Intervista esclusiva: Francesco Micoli

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Júlio Schneider (traduttore di Tex per il Brasile) per le traduzioni e le revisioni e di Bira Dantas per le caricature.

Per iniziare, parlaci un po’ di te: luogo e data di nascita, famiglia, cosa fai da un punto di vista professionale?
Francesco Micoli:
Sono nato il 05 ottobre 1959 a Fasano, in provincia di Brindisi, regione Puglia, nel meridione dell’Italia. Ho perso mia moglie molto giovane per malattia, ho due figli: Manuela, 32 anni, che vive e lavora in California (USA), e Mattia, 28 anni, che vive con me a Padova. Attualmente, con la mia compagna Laura, vivo a Padova, nel Nord dell’Italia, in Veneto, a 30 Km circa da Venezia. A Padova sono arrivato nel 1977 per lavoro. Sono stato per 36 anni un tecnico dell’Aeronautica Militare. Ho lavorato nelle Telecomunicazioni e nella Meteorologia. Attualmente sono in pensione da poco e mi dedico alla famiglia e soprattutto al fumetto. Sono un Bonelliano DOC, appassionato soprattutto – anzi, quasi esclusivamente – di Tex!

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Quando è iniziata la tua passione per i fumetti, soprattutto per Tex?

Francesco Micoli: La mia passione per il fumetto è iniziata quand’ero molto piccolo, la prima volta che ho preso in mano un Tex avrò avuto circa 3 anni. In casa mio Padre leggeva già Tex, Zagor e altri fumetti. Crescendo, quando ho imparato a leggere ho capito che Tex era il numero uno! Mi colpiva la sua determinazione, la sua forza, la sua lealtà ma soprattutto la sua equità verso le persone più deboli senza guardare il colore della pelle. Poi mi colpivano i disegni, il primo Galep, ma soprattutto quando arrivò Ticci, Letteri, Nicolò, Fusco e in seguito tutti gli altri. La mia prima collezione fu Il Piccolo Ranger! Ma subito dopo la barattai con i Tex che mi mancavano.

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Perché proprio Tex e non un altro personaggio?

Francesco Micoli: Tex era ed è il migliore, non ha mai dubbi, sai già da subito come andranno le cose, ha il carattere del suo inventore. G. L. Bonelli diceva: “Tex è Tex e basta!“. Tex è quello che ognuno di noi vorrebbe essere.

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Cosa rappresenta Tex per te?

Francesco Micoli: Tex per me è una fede, una religione. Nella vita qualsiasi icona, qualsiasi idolo prima o poi vacilla, cade, scompare. Anche nello sport cambiano le persone, nel calcio ci sono squadre imbattibili che prima o poi cadono, nella politica le bandiere cambiano colore. Tex no, Tex è un faro nella notte, non tradisce mai, è sempre lì con la mano tesa che ti guida, con lui come guida non ti perderai mai! Io non riesco ad immaginare la mia vita senza Tex!

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Quanti fumetti di Tex hai in tutto nella tua collezione? E qual’è il più importante per te?

Francesco Micoli: Sinceramente, non li ho mai contati, ma fra le serie a strisce, le raccoltine a strisce, gli albi d’oro, la 1^ serie 1/29 (ristampa), la serie inedita mensile, annuale Texone, MaxiTex, Almanacco del West, ColorTex, speciali vari, Tex tre stelle, Tutto Tex, Tex nuova ristampa, parecchie edizioni straniere (alcuni numeri), le strenne, i Cartonati Mondadori, Rizzoli ecc. e tutti quelli ristampati a colori da Repubblica-L’Espresso, sono circa 4.250. Ma sinceramente non li ho mai contati e mi ci vorrebbe un mese per contarli tutti uno per uno. Il più importante non saprei proprio, perché per citarne uno farei difetto ad un altro. Io amo tutti i Tex, però voglio citarne uno in particolare, il primo che ho letto appena ho imparato a leggere: il nr 94, Black Baron, quando Tex, dopo averlo scaraventato in mare (lo sfortunato di turno di colore), non esita e si tuffa per salvarlo dagli squali! Epico! Ma potrei citarne molti altri, la saga con Mefisto, per esempio. Ma soprattutto il nr 91, Vendetta Indiana!

