Intervista esclusiva: BRUNO RAMELLA (in occasione della sua presenza ad Amadora, nei giorni 29 e 30 settembre 2018, per un’esposizione relativa ai 70 anni di Tex)

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Júlio Schneider (redattore di Tex per il Brasile) per le traduzioni e le revisioni.

Il Clube Português de Banda Desenhada ed il Clube Tex Portugal allestiscono ad Amadora, nei giorni 29 e 30 settembre 2018, un’esposizione relativa ai 70 anni di Tex, con la presenza dellodisegnatore  italiano Bruno Ramella, gradita motivazione per questa intervista sul blog.

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Caro Bruno, ancora una volta sii il benvenuto al blog portoghese di Tex! Sarai protagonista in Portogallo di una esposizione relativa ai 70 anni di Tex, nella città di Amadora. Cosa rappresenta per te questo avvenimento che potrà contare sulla tua presenza in un paese straniero?

Bruno Ramella:
Rappresenta l’evidenza che il personaggio Tex vive di vita propria, che le sue avventure sono seguite a livello internazionale, in paesi di cultura diversa gli uni dagli altri. Anche se credo che il popolo portoghese e quello italiano siano molto simili. E il fatto che ci sia una passione così vivace per Tex rappresenta per me, e credo per gli altri autori, anche una forte responsabilità.
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Cosa ha convinto Bruno Ramella, autore di risonanza mondiale, ad accettare un invito così insolito, ma allo stesso tempo importante?
Bruno Ramella: L’amicizia, la simpatia e la passione di chi mi ha invitato!

Quali sono le tue aspettative relativamente agli 70 anni di Tex, qui in Portogallo?
Bruno Ramella: E’ sicuramente un’occasione per conoscere appassionati di fumetto di un paese diverso dal mio, affascinante e denso di tradizione . E’ sempre una cosa straordinaria vedere come un’idea, in questo caso le avventure di un personaggio immaginario, partorita dalla mente e dalla mano di due uomini molto diversi tra loro come G. L. Bonelli e Galep, passi i confini del proprio paese e diventi popolare nel mondo, fino a dare al protagonista quasi una dimensione reale… Chi legge Tex si immedesima in lui tanto in Sicilia come nell’Algarve, ed è una cosa che accomuna.

Allargando adesso un po’ l’orizzonte dell’intervista: cosa ti ha convinto ad entrare nell’industria dei comics?
Bruno Ramella: Beh, è facile… la passione, perché come la maggior parte dei professionisti in questo campo io sono stato prima di tutto un lettore. A un certo punto, anche a seguito di circostanze particolari, mi è nato il desiderio di raccontare io stesso le storie che leggevo, perlomeno per quel che riguarda la parte grafica. Ho avuta subito chiara la volontà di farlo per lavoro e non per passatempo.

Come analizzi l’evoluzione della tua carriera?
Bruno Ramella: Non ho mai fatto differenza di impegno a seconda dell’importanza del personaggio cui lavoravo, quindi disegno Tex con lo stesso atteggiamento che avevo verso Nick Raider e Magico Vento, ovvero le collane di più lunga durata alle quali ho collaborato. Mi rendo conto che Tex è un punto d’arrivo per una carriera, questo è un fatto oggettivo, per la sua popolarità e la sua diffusione fuori dall’Italia. Questa è però una cosa che non mi condiziona.

Come valuti il tuo lavoro di oggi in rapporto al passato?
Bruno Ramella: Sempre in modo critico, sono più cosciente ora dei miei pregi e difetti di quanto non lo fossi un tempo. Dal punto di vista tecnico e della qualità ci sono state evoluzioni e ci sono stati alti e bassi, non credo di aver fatto un percorso lineare. In certi periodi sono stato attratto dalla sintesi, in altri dalla ricchezza grafica, a volte ho cercato più precisione e a volte più naturalezza. Questo è dipeso un po’ da me, un po’ dalla serie a cui lavoravo. In generale ho sempre cercato di tenere come punto fermo la comunicativa. Nel caso di Tex la cosa fondamentale è che il protagonista sia convincente, su questo il lettore non transige.

Come si forma un disegnatore del tuo calibro?
Bruno Ramella: Nel mio caso sfruttando la bravura e la disponibilità di un genio come Ivo Milazzo, cui mi sono rivolto all’inizio. Poi con la volontà e l’intelligenza, per superare i miei limiti, e infine con un po’ di leggerezza, che mi ha permesso di fare un salto di qualità dopo i primi tempi.

Cosa rappresenta Tex per te e quale è la sua importanza nella tua vita?
Bruno Ramella: Come dicevo prima, Tex è un punto di arrivo per chi fa questa professione, almeno dal punto di vista dell’importanza e della popolarità. Non è facile per chi lo disegna, e credo anche per chi lo scrive, riuscire a centrare il personaggio. Io sono stato facilitato dal fatto di averlo sempre letto fin da bambino, e di averne cercato gli albi sulle bancarelle per anni per completare la collezione. Mio padre era lettore accanito e, come tanti, si rileggeva ciclicamente le storie. Quindi Tex per me è sempre stato uno di famiglia!

In conclusione, vuoi lasciare un messaggio ai tuoi ammiratori che si trasferiranno ad Amadora?
Bruno Ramella: E’ un onore per me rappresentare in Portogallo Tex e idealmente tutta la Bonelli. Io sono all’inizio della mia avventura con Tex, anche se ho una lunga carriera dietro, e spero di essere in grado di portare in Portogallo lo spirito del personaggio. Ci vediamo ad Amadora!

Caro Bruno, a nome del blog portoghese di Tex ti ringraziamo moltissimo per l’intervista che ci hai così gentilmente concesso. Se vuoi approfittare di questo spazio per lasciare qualche messaggio anche ai nostri lettori, puoi farlo.
Bruno Ramella: A tutti i lettori e gli appassionati del Club di Tex del Portogallo, un saluto caloroso e grazie!

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

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