Ricordando Sergio Bonelli, di Gianni Petino

Ho iniziato a leggere Tex nel 1948, a 6 anni. Quando la SBE era in via Francesco Ferruccio (nei miei 20 anni circa) mi recavo lì tutti i mesi per comperare Tex con un mese di anticipo… ed un giorno ho incontrato un omone che mi ha chiesto perchè andavo lì: gli risposi che amavo Tex e che mi faceva piacere leggerlo in anteprima e lui mi disse “Bravo, continua così: io sono Gian Luigi Bonelli” e mi strinse la mano (che non ho lavato per una settimana…). In seguito ho conosciuto Sergio Bonelli grazie alla mia faccia di bronzo: un giorno di una dozzina di anni fa è venuta Nanda, un’amica brasiliana con suo marito a trovarmi a Milano ed io e mia moglie le abbiamo mostrato la città.

Appassionata texiana, voleva vedere la sede della SBE, al che l’ho portata in via Buonarroti 38, siamo saliti al primo piano e, contando sull’amicizia di Zeca, ho chiesto se potevamo salutare il signor Sergio, il quale, con estrema gentilezza, ha interrotto una riunione e si è intrattenuto con noi per una mezz’oretta, parlando in brasiliano delle sue avventure; non vi dico come Nanda ed io eravamo eccitati nel trovarci di fronte proprio Sergio Bonellii in carne ed ossa.

Qualche tempo dopo ho avuto occasione di salutarlo nuovamente nel corso di una riunione del forum SCLS, approfittando della visita in Italia dell’editore brasiliano, Dorival Vitor Lopes e con la presenza dell’amico Zeca (José Carlos Francisco) ed anche qui ho avuto il piacere di stringergli la mano e di apprezzare le sue doti di modestia, di affascinante parlatore e di signorilità. Ci ha intrattenuto per tutta la mattinata ed ha offerto il pranzo a tutta la banda.

Ma la vera conoscenza con Sergio è avvenuta per caso qualche tempo dopo, quando ho dovuto subire un’operazione presso una clinica di Milano vicina all’Editrice. Vedendo che mi ero portato alcuni albi di Tex, l’infermiere mi ha detto che c’era, nella camera accanto, un signore che era esperto di fumetti, al che ho chiesto se poteva dirgli che anche io ero un appassionato e che mi sarebbe piaciuto conoscerlo. Nemmeno 10 minuti dopo mi vedo spuntare in camera, in vestaglia, nientepopodimeno che lo stesso Sergio, il quale mi guarda e, con un sorriso immenso, ha detto “ma guarda chi si rivede! Ciao Gianni, cosa ci fai qui anche tu?” (non so come facesse a ricordarsi il mio nome).

Durante la mia degenza, non potendo io muovermi, è venuto tutti i giorni a trovarmi, fermandosi delle ore nella mia camera e chiacchierando del più e del meno, raccontandoci i nostri guai e le nostre felicità, come se ci fossimo conosciuti da sempre. Da allora ogni tanto mi recavo all’editrice, anche solo per salutarlo, ed ho avuto l’onore di essere ammesso nel suo ufficio privato. Una cosa che mi ha sempre fatto un immenso piacere: nei nostri incontri, invece di stringermi la mano, mi abbracciava e nel suo abbraccio sentivo l’affetto di un vero amico.

Dopo un paio di anni, Dorival, l’editore brasiliano, è tornato in Italia per affari, e Sergio ha invitato me e mia moglie a cena insieme a lui, in un ristorante a 5 stelle (cosa che aveva fatto anche in un’altra occasione, quando era arrivato in Italia sempre Dorival, ma allora c’erano anche Zeca e Nanda).

Il giorno in cui un amico mi ha inviato un SMS (io mi trovavo in Grecia per una gita con amici) annunciandomi che Sergio non c’era più, ho telefonato in SBE per chiedere conferma, ed ho parlato con la sua segretaria per almeno 10 minuti, piangendo insieme a lei. Disgraziatamente non ho potuto quindi essere presente al funerale. Con Sergio se n’è andato un pezzo della mia giovinezza, dato che, come detto all’inizio, ho cominciato a leggere Tex ed i fumetti Bonelli nel 1948, quando avevo 6 anni e per me Bonelli era un mito. E’ stato un personaggio indimenticabile, la cui mancanza brucia ogni volta che prendo in mano un fumetto.

Caro Sergio, so che nel posto dove ti trovi stai scrivendo tante storie bellissime insieme ai collaboratori che già erano lì ed a quelli che ti hanno nel frattempo raggiunto e che hai convinto il buon Dio a pubblicarle: un giorno o l’altro, ineluttabilmente, le leggeremo insieme e ricorderemo i bei giorni passati insieme in questo mondo.

Un abbraccio affettuoso dal tuo amico Gianni.

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

8 Comentários

  1. Bellissimo e commovente ricordo del “nostro” Sergio, Gianni…
    E per questo sono doppiamente felice di avere avuto l’onore di poter “fermare” con la macchina fotografica alcuni “attimi” dei vostri incontri…

  2. Gianni, orgogliosa di esserti amica… un forte abbraccio, bello e commovente il tuo ricordo.

  3. Meu querido Gianni,

    Quanta saudades senti ao ler teu texto tão bonito e tão verdadeiro. Que prazer tão grande ter tido a oportunidade de compartilhar contigo essa emoção tão forte que foi quando conhecemos Sergio.

    Nanda

  4. Caro Gianni, un ricordo struggente che mi ha fatto spuntare qualche lacrimuccia.
    Sergio é sempre tra noi, ha creato stupende avventure che tuttora rileggiamo grazia alla collezione storica a colori di Zagor; attraverso le sue storie Sergio é divenuto immortale.
    Grande Gianni, spero che nel frattempo i tuoi malanni siano stati ampiamente superati.
    A presto.

  5. Un ricordo intenso e commovente, caro Gianni. Traspare dalle tue parole il profondo senso di ammirazione e di amicizia nei confronti di Sergio Bonelli, un’amicizia ricambiata.
    Grazie per queste tue belle parole…

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