Ricordando Sergio Bonelli, di Alfredo Castelli

Purtroppo non posso farlo.
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Buongiorno a tutti. Ho cercato di rimandare il più possibile il mio contributo alla lodevole iniziativa del blog portoghese di Tex non tanto per la mia tendenza a rimandare a dopodomani ciò che si poteva fare ieri, quanto perché, a distanza di un anno quasi esatto, non ho ancora elaborato il lutto per la morte di Sergio. La sua scomparsa ha coinvolto molti aspetti: amicizia, lavoro, filosofia di vita, abitudini che si sono formate in quasi mezzo secolo di assidua frequentazione, e non me la sento di liquidarle con un semplice elogio santificatorio (“Era tanto buono!”, come nel film “Il Vedovo” con Alberto Sordi, una pellicola molto amata sia da Bonelli sia da me), che tra parentesi, lui non avrebbe per nulla apprezzato. Passo dopo passo, riuscirò a mettere insieme tutti gli elementi, e forse, in un’altra occasione, potrò esprimere qualcosa di più che un insieme di sensazioni confuse; per ora voglio dire che spesso mi scopro a cercare di imitare i lati migliori di Sergio – la sua signorilità, il rapporto veramente affettuoso e sempre di grande rispetto per i suoi lettori, la sua capacità affabulatoria. E che, ancora più spesso, soprattutto quando mi trovo in qualche luogo che lui amava particolarmente – per esempio a Londra, neppure un mese fa – mi sorprendo a pensare “Questo piacerebbe molto a Sergio, devo dirglielo quando ritorno”. Solo, che, purtroppo, non posso farlo.

Sergio Bonelli e Alfredo Castelli

(Cliccare sulla foto per vederla a grandezza naturale)

Um comentário

  1. Sentite parlare Alfredo e’ come sentire parlare il buon vecchio zio Marty che parla del nostro Sergio…

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