Intervista esclusiva: STEFANO BIGLIA

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Giampiero Belardinelli per la formulazione delle domande, di Júlio Schneider (traduttore di Tex per il Brasile) e di Gianni Petino per le traduzioni e le revisioni e di Bira Dantas per la caricatura.

Ciao Stefano, e benvenuto sul blog portoghese di Tex! Dovendoti presentare in due parole, cosa diresti ai nostri utenti?
Stefano Biglia: Salve a tutti, potrei fare come usava John Ford il grande regista? Molto piacere, mi chiamo Stefano Biglia e disegno fumetti western.

Quali fumetti leggevi da bambino?
Stefano Biglia: Tex e Mister No per lo più, erano i fumetti che leggeva mio padre. Poi Topolino e il Giornalino delle Edizioni Paoline dove trovavo storie di Micheluzzi, Cavazzano, Sergio Toppi e Renzo Calegari.

Da ragazzino immaginavi che da grande avresti fatto il disegnatore professionista?
Stefano Biglia: Quando penso a me da bambino mi vedo con pennelli e colori in mano, a disegnare fumetti. E all’età di 13 o 14 anni, quando vidi per la prima volta un mio disegno fotocopiato iniziai a farci qualche pensiero. Quel disegno, in diverse copie era qualcosa di molto vicino ai fumetti che leggevo. Non sapevo però che strada dovessi intraprendere perciò non ci pensai più e presi strade differenti. Poi sono arrivate le Scuole di Fumetto.

Nella tua attività di disegnatore, quali consideri, se vi sono, come tuoi maestri? Hai disegnatori che stimi particolarmente? In caso positivo, quali e perché?
Stefano Biglia: Il mio primo maestro è stato Renzo Calegari. Con lui ho iniziato a lavorare. Poi alcune persone hanno contribuito a farmi crescere professionalmente, penso ad esempio a Renato Queirolo, curatore delle testate di Nick Raider e Magico Vento. Lavorare con lui è stato formativo. Ammiro diversi disegnatori e per motivi diversi. Alcuni per la costanza e passione con la quale portano avanti il mestiere producendo centinaia di pagine di alta qualità. Penso a molto disegnatori della Sergio Bonelli Editore (disegnare albi da 90 pagine in su, non è poca cosa). Altri invece per la forza e personalità dello stile ma al tempo stesso la capacità di arrivare ad un pubblico molto vasto. Frank Miller è un di questi. Ultimamente seguo molto volentieri Carlos Gomez, i disegni di Dago sono incredibili, ricchissimi di ambienti e costumi, recitati. Se deve fare un cavallo frisone, sei certo che disegna un frisone, è un disegnatore senza trucchi, una dedizione invidiabile.

Sul finire degli anni Ottanta (del secolo scorso) frequenti la Scuola Chiavarese del Fumetto, e lì hai conosciuto Renzo Calegari, vero?
Stefano Biglia: Ho conosciuto Renzo Calegari proprio alla scuola del fumetto di Chiavari, dove insegnava insieme al suo attuale direttore, Enrico Bertozzi.

Cosa ti ha dato, a livello professionale, collaborare con Calegari? E a livello umano?
Stefano Biglia: Renzo Calegari è uno dei protagonisti del fumetto Italiano. Immaginate cosa potesse significare per me trovarsi tutti i giorni in studio con uno dei miei disegnatori preferiti da sempre. Qui in Italia si dice “andare a bottega”. Si lavorava sodo e si ascoltavano aneddoti sulla storia del fumetto e i suoi protagonisti attraverso i racconti di Renzo. Si parlava di cinema, letteratura, musica. Decisamente un periodo ricco sotto molti aspetti.

