Intervista esclusiva: FREDERIC VOLANTE (in occasione della sua presenza alla 11ª Mostra del Club Tex Portogallo)

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Júlio Schneider (redattore di Tex per il Brasile) per le traduzioni e le revisioni.

Per celebrare un nuovo anno di vita del Club Tex Portogallo, si terrà una nuova Mostra al Museo del Vino e della Vigna di Anadia (il luogo più importante della città). Situata nel centro del Portogallo, Anadia dista 25 km a nord di Coimbra e 90 km a sud di Oporto.
L’esposizione avrà luogo nei giorni 9 e 10 maggio con la presenza di due grandi nomi di Tex: FREDERICO VOLANTE e UGOLINO COSSU.

Caro Frederic Volante, benvenuto! Sarai presente in Portogallo ad una Mostra del Club Tex Portogallo, nella città di Anadia. Cosa rappresenta per te questo avvenimento che potrà contare sulla tua presenza in un paese straniero?
Frederic Volante: Innanzi tutto volevo ringraziarvi per il vostro gentilissimo invito. Sono abituato a spostarmi all’estero per fiere o eventi legati al mio lavoro di solito in Francia ed in Belgio, e venire in Portogallo sarà per me un piacere immenso. È la prima volta in assoluto che vengo in Portogallo, un paese meraviglioso che mi ha sempre affascinato, ed è una magnifica occasione per incontrare persone nuove.

Cosa ha convinto Frederic Volante, autore di risonanza mondiale, ad essere presente a questo evento portoghese dedicato a Tex?
Frederic Volante: Aspetta che giro la mail ad Alex Ross… temo ci sia un errore (ehehe)! A parte gli scherzi, convincermi da parte vostra è stato facile. Per pigrizia non sono un “presenzialista” delle fiere o dei festival del fumetto in Italia, contrariamente a quelle francesi o in Belgio che frequento spesso e volentieri per la promozione dei miei lavori extra Bonelli. Il vostro entusiasmo e la vostra passione per Tex è contagiosa non potevo rifiutare un invito simile.

Quali sono le tue aspettative relativamente alla 11ª Mostra del Club Tex Portogallo?
Frederic Volante: Di passare dei bei momenti, conoscere persone nuove che hanno la mia stessa passione, il fumetto in generale e Tex, incontrare il maestro Ugolino Cossu che seguo da lettore da anni. Sono un disegnatore Texiano “nuovo”, anche se ormai lavoro sulle tavole di Tex quotidianamente da un numero discreto di anni. Per me sarà la primissima occasione per incontrare i lettori texiani; oltre che un piacere e un onore, sarà un modo per comprendere cosa rappresenta ancora oggi Tex per chi lo ama, così da cercare di affinare ulteriormente il mio lavoro.

Allargando adesso un po’ l’orizzonte dell’intervista: cosa ti ha convinto ad entrare nell’industria dei comics?
Frederic Volante: Sono nato in Belgio ed ho vissuto tutta la prima parte della mia vita li. In Belgio il fumetto è davvero qualcosa di culturalmente presente. Sono cresciuto leggendo storie di Tin Tin , Yakari, Michel Vaillant, Eric Castel, Asterix… disegnatori mitici come Hermann o Franz che realizzavano fumetti storici che adoravo. Arrivato in Italia da adolescente lo scenario è cambiato, il fumetto era popolare e vendutissimo, ma non era culturalmente nella stessa posizione che ricordavo in Belgio. La mia insegnante al liceo una volta per offendermi mi disse che avrei potuto disegnare solo pupazzetti… “fumetti”, insomma, in modo dispregiativo… beh, fu per me uno straordinario complimento. Sono partito da ragazzino inizialmente con l’idea di disegnare comics americani. Eravamo in piena epopea Image Comics ad inizio anni 90, disegnatori come Mc Farlane, Jim Lee, Eric Larsen mi stimolavano a cercare di ricreare pagine cosi dinamiche ed esplosive. Poi, per puro caso, un mio compagno di scuola mi vide in classe leggere un fumetto che mi era stato regalato da un vicino di casa il giorno prima, fumetto dimenticato da chissà chi nel bar di suo padre. Era un Nick Raider (n° 52, Gioco Mortale) disegnato da Bruno Ramella. Il mio compagno mi disse “ma lo sai che quel disegnatori vive qui a Imperia?”… Ma dai?! Sai dove?… “se vuoi ti ci porto!”. Beh, sbarcai con le mie tavole di Spiderman a casa di Bruno (ehehehe). Poverino, fu molto gentile, ma mi fece capire subito che per quel periodo storico se volevo farne una professione avevo completamente sbagliato strada e target, e da lì mi ha seguito pazientemente per anni, insegnandomi tutto quello che di buono so fare; i difetti, invece, sono orgogliosamente tutti miei!

Cos’hai provato quando hai ricevuto l’invito per disegnare Tex?
Frederic Volante: Paura, senso di responsabilità, il passato ed il presente di Tex pesava come un macigno sulla mia già incerta mano destra; per fortuna la storia era breve e destinata per il ColorTex… ma la storia era scritta da Moreno Burattini, che stimo moltissimo, e ci tenevo che uscisse una storia dignitosa; non ci sono riuscito, ma mi ha comunque permesso di poter continuare la collaborazione su Tex, grazie alla fiducia accordatami da Mauro Boselli e Giorgio Giusfredi.

