Intervista esclusiva: ERNESTO GARCIA SEIJAS, realizzata a Buenos Aires

Jesus Nabor e Ernesto SeijasIntervista esclusiva realizzata a Buenos Aires con Ernesto Garcia Seijas, condotta da Jesus Nabor Ferreira con la collaborazione di José Carlos Francisco. Traduzione di Gianni Petino (collezionista di Tex dal 1949).

Buenos Aires, sabato, 1 settembre 2007.

E’ il mio secondo giorno nella capitale argentina ed un altro sogno sta per concretarsi. Ho appuntamento con il Maestro Ernesto Garcia SEIJAS. Il bravissimo disegnatore ha accettato di ricevermi a casa sua per un’altra intervista per il Blog portoghese di Tex in questa “avventura Argentina”.
Così, in un soleggiato pomeriggio di sabato, ho preso un autobus per andare a casa di Seijas, che risiede in una bella casa a Ramos Mejia, elegante e tranquillo rione a 20 chilometri dal centro. Nella parte superiore c’è il suo studio con decine di libri e riviste, in un ambiente ben illuminato, dove ho avuto il privilegio di vedere il grande Maestro al lavoro.
Sono stato ricevuto dal mio simpatico ospite e dopo le solite presentazioni ed un invito a bere una Coca-Cola gelata (nonostante fossimo in inverno nell’emisfero sud, questo pomeriggio è particolarmente caldo), ci siamo accomodati nel suo ufficio dando inizio all’intervista:

West KaracalSignor Seijas, può raccontarci com’è entrato nel mondo del fumetto e parlarci un po’ di sé?
Seijas: Sono nato nel 1941, proprio qui a Ramon Meija e il disegno mi ha appassionato da sempre. Per questo sin dai miei ricordi più lontani io mi vedo con un lapis in mano a disegnare in ogni luogo, perfino quando uscivo in strada a giocare a pallone con i miei amici; lasciavo quasi subito la palla per disegnare sul marciapiede con pezzi di gesso, pietruzze, qualsiasi cosa era buona!

Ed ha studiato disegno in qualche scuola?
Seijas: Mio fratello maggiore era disegnatore pubblicitario, e per questo, influenzato da lui, sono entrato alla Scuola Secondaria di Belle Arti, ma non mi piacevano le materie esterne al disegno e per questa ragione ho abbandonato poco tempo dopo facendo arrabbiare parecchio i miei genitori. Dopo qualche tempo mi sono iscritto all’Accademia Pitman, una scuola molto famosa all’epoca, soprattutto per i suoi corsi di segretariato, però avevano anche un corso di disegno al quale mi sono iscritto e l’ho completato in due anni. Dopodichè ho comprato qualche libro di Andrei Loomis in cui l’autore insegnava a disegnare il corpo umano; per esempio, notevoli nozioni di anatomia e prospettiva: quasi subito ho iniziato a disegnare professionalmente.

Arte de Ernesto Garcia SeijasE dove ha iniziato esattamente?
Seijas: Il mio primo lavoro pagato come disegnatore è stato nell’Editoriale Fascinacion,  in cui il mio lavoro era di completare i riquadri mancanti nelle novelle illustrate che venivano dall’Italia. Dopo poco tempo ho iniziato a disegnare, per la rivista Totem della medesima casa editrice, una storia dal titolo Billy Boss, con soggetto di Oesterheld. Il disegnatore di questa avventura che mi aveva preceduto si chiamava Garcia (in questa occasione, per mia fortuna, era emigrato in Francia) ed io ho aggiunto al mio ultimo nome il cognome di mia madre: Seijas. Da allora ho sempre firmato così i miei lavori.