Questa collaborazione si è concretizzata, nel 1990, con alcune storie pubblicate sul Ken Parker Magazine (Parker Editore): cosa ricordi di quell’esperienza?
Stefano Biglia: In assoluto le prime storie con Renzo. Il primo ricordo è legato a come sono nate. Si trattava di 2 storie noir autoconclusive pensate inizialmente per la rivista Splatter ma poi usate su Ken Parker Magazine. Semplicemente Renzo me le raccontò passeggiando, poi la prima bozza su foglietti di carta di recupero. Non esisteva una sceneggiatura, non esistevano dialoghi, si andava “a braccio”. Mi affascinò il fatto che era tutto nella testa di Renzo e mi fece capire quanto fosse semplice e difficile al tempo stesso scrivere storie a fumetti. Tutto alla fine aveva ritmo. Imparai che bisognava abituarsi a pensare per immagini.

Nello stesso anno inizi a lavorare per il Giornalino: quali sono stati gli sceneggiatori con cui hai collaborato?
Stefano Biglia: Mi ricordo di diverse storie scritte da Gino D’Antonio. Poi la riduzione a fumetti scritta da Renzo Calegari di un romanzo d’avventura “Le Quattro Piume”, di cui esistono anche alcuni rifacimenti cinematografici.

L’esperienza con il Giornalino ti ha visto protagonista di storie western o avventurose più in generale: è stata una casualità oppure i responsabili della testata hanno tenuto conto della tua frequentazione professionale con Calegari?
Stefano Biglia: Non fu una casualità, ma una precisa scelta editoriale essendo quelli i generi su cui Renzo era protagonista riconosciuto.

La tua capacità di rappresentare il West si è concretizzata con quello splendido affresco della Frontiera americana rappresentata dall’avventura La ballata di Zeke Colter (Almanacco del West 1994), lavoro d’esordio nella Sergio Bonelli Editore. In quell’occasione, al fianco di Luigi Copello, torni a collaborare con Renzo Calegari: come si è svolto questo lavoro a sei mani?
Stefano Biglia: Luigi Copello ed io facemmo i disegni a matita e Renzo il ripasso a china.

Per molti anni quella è stata l’unica occasione con cui ti sei confrontato con il personaggio di Tex Willer; ti sei reso conto, nel corso della realizzazione del lavoro, dell’attenzione che il racconto avrebbe poi ricevuto?
Stefano Biglia: Ero giovane, il primo lavoro in casa editrice Bonelli a fianco di Calegari e con la sua ammiraglia Tex. Come si dice, cogli l’attimo! Ci siamo impegnati perché uscisse un buon lavoro.

Claudio Nizzi – l’autore della vicenda – cosa ha detto dopo aver visto il lavoro ultimato?
Stefano Biglia: Non so, immagino che gli sia piaciuto. Era una storia fatta su misura per Renzo, Tex, trappers e indiani…

Il compianto Sergio Bonelli, immaginiamo, non ha fatto mancare i suoi consigli ed i suoi incoraggiamenti?
Stefano Biglia: Ho un ricordo molto vivido di Sergio, che si dimostrò molto incoraggiante e fiducioso verso Copello e me. Credo che gli piacesse l’idea degli allievi a bottega.

Dopo non hai più disegnato per Tex; come mai la tua collaborazione per Tex è stata così breve?
Stefano Biglia: Ci venne proposto di collaborare a Nick Raider e accettammo. Inoltre scalpitavamo per diventare “indipendenti”. Nick Raider ci sembrava un personaggio più facile.

Ti sarebbe piaciuto continuare a disegnare le avventure del Ranger più famoso del Fumetto, oppure, com’è accaduto ad alcuni dei tuoi colleghi, che di recente vi si sono cimentati per poi abbandonarla, l’impresa ti fa, come direbbe Tex stesso, tremare i polsi?
Stefano Biglia: Mi sarebbe piaciuto ma ero ancora acerbo all’epoca per poter affrontare uno come Tex 🙂

Nel tuo accostarti al personaggio ti sei rifatto ad un modello preciso?
Stefano Biglia: Sì, ci rifacemmo vagamente al viso di Gregory Peck.

Secondo te cos’è che rende Tex l’icona che è?
Stefano Biglia: Tex è potente e giusto, sa sempre quello che deve fare. Ci puoi fare affidamento ma al tempo stesso è anche persona che comprende e non lesina un sorriso. Chi non lo vorrebbe come amico?