Come analizzi l’evoluzione della tua carriera?
Frederic Volante: Guarda, non sono mai stato un ambizioso, cerco di mantenere un livello professionale accettabile, di documentarmi seriamente e di servire la storia che mi viene affidata nel migliore modo possibile per le mie capacità del momento. Da subito ho capito che non dovevo dimostrare principalmente “bravura” nel mio lavoro, cerco di mantenere un disegno più possibile gradevole e cerco di mettermi completamente al servizio di chi compra l’albo, in modo che sia in grado di leggere la storia con le minore difficoltà possibili. Non sempre si riesce nell’intento, ma quello è il fine con cui lavoro ogni giorno. Sono stato professionalmente molto fortunato, devo ammetterlo, sono partito da zero esordendo sulle pagine di un personaggio meraviglioso come Nick Raider, ideato da un gigante come Claudio Nizzi e curato all’epoca da un mai troppo ricordato Renato Queirolo. una palestra per spartani (eheheh), ma quanto insegnava quell’uomo. Poi sono passato come gregario a Magico Vento del grandissimo e compianto Gianfranco Manfredi, dove mi sono ritrovato in mezzo ad un dream team di disegnatori pazzeschi; poi Lukas, con Michele Benevento e Michele Medda, che non smetterò mai di ringraziare per il bellissimo periodo professionale, per poi arrivare a Tex con Boselli e Giusfredi, davvero delle macchina da guerra, poche parole, ma pesanti come piombo… vi ricorda qualcuno? Senza dimenticare le moltissime collaborazioni internazionali con case editrici gigantesche o redazioni fatte da un pugno di persone, tutti i sceneggiatori con cui ho lavorato, alcuni di enorme talento e sensibilità. Tutti questi straordinari incontri hanno lasciato in me e nella mia “carriera” una traccia indelebile.

Come valuti il tuo lavoro di oggi in rapporto al passato?
Frederic Volante: La speranza è sempre di migliorare ogni pagina che viene finita, quella di oggi spero sempre che sia più brutta di quella che farò domani… In realtà, sfogliando i miei primi lavori, mi dico… cacchio quanto sono peggiorato! (ehehe)

Come si forma un disegnatore del tuo calibro?
Frederic Volante: Alla vecchia maniera, leggendo fumetti… tanti, tantissimi… di tutti i tipi. Lavorando quotidianamente con passione. Buttando via negli anni molte tavole… rifacendo molte vignette, ascoltando con umiltà i curatori del fumetto a cui stai lavorando: loro hanno sempre uno sguardo più ampio sulla serie di quella che posso avere io nel mio piccolo studio dove ho una visione parziale delle cose. Non ho social media, sono parecchio isolato, e quindi non ho contatti con colleghi e pubblico, e non tasto il polso quotidianamente della situazione attuale, o quella che si crede sia la vera situazione attuale delle cose… questo forse è un limite, lo riconosco! Cercando inoltre di conoscere a fondo il lavoro del maggior numero di disegnatori possibile e di ogni parte del globo; c’è una quantità di talento in giro pazzesca! In gioventù collezionare tavole originali dei maestri del fumetto (all’epoca i prezzi erano molto più abbordabili di oggi) mi ha aiutato moltissimo per toccare con mano il risultato finale e comprendere come arrivare a realizzare determinate cose e cercare di rubare piccoli trucchi ed espedienti. Imparare da tutti, osservare, cercare di trovare il buono in ogni lavoro che mi passa per le mani e fare mio quel pezzetto di esperienza. Poi la cosa più semplice ma la più importante… cercando di restare disperatamente poveri… la povertà è sempre stata la benzina del talento ma ancor più della produttività (ahahahaha).
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Su che cosa stai lavorando attualmente?
Frederic Volante: Una storia “doppia” di Tex scritta dal bravissimo Jacopo Rauch dove ho scollinato nella seconda parte. Ho in cantiere un paio di progetti “franco-belga”; cerco sempre di mantenere vivo i contatti con quel mercato che mi è amico fin da bambino. Ma ovviamente soltanto se è compatibile con il mio impegno su Tex.

Cosa rappresenta Tex per te e quale è la sua importanza nella tua vita?
Frederic Volante: Tex, insieme a Superman (anche He-man ,altra mia grande passione), sono personaggi che hanno la capacità di farmi tornare “bambino”. Amo alla follia i personaggi complessi, quelli con mille dubbi, quelli cattivissimi, depressi, quelli problematici, enigmatici, inafferrabili o semplicemente dei scappati di casa che combinano pasticci e casini… poi però ho bisogno ogni mese di certezze nella mia granitica visione infantile della vita… il bene da una parte ed il male dall’altra, tutto ben distinto. Ho bisogno di ritrovare un personaggio come Tex che quando arriva mi fa pensare: “Fred… tranquillo, è arrivato Tex… adesso ci pensa lui a mettere tutto al suo posto!”… e mi sento più sereno!
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In conclusione, vuoi lasciare un messaggio ai tuoi ammiratori che si trasferiranno ad Anadia?
Frederic Volante: Non vedo l’ora di incontrarvi e poter chiacchierare di fumetti, Tex e di molto altro…

Caro Frederic ti ringraziamo moltissimo per l’intervista che ci hai così gentilmente concesso.
Frederic Volante: Grazie a Voi di cuore!

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

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