E questo è successo nel…
Seijas: Mmmhhh… più o meno nel 1957, perché nel ’58 ho iniziato a lavorare per la rivista “Bucaneros, el gigante da historieta”, in cui io disegnavo i pirati che davano il titolo alla rivista…

Allora ha iniziato a lavorare molto giovane…
Seijas: Sì ! Avevo 16 o 17 anni. Ero così giovane che coloro che venivano a prendere gli originali dei disegni per portarli a chi di dovere pensavano che io fossi il ragazzo del disegnatore e non proprio lui. (ridendo)

Arte de Ernesto  Garcia SeijasEd in seguito ha iniziato a disegnare per varie riviste, no?
Seijas: Esattamente! Ho disegnato in pratica per tutte le riviste dell’epoca ed oltre; penso di poter dire che da allora ho sempre avuto qualche mio disegno pubblicato nel mio paese. E’ successo nelle editrici Frontiera (ndr – di Oesterheld), che pubblicava le riviste Hora Zero e Frontiera e per la Abril che pubblicava la rivista Misterix; pubblicavano tutte ogni tipo di historietas (ndr – il fumetto si chiama così in Argentina, mentre in Portogallo e Brasile è chiamato Banda Desenhada e Quadrinhos). Ho illustrato anche copertine di libri per una collezione giovanile che si chiamava Robin Hood per la Acme Agency. E ancora: ho lavorato per l’editrice Columba nella rivista Intervalo (ndr – era una rivista diretta al pubblico femminile in cui si pubblicavano fumetti e adattazioni di romanzi romantici). Anche per questa editrice ho fatto delle copertine.

HelenaE’ stato allora che ha disegnato Helena, con soggetto di Robin Hood?
Seijas: Si, certamente, ma dopo. Helena ha avuto un successone all’estero, soprattutto in Italia, dove è stata pubblicata dalla  Eura. (ndr. – Helena ha avuto così tanto successo in Italia da dare origine ad una serie televisiva con oltre 22 episodi)
Ho pubblicato anche con Oswal, grande disegnatore e grande amico, una serie chiamata La stirpe di Josh, in cui Oswal disegnava a lapis e io terminavo, cosa che era un lavoro poco comune in Argentina, dove ognuno faceva il disegno finito : lapis e colori. E poi «Gli Avventurieri», altra serie che ho disegnato per la Columba insieme a Kevi, con soggetto di Robin Hood.

Mulher-Maravilha e TarzanTempo fa ho trovato un fumetto inquadernato di Wonder Woman in una delle molte edicole esistenti nel Parque Rivadavia; messicano o cileno, mi pareva una sua copertina: è possibiole?
Seijas: Si, l’Acme Agency che distribuiva i fumetti della Editorial Navarro, una editrice messicana che pubblicava in spagnolo, in pratica tutta la linea DC, Golden Key ed altre, era solita fare  raggruppamenti con i fumetti resi. Ne riuniva 4 o 5 e facevano una copertina nuova. In quell’epoca ho fatto diverse copertine, non solamente di Wonder Woman; anche per Tarzan ho realizzato delle copertine.

SkorpioLei ha pubblicato anche per l’editrice Record, di Scutti?
Seijas: Certamente! Quando Scutti iniziò la pubblicazione di Skorpio, io sono passato a lavorare per lui. Ho fatto parecchie serie ed una di quelle, Skorpio appunto (ndr – voleva essere un seguito o la versione argentina del personaggio italiano Killing, di cui Scutti aveva pubblicato 60 o 70 numeri su licenza e altri 30 o 40 con avventure originali fatte in Argentina), doveva essere Killing dopo avere terminato la propria carriera criminale.

E ci sono state altre serie?
Seijas: Uuhh! Parecchie: Mandy Riley, Black Soldier, El hombre de Richmond, El Pequeño Rey e tante altre…

E tutte queste serie sono poi state pubblicate in Italia?
Seijas: Scutti, l’editore di Skorpio, pubblicava la rivista in Argentina con un occhio all’Italia, dove aveva contatti e dove si era reso conto che i soggettisti e i disegnatori argentini erano apprezzati e che potevano essere ben recepiti. E così è stato. Quasi tutto ciò che producevamo per lui veniva venduto immediatamente in Italia. Logicamente non abbiamo mai ricevuto un centesimo per questo: l’utile, come al solito, era suo.

E quelle che ha disegnato per Columba?
Seijas: Anche! Quando videro che le storie pubblicate in Argentina erano ben accette in Italia, immediatamente si sono affrettati a vendere quelle che avevano. Soprattutto quelle di Robin Hood, che avevano e continuano ad avere molto successo in Europa.