Ritieni che Tex sia cambiato negli ultimi anni? Se sì, sotto quali aspetti?
Stefano Biglia: Non mi sembra che sia particolarmente cambiato nel corso degli anni, almeno non nei tratti fondamentali, anche se si è scritta qualche storia in più nella quale esce maggiormente un suo carattere più sfaccettato. Penso ad esempio a “Patagonia” dove si approfondisce il rapporto tra Tex e il figlio Kit.

Per concludere il tema, come vedi il futuro del Ranger?
Stefano Biglia: Vedo Tex a fare quello che ha sempre fatto, ovvero combattere le ingiustizie da qualsiasi parte vengano. E’ un lavoro senza fine perciò ce ne sarà sempre bisogno.

Il tuo percorso bonelliano è poi proseguito con Nick Raider: il cambio di ambientazione tra il western e il metropolitano contemporaneo ti ha creato delle difficoltà?
Stefano Biglia: No, mi sono trovato a mio agio nell’ambiente urbano perché mi piace il poliziesco. Certo c’è stato bisogno di studiare qualche prospettiva in più!

Cosa ricordi, in sintesi, dei tuoi episodi con Nick?
Stefano Biglia: Ricordo degli inseguimenti mozzafiato in auto tra le strade di New York. Le strillate del capitano e la simpatia di Marvin, la spalla di Nick Raider.

Dopo quest’esperienza torni al western, ma stavolta si tratta di quello documentato e soprannaturale di Magico Vento; questo tuo lavoro ti ha spinto a un’ulteriore ricerca grafica, oppure hai semplicemente continuato sulla falsariga delle tue precedenti opere?
Stefano Biglia: Il lavoro su Magico Vento fu per me un ulteriore step, un personaggio nuovo con grandi aspettative. Uno staff di disegnatori tra i migliori in circolazione. Fu necessario un lavoro ulteriore legato allo stile, ma soprattutto, alla narrazione. Vi erano elementi come il western che conoscevo bene ma anche l’horror su cui non avevo quasi mai lavorato. Legati da una richiesta di realismo importante.

Dopo questi lavori, nelle tue biografie rintracciate su internet non c’è traccia di altri tuoi lavori successivi. In questo momento su quali progetti sei impegnato?
Stefano Biglia: Ho lavorato a 2 volumi editi dalla francese Soleil Edition, Atlantide Experiment e Lost Atlantide. Ho pubblicato un volume di 48 pagine “La Vera Storia Del Polpo Mario”, racconto tra fantasia e realtà ambientato a Sestri Levante negli anni ’50. Diverse illustrazioni a colori su commissioni. E’ in uscita un volume a colori di Tex con 4 storie di cui una disegnata da me su testi di Gianfranco Manfredi. In questo momento sto disegnando per la serie regolare di Tex una storia di Mauro Boselli in 3 parti.


Come hai ricevuto l’invito per la storia a colori di Tex?
Stefano Biglia: Come dicevo, ai tempi di Nick Raider non mi sarei sentito di affrontare Tex, ma ora avevo i “baffi” abbastanza lunghi. Era mio desiderio da tempo propormi perciò, conclusasi la collaborazione con Shanghai Devil, telefonai a Mauro Boselli, avanzando la mia candidatura per la serie regolare di Tex. Mauro ovviamente non si sbilanciò e chiese di poterne parlare in riunione: nel giro di qualche giorno mi avrebbe fatto sapere. La risposta arrivò pochissimi minuti dopo: “Ciao Stefano, dunque ho parlato con Mauro Marcheselli ma mi dispiace, quando ha sentito il tuo nome ha risposto che non se ne sarebbe fatto niente” – qualche secondo di silenzio glaciale da parte mia, poi interrotto da una risata anche un po’ preoccupata dall’altra parte del telefono (Mauro temeva che avessi perso i sensi per lo shock). Candidatura accettata! Ci sarebbe stata da li a poche settimane una storia breve di Gianfranco Manfredi per un progetto nuovo su Tex, con disegnatori non appartenenti alla serie regolare. Beh, immaginate il mio entusiasmo, sembrava fatta apposta. Non dimenticherò mai quello “scherzo” telefonico.

