Intervista esclusiva: PASQUALE FRISENDA (a proposito della Mostra “Tex e a BD de Pasquale Frisenda” al Festival di Amadora BD 2016)

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Pedro Cleto per la formulazione delle domande e di Júlio Schneider (traduttore di Tex per il Brasile) per le traduzioni e le revisioni.

Pasquale Frisenda, di nuovo protagonista nel nostro Paese, stavolta con una mostra al “Festival da Amadora”. Per te cosa rappresenta una mostra personale nel principale festival portoghese di fumetti, ritenuto uno dei più grandi d’Europa?
Pasquale Frisenda: E’ di sicuro un grande onore oltre che una grande gratificazione. So che l’attenzione con cui è seguito il personaggio di Tex in Portogallo è sempre piuttosto alta, ma arrivare ad esporre il mio lavoro in una mostra personale al festival di Amadora era una cosa che non pensavo potesse realizzarsi.

Anche se invitato a partecipare di persona al Festival, purtroppo non ci sarai. Come mai?
Pasquale Frisenda: Purtroppo sono impegnato con diversi lavori, le cui scadenze sono concentrate in questo periodo, e questo difficilmente può permettermi di muovermi. Non essere presente è una cosa che mi dispiace molto.

Come vedi la – chiamiamola così – scommessa da parte dell’Editrice Polvo, e del suo Editor Rui Brito, nel pubblicare in Portogallo, in così breve tempo, le tue due storie di Tex?
Pasquale Frisenda: Visto la quantità di materiale presente nella serie di Tex lo ritengo un gesto di fiducia nel mio lavoro, oltre che di apprezzamento. Il mio impegno nel realizzare quelle due storie di Tex è stato molto alto, e ho cercato di rappresentare graficamente un West un po’ più duro della norma ai lettori, sperando di coinvolgerli in tal senso. Mi auguro che la fiducia a me accordata da Rui Brito venga ripagata dai lettori portoghesi.

Come ti sembra lavorare due/tre anni sulla stessa serie? Non lo ritiene faticoso? Mentre lavori su una storia di Tex non ti dedichi ad altro (illustrazioni, pubblicità, ecc.)?
Pasquale Frisenda: La fatica di restare tanto tempo su una stessa storia consiste solo nel fare attenzione che tutti i dettagli inseriti nelle tavole, sia negli ambienti che nei personaggi, non vengano tralasciati o dimenticati in qualche punto della storia, cosa che può sempre accadere in storie molto lunghe. Per il resto, no, non è una particolare fatica. All’interno della gestione di una storia di Tex mi capita occasionalmente di inserire altri piccoli impegni, sì.

Anche se ogni tanto Tex se la vede con personaggi reali della Storia, proprio come il giudice Bean, non è una situazione molto ricorrente. Quando succede, questo comporta qualche lavoro supplementare al disegnatore, almeno dal tuo punto di vista?
Pasquale Frisenda: Sì, il lavoro supplementare sta nel caratterizzare i personaggi cercando di richiamare le fisionomie dei volti appartenuti alle figure reali a che si prendono in esame, oltre che un’ulteriore ricerca di documentazione sulle loro gesta, gli ambienti dove hanno vissuto o hanno agito e via dicendo. Anche se li si coinvolge in storie di fantasia, il cercare di ricreare una dimensione realistica intorno a loro aiuta a intenderli come personaggi storici e non solo come comparse in una storia.

Nello specifico del Giudice, come ti sei documentato?
Pasquale Frisenda: Per il giudice Bean ho cominciato a cercare fotografie o rappresentazioni varie del suo volto, di che corporatura aveva e del luogo dove ha vissuto, per cominciare a buttare giù qualche schizzo che mi permettesse di metterlo a fuoco. Ma il giudice Bean era già apparso nella saga di Tex, disegnato da Guglielmo Letteri, e quindi non dovevo allontanarmi troppo neanche da quella caratterizzazione. A questo ho aggiunto poi la lettura di altri albi a fumetti dove era rappresentato, e la visione del film di John Huston, intitolato qui in Italia “L’Uomo dai sette capestri”, dove si vede Paul Newman nei panni di Bean, che mi è servito molto per trovare l’atmosfera da dare alla storia che dovevo disegnare.

Per concludere, è già previsto un tuo ritorno a Tex? Caso positivo, quando?
Pasquale Frisenda: Ora sono al lavoro su una breve storia di Tex, una di quelle da realizzare a colori per la testata “Color Tex”. L’uscita è prevista per il prossimo anno.

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

Deixe uma resposta

O seu endereço de email não será publicado. Campos obrigatórios marcados com *