Collezioni solo fumetti, ovvero tutto ciò che viene scritto sul personaggio?
Francesco Micoli: Magari collezionassi solo il fumetto, invece, come tutti i masochisti, colleziono tutto del personaggio: dalle tavole originali (chiaramente alcune a seconda delle mie possibilità economiche), disegni originali, statuine, gadgets vari, foto con i disegnatori, locandine mostre e cartoline, portfoli, insomma, tutto quello che parla del nostro Ranger e d’ora in avanti anche la tessera, la spilletta e la bellissima rivista del nostro Clube!

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Qual’è la tua storia favorita? E qual’è il disegnatore che apprezzi maggiormante? E lo sceneggiatore?

Francesco Micoli: Anche qui è molto difficile parlare di una sola storia, sono tante le bellissime, ma se devo sceglierne una, é Sulle piste del Nord, di Bonelli/Ticci (nr 122, 123, 124). Il disegnatore che apprezzo di più, senza dimenticare il grande Galep (per lui ci vorrebbe un capitolo a parte), è Giovanni Ticci, ma ho nel mio cuore Fernando Fusco e naturalmente Fabio Civitelli, che è anche un amico. Lo sceneggiatore che apprezzo di più naturalmente è G. L. Bonelli e, subito dopo, il grande Claudio Nizzi.

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Cosa ti piace di più e cosa di meno in Tex?

Francesco Micoli: Non voglio schierarmi con quelli che sanno sempre tutto e criticano questo disegnatore o quello scrittore. Naturalmente non tutte le storie di Tex sono allo stesso livello, neanche gli scrittori sono tutti allo stesso livello come non lo sono i disegnatori. Ma devo dire una cosa per me molto importante: se Tex, dopo quasi settan’anni, è ancora li a fare capolino nelle edicole e nelle librerie di quasi tutta l’Europa, Sud America e perfino in India, ci sarà un motivo! Io leggo Tex così com’è, con tutti i suoi pregi e soprattutto con i suoi pochi difetti. Anzi, sono i difetti che lo rendono più umano e lo fanno somigliare di più ad un uomo reale. Tex è come un amore, si ama nella buona e nella cattiva sorte. E’ scritto e disegnato da uomini come noi, con le stesse nostre emozioni, con gli stessi nostri stati d’animo. Io questo lo sottolineo perché tutti gli uomini del Tex che conosco sono degli uomini eccezzionali e dei professionisti eccellenti.

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Secondo te qual’è la caratteristica di Tex che ne fa l’icona che è?

Francesco Micoli: Bisognerebbe chiederlo a psicologi e sociologi. Penso che Tex è un’icona perché rappresenta quello che ognuno di noi vorrebbe essere in realtà. Quante volte nella nostra vita quotidiana avremmo voluto risolvere i problemi alla Tex? Quante volte a lavoro avremmo voluto dare un cazzotto al nostro capo? Impallinare un impiegato ottuso, dire quattro paroline ad un vigile? Immergere la testa sott’acqua ad un politico corrotto? Ecco, queste sono le caratteristiche del nostro Tex! L’icona del rispetto delle regole, dei più deboli e degli indifesi.

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Concludendo: come vedi il futuro del Ranger?

Francesco Micoli: Il futuro del nostro Ranger io lo vedo splendido. Non voglio soffermarmi sulla crisi editoriale, sul calo delle vendite o dell’età media del lettore di Tex. Non conosco i problemi della casa editrice, del rincaro della carta o dei problemi di distribuzione ecc., ecc. Penso che la Sergio Bonelli Editore è una azienda sana, Sergio l’ha lasciata in buone mani. Dico questo perché Tex è la SBE, non potrà andare male, altrimenti tutte le altre testate dove andrebbero? Senza Tex, in Italia non c’è fumetto che sopravviverebbe, anzi, tutti gli altri sopravvivono perché Tex è vivo. Ma voi, cari amici, come immaginate la vostra vita senza Tex? Impossibile, vero? Tex è immortale, sopravviverà a tutti noi. I più grandi scrittori e disegnatori di fumetti arrivano a Tex e ognuno di loro mette una figura a questo puzzle bellissimo e variegato! Viva Tex! Lunga vita a Tex! So Long, Amigos!

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Caro pard Francesco Micoli, a nome del blog portoghese di Tex, ti ringraziamo moltissimo per l’intervista che ci hai così gentilmente concesso.

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

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