Com’è stato lavorare con Gianfranco Manfredi?
Stefano Biglia: Mi sono sempre trovato in sintonia con le storie di Gianfranco soprattutto sulla sceneggiatura. E’ molto preciso/conciso nella descrizione delle vignette, perciò diventa molto semplice per un disegnatore visualizzare la scena. Almeno così succede a me che non amo le descrizioni troppo lunghe ed articolate. Inoltre mi ha sempre lasciato libero di aggiungere qualcosa di mio, intendo nella regia, qualora fosse stato interessante per poter migliorare una sequenza in relazione anche al mio disegno. Ad esempio nelle scene d’azione dove non amo “allontanarmi” troppo con l’inquadratura e anche se talvolta viene richiesto tendo ad avvicinarmi il più possibile. Anche questo è un aspetto del lavoro e del carattere di Gianfranco che ho sempre apprezzato.

Cosa ci puoi dire di questa storia di Tex, scritta da Mauro Boselli, alla quale stai lavorando?
Stefano Biglia: Posso solo dire che sarà una storia della serie regolare in 3 parti. Improntata sulla figura storica di un generale della cavalleria degli Stati Uniti. Molte scene corali quindi, di battaglie e Guerre Indiane. Una storia fortemente voluta da Sergio Bonelli perciò, per me, ulteriormente importante.

C’è un’altra testata bonelliana per la quale non hai mai lavorato e che ti piacerebbe tantissimo disegnare? In caso positivo, puoi dirci quale sarebbe e perché?
Stefano Biglia: Mi sarebbe piaciuto disegnare Mister No. E’ un personaggio che mi divertiva parecchio. Scanzonato, donnaiolo, eroico suo malgrado. Ho avuto un’auto che partiva a calci come il suo piper.

E magari un personaggio non bonelliano?
Stefano Biglia: Mi piacerebbe fare “incursioni” con molti personaggi. Blueberry, Dago, Hellblazer, Batman.

Quali fumetti leggi attualmente ovvero con quali ti identifichi maggiormente?
Stefano Biglia: Cerco di qua e di là a seconda che ci sia un disegnatore che mi piace o uno sceneggiatore, scegliendo tra autori americani, giapponesi e qualche francese. Sto seguendo la maggior parte dei fumetti Sergio Bonelli Editore tra cui le nuove uscite come “Le Storie” e “Orfani“.

Oltre ai fumetti, quale tipo di libri leggi? E quali sono le tue preferenze nel campo del cinema e della musica?
Stefano Biglia: Leggo poca letteratura preferendo i saggi ai romanzi. Ascolto generalmente musica rock, rock’roll, blues. Tra gli autori italiani adoro Paolo Conte. Nel cinema mi piace pescare spesso nei film classici. Seguo però diversi serial televisivi, come Boardwalk Empire, Hell on Wheels, Dexter, The Shield. Mi piacciono gli intrecci dei protagonisti e i loro dialoghi, oltre alle minuziose ricostruzioni d’ambiente.

Caro Stefano, ti ringraziamo moltissimo per l’intervista che ci hai così gentilmente concesso.
Stefano Biglia: Saluto e ringrazio con affetto il Blog Portoghese di Tex, per l’interesse prestato e vi auguro buone letture! Adeus!

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Os kalkitos de Tex Willer

Por José Carlos Francisco

Os Kalkitos (nome comercial em Portugal e muito conhecido nos Estados Unidos como Action Transfers) eram tiras de papelão, em dois modelos: tamanho pequeno e grande, com imagens impressas numa das suas faces. Estas imagens eram ambientadas em cenas de história, de acção, de desportos ou de desenhos animados. Para complementar o passatempo, os Kalkitos traziam uma folha transparente (tipo papel vegetal) com as personagens e objectos para serem decalcados nas imagens impressas, através da fricção da parte de trás da folha transparente, com a ajuda de uma caneta, lápis ou algum objecto pontiagudo.

