editore em colaboração com o quotidiano “La Repubblica” e o semanário “L’espresso”, prossegue com trinta e quatro novos volumes!

Em 2008, ano de importantes aniversários para Tex (em Setembro festejaremos os 60 anos da personagem e em 22 de Dezembro ocorrerá o centenário do nascimento de Gianluigi Bonelli), inicia com os melhores auspícios para o Ranger bonelliano.
Dado o grande afecto e a fidelidade demonstrada pelos leitores, a “Collezione Storica a Colori”, apresentada semanalmente associada com o “La Repubblica” e o “L’espresso”, continua para além dos cinquenta volumes inicialmente previstos.

cop TEX V51 OKProssegue, portanto, a republicação das aventuras de Tex, pela primeira vez inteiramente em “technicolor”, abrilhantada em cada número por uma capa inédita, criada para a ocasião por Claudio Villa, acompanhada por artigos e comentários assinados pelo crítico Luca Raffaelli e pelo editor Sergio Bonelli.
O quinquagésimo primeiro volume encontra-se à venda desde esta última quinta-feira, dia 17 de Janeiro, conjuntamente com o quotidiano “La Repubblica” ou com o semanário “L’espresso”, e tem como título “Difesa disperata” (capa acima).

De seguida mostramos o texto  com que Sergio Bonelli informou os leitores da série inédita (mensal) de Tex (no número 567, de 8 de Janeiro), do prolongar desta importante iniciativa:

“Collezione Storica a Colori” de Tex - Página A“Caros amigos,
Uma vez mais,  devo confirmar aquilo que já me ouviram dizer amiudadamente: os leitores de Tex são verdadeiramente únicos no mundo e todos nós da Via Buonarroti não lhes seremos nunca suficientemente gratos. Fiel à tradição, e portanto ao sinal gráfico “clássico”, mas disponível para aceitar a proposta de novos desenhadores, entusiasta defronte de uma história bem feita, mas também tolerante quando (como sucede inevitavelmente no decurso de uma série tão longa) algumas aventuras não parecem particularmente conseguidas, o “Texiano” que espera mensalmente a sua revista sempre encorajou as muitas iniciativas “paralelas” que tiveram como protagonista o Ranger criado por Gianluigi Bonelli: aludo aos “Texoni” (Tex Gigantes), aos Maxi Tex (Tex Anuais) e aos outros “Especiais”.
E refiro-me também à recente reedição cronológica a cores que, todas as semanas, aparece nos quiosques juntamente com o quotidiano “La Repubblica” e o semanário “L’espresso”, fazendo já parte de uma recente tradição italiana.

Confesso que tive que superar não poucas dúvidas pessoais antes de aceitar a ideia de usar cores nas páginas que tinham sido concebidas, pelo contrário, para o preto e branco que tanto me agrada e constitui o orgulho de toda a produção da nossa editora, mas, mês após mês, eu tive que render-me às evidências.

“Collezione Storica a Colori” de Tex - Página BDeveria ser composta somente por cinquenta números, a nova colecção, que oferecer-nos-ia também a possibilidade de verificar eventuais mudanças de tendências e de interesses acontecidas entre os nossos “aficionados”. Bem, o veredicto dos leitores de Tex, que não poderia ser mais favorável, levou à expansão da “Collezione storica a colori” a níveis jamais alcançados por nenhuma outra iniciativa do género: em suma, um novo, memorável “record” de popularidade!
Como resistir, deste modo, à tentação de continuar para além desta primeira fase, incorporando as cores também aquelas histórias que, pela maturidade dos argumentos e pela qualidade dos desenhos, sejam consideradas desde sempre como sendo o “período de ouro” de Tex?

E eis então que, em pleno acordo com os colegas do “Repubblica” e do “L’espresso”, a “Collezione storica a colori” será acrescida de outros trinta e quatro volumes, para alegria de todos os amigos que, a cada sete dias, querem confrontar o “velho” com o novo Tex.

Sergio Bonelli“

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