A imagem da folha transparente é obtida num processo denominado de cromolitografia e a sua fixação, nas tiras de papelão, dispensava outros métodos, pois esta imagem, após friccionada, é autocolante. Com um baixo custo de aquisição, era possível, com vários Kalkitos em mãos, fazer diferentes composições num mesmo cenário, pois muito gostávamos de usar papel e lápis na nossa infância, e adorávamos tudo o que despertasse a nossa imaginação e os Kalkitos preenchiam na perfeição esses dois requisitos. Podíamos recriar uma batalha épica ou apenas um acampamento de escuteiros, tudo era possível nas revistas Kalkitos, ou então colocávamos em cadernos ou no nosso quarto, ficava à nossa escolha.

Os Kalkitos foram um sucesso em Portugal e eram editadas umas revistas (da Gillette Portuguesa Ltd) próprias para colocarmos estes decalques divertidos, ou então podíamos comprar os vários pacotes que se vendiam um pouco por todos os quiosques e papelarias do país, mas eram sobretudo nas revistas onde podíamos decalcar e nos divertir, revistas essas que vinham no tamanho normal ou gigante (normalmente com grandes paisagens) e podiam ir desde uma BD do Astérix, Buffalo Bill, ou Zé Colmeia a uma batalha da Segunda Guerra Mundial ou um cenário em pleno espaço sideral.


Mas Tex Willer, o nosso amado Ranger também na Itália teve os seus kalkitos, mais precisamente em 1978 e com o selo da prestigiada Mondadori. Por lá o nome desta prazerosa brincadeira era “Il Trastoriello” e Tex teve direito a três coleccionáveis: “Fort Apache“, em Abril de 1978, “Il campo indiano“, em Julho do mesmo ano e “Assalto alla diligenza“, em Outubro também de 1978.

Hoje em dia são itens raríssimos e muito cobiçados pelos fãs, mas sobretudo pelos coleccionadores de Tex, daí serem também valiosíssimos a ponto de serem vendidos por valores entre os 225 e os 400 Euros, quando em óptimo estado de conservação e com todos os kalkitos por colar, como os que mostramos nas imagens que ilustram este texto.

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Masterclass em São Paulo, Brasil, com IVO MILAZZO

* Masterclass (lição ou aula ministrada por um artista conceituado em determinada área a um grupo reduzido de alunos previamente inscritos. Os alunos têm a oportunidade de participar e são convidados a executar, em parte ou na integra os trechos em sumário) com IVO MILAZZO e avaliação de portefólio com TOMMASO  d´ALESSANDRO.
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O Instituto dos Quadrinhos de São Paulo, Brasil, traz para todos os apreciadores brasileiros da nona arte,  dois grandes nomes da Banda Desenhada Europeia, Ivo Milazzo e Tommaso d’Alessandro.

Ivo Milazzo foi o responsável por desenhar Tarzan, Diabolik e Il Palafita, entre outros, inclusive Tex Willer na história “Sangue no Colorado” publicada na série Tex Gigante. Em 1974 criou Ken Parker, junto com Giancarlo Berardi, que chegou aos quiosques italianos em 1977. Com 59 episódios, a série durou até 1984. Mais tarde ele e Berardi criam novas aventuras de Ken Parker, publicadas no Brasil pela Mythos Editora.
Actualmente Ivo, prepara a volta triunfal de Ken Parker com a participação de artistas brasileiros do Instituto dos Quadrinhos!

Tommaso d’Alessandro, agente e produtor, é responsável pela produção de dezenas de BD’s em toda a Europa. Parceiro exclusivo no Brasil do Instituto dos Quadrinhos, Tommaso vai ao FIQ (Festival Internacional de Quadrinhos realizado em Belo Horizonte a cada 2 anos) e a São Paulo, à procura de novos talentos dos quadradinhos brasileiros…

Programação:.

•         18/11
Palestra gratuita com o tema “Como entrar no Mercado de BD, na Europa.” Com Ivo, Tommaso e Klebs de Moura Jr e artista brasileiros que trabalham na Europa.
Horário: 15 horas – 18 horas.
Workshop “Acertando o portefólio para o mercado Europeu, por Tommaso e Klebs.”
Horário: 19 horas – 21 horas.
Avaliação de portefólio. – 21 horas.

•         19/11
Master Class com Ivo. O mestre Milazzo vai demonstrar todo o processo de trabalho, do roteiro até à arte final.
Horário: 19 horas – 21 horas.


Vagas limitadas. Não perca a grande chance de participar neste evento!

Instituto dos Quadrinhos – São Paulo
Av. Pompéia, 2040 – Vila Anglo Brasileira
São Paulo – SP
(11) 5072-6161 – com Rafael ou Karina
contato@institutodosquadrinhos.com.br

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Tex de João Amaral para “El Francisco”

Por José Carlos Francisco

José Carlos Francisco, João Amaral e o desenho de Tex para El Francisco

No decurso do 18º Salão Internacional de Banda Desenhada de Viseu fui agraciado com mais um original de Tex para a minha já grandiosa e riquíssima galeria de desenhos originais de Tex Willer. Original esse que me foi presenteado pelo grande Amigo e Mestre João Amaral, artista multifacetado ligado a Viseu desde longa data e que foi distinguido neste evento com o Prémio Anim’arte BD pelo conjunto da sua obra.

João Amaral, o consagrado autor português de banda desenhada, que já conta com cinco álbuns publicados: A Voz dos Deuses, História de Manteigas – No Coração da Estrela, Bernardo Santareno – Fragmentos de uma Vida Breve, História de Fornos de Algodres – Da Memória das Pedras ao Coração dos Homens e Cinzas da Revolta, para além de ter colaborado também no álbum Vasco Granja – Uma Vida. Mil Imagens e de ter publicado nas Selecções BD, Rua Sésamo, jornal Cruz Alta e Alentejo Popular e ilustrado o livro A Espada Desaparecida, de Fernando Bento Gomes e de ter efectuado também ilustrações para publicidade, é um grande fã e coleccionador da mítica personagem italiana Tex Willer, facto muito conhecido devido ao João Amaral ser uma presença constante nos eventos realizados em Portugal que têm contado com a presença de autores de Tex!

Tex Willer de João Amaral para “El Francisco”

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Tex Willer protagonista do evento ArtePadova 2013, abrilhantado por Fabio Civitelli

Fabio Civitelli, histórico desenhador do lendário Tex Willer, apresentará em ante-estreia a luxuosa edição do seu Tex Gigante, autêntico volume de arte no formato das páginas originais no próximo domingo, dia 17, pelas 16 horas. O evento contará também com uma exposição a ele dedicada.
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A Arte Moderna e Contemporânea encontra este ano o mundo da banda desenhada: um dos grandes protagonistas da 24ª. edição do evento ArtePadova 2013, que decorre de hoje, 15 de Novembro até à próxima segunda-feira, dia 18, na Feira de Padova, será Fabio Civitelli, histórico desenhador de Tex Willer desde 1985.

Domingo 17 de Novembro pelas 16 horas Civitelli estará na Feira para apresentar a nova edição de luxo de “Tex, La Cavalcata del Morto” (“Tex, A Cavalgada do Morto”), o denominado Texone, um verdadeiro volume de arte no formato das pranchas originais (31cm x 43cm), impresso em papel nobre, com capa cartonada e com um desenho inédito do próprio Civitelli.

Fabio Civitelli e a nova edição de luxo de “Tex, La Cavalcata del Morto”

Uma oportunidade verdadeiramente de ouro para os coleccionadores: a tiragem limitada a somente 250 exemplares numerados, dos quais os primeiros 99 contêm uma ilustração original feita por Civitelli, enquanto outros 30 exemplares são numerados em algarismos romanos e contêm uma página original do Texone. O desenhador aretino estará presente durante a tarde para autografar as suas obras.

José Carlos Francisco, um dos 250 felizardos possuidores da edição de luxo de “Tex, La Cavalcata del Morto”

O luxuoso Texone será apresentado durante o fórum “Fabio Civitelli: Il Fumetto è Arte” (“Fabio Civitelli: A Banda Desenhada é Arte”), no qual participarão ao lado do desenhador que já esteve por cinco vezes em Portugal, Giancarlo Soldi, director cinematográfico, autor do documentário “Come Tex nessuno mai” (“Como Tex ninguém jamais”), Italo Marucci, crítico de arte, Sergio Pignatone, editor da Little Nemo Art Gallery e Manuela Composti, da galeria de arte contemporânea Cà di Frà de Milão.

Fabio Civitelli e as suas telas texianas

Mas isso não é tudo: por ocasião do evento ArtePadova 2013 a galeria Cà di Frà de Milão, em colaboração com a Little Nemo Art Gallery de Turim e com a Sergio Bonelli Editore, exibirá a exposição “Fabio Civitelli tra Fumetto e Pittura” (“Fabio Civitelli entre a Banda Desenhada e a Pintura”): serão expostas as primeiras telas de Fabio Civitelli, bem como algumas páginas originais do Tex Gigante, a história escrita por Mauro Boselli e editada em 2012, que valeu a Fabio Civitelli o prémio Gran Guinigi como melhor desenhador italiano no Festival Lucca Comics 2012. Serão expostos também os trabalhos realizados no decurso de vários anos para o livro “Il mio Tex” (“O meu Tex”) de Giovanni Battista Verger e para outras edições dedicadas a Tex Willer, como por exemplo o livro “A história da minha vida” editado pela Mondadori. Dentro de uma pessoal classificação da banda desenhada de autor Civitelli dá também prova da sua arte e da sua mestria propondo um percurso novo para ele próprio, mas nem por isso menos entusiasmante: a pintura. O seu amor pelas artes visuais (banda desenhada, pintura e fotografia) nunca lhe permitiu que permanecesse limitado somente ao desenho. Nesta ocasião, de facto, encontrar-se-ão naturalmente expostas entre as pranchas originais algumas telas, a sublinhar a impossibilidade de conter o espírito criativo em esquemas fixos e rígidos.

Civitelli e uma das suas mais belas telas dedicadas a Tex Willer

Fabio Civitelli está ligado à série de Tex há 28 anos e contribuiu mais do que algum outro para a modernização da personagem, tornando-se, através de um contínuo trabalho de investigação, um dos mais inovadores intérpretes do universo texiano. Sergio Pignatone escreve sobre ele no prefácio do livro “Il West secondo Civitelli” (Little Nemo, Turim, 2005): «As páginas de Civitelli são páginas cultas, ricas de referências, nunca improvisadas. Ambientes, trajes, meios de transporte e armas são sempre fruto de uma acurada pesquisa histórica. A linha clara que caracterizou o seu estilo no início tem vindo a ser enriquecida com sábios contrastes com o uso do negro: A natureza desempenha um papel de protagonista nas suas páginas: graças à incansável obra do seu pincel desertos ardentes ou envoltos em trevas, águas agitadas pela passagem de barcos ou picos selvagens em montanhas perdidas, ganham vida». E ainda Italo Marucci em Fabio Civitelli alquimista do desenho no prefácio da edição Tex La Cavalcata del Morto (Little Nemo, Turim, 2013):«Também para Fabio Civitelli se pode dizer que nas páginas em branco e preto está presente a cor: nos seus desenhos o leitor é surpreendido pela recorrência e persistência de modalidades que revelam uma preocupação predominante. Os reflexos, os brilhos de contra-luz, as transparências,  as palpitações ligeiras de luzes implementam uma visão do Oeste de Tex Willer que se afirma com uma força e uma credibilidade iguais, se não superiores, aquelas concedidas pela imaginação».

Tela de Tex pintada por Fabio Civitelli

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