Skorpio - Matar um rouxinolE parlando di mercato estero, lei sapeva che in Brasile sono state pubbllicate parecchie sue storie verso la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘ 80?
Seijas: Davvero? Solamente adesso che mi sta mostrando queste edizioni (ndr –  quando ho avuto la conferma dell’appuntamento con Ernesto Seijas non ho potuto fare a meno di portarmi dietro qualche esemplare delle ‘Storie del Far West’ e di ‘Skorpio’, pubblicato in formato ridotto dall’editrice Vecchi) mi sto rendendo conto che conoscete il moi lavoro in Brasile. Pensi che in quell’epoca noi avevamo un contratto con l’editore per la pubblicazione del nostro lavoro in Argentina ed un altro contratto per la pubblicazione in Italia. Loro (ndr – gli editori), ovviamente non avevano alcun interesse a farci sapere dove venivavo pubblicati i nostri lavori, perchè in tal caso avrebbero dovuto pagarci il lavoro. (ndr – nella editrice Vecchi, nelle Storie del Far West, appare l’Uomo di Richmond e nella rivista Skorpio viene pubblicato il personaggio che dà nome al titolo. Solo per questi due lavori si vede la versatilità di Seijas e non è per caso che oggigiorno è uno degli altisti più ammirati in Europa)

In questo periodo si sta pubblicando materiale suo in Argentina. Lei è uno dei pochi artisti dell’epoca d’oro dell’Historieta (ndt – fumetto) a rimanere sulla cresta dell’onda nel mercato argentino. Perchè, secondo lei?
El Negro BlancoSeijas: Be’, per fortuna la editrice “Ivrea” che pubblicava solamente manga ha iniziato a pubblicare anche riedizioni di qualche historieta. Tra le altre, una che ho fatto con Carlos Trillo per il giornale Clarin negli anni 80. Si chiama “Il Negro Bianco”, ed è stata pubblicata in Europa; per di più qualche suo personaggio secondario ha avuto qualche serie propria. La Ivrea sta pubblicando sotto forma di libri: sono programmati 10 numeri, portando tutto ciò che è stato pubblicato su Clarin. Da poco tempo, inoltre, il giornale La Nacion ha pubblicato “Specie in Pericolo”, un fumetto che è stato anch’esso pubblicato in Europa.

Sappiamo che lei ha lavorato per l’editrice Eura, e che attualmente lavora per la Sergio Bonelli Editore. Per quali altre editrici straniere ha lavorato, oltre a queste?
Seijas: Per parecchie, peraltro sempre attraverso intermediari. Per la Warren ho disegnato racconti romantici: Poi ho ottenuto lavoro nella Fleetwood inglese, solamente due lavori. Non saprei la causa della discontinuità, forse non è piaciuto quello che ho fatto, chissà. Subito dopo ho lavorato per la Bruguera spagnola, con un lavoro che sarebbe pubblicato anch’esso in Inghilterra. A quel tempo lavoravo per la Eura , e le consegne erano molto ravvicinate: a causa di ciò ho dovuto tralasciare la produzione per la Bruguera, il che mi è dispiaciuto dato che erano lavori molto interessanti. In quell’epoca il mio agente si chiamava Spadari, era molto conosciuto e seguiva oltre 60 disegnatori.

El Negro  BlancoPer la Eura ha iniziato con Scutti e poi ha continuato da solo?
Seijas: No, no, Verso il 1960 arrivò in Argentina un signore che si chiamava Alvaro Zerbini, che io conoscevo già per essere stato il padrone della Editorial Fascinacion dove io avevo iniziato. Gli mostrai i miei lavori ed egli mi disse che poteva venderli in Italia. Iniziai immediatamente e feci parecchi lavori per lui. Nello stesso periodo, Scutti e Columba entrarono anche loro nel discorso: ogni editore faceva la parte del leone, vendevano i nostri lavori per il triplo del prezzo che ci pagavano… Un bel giorno ricevo una lettera dal responsabile della Eura, che mi offriva di pagarmi 94 dollari ogni pagina prodotta, mentre la Columba mi pagava solo 20 dollari per pagina. Fu allora che compresi quanto mi stavano sfruttando, per cui tagliai i rapporti con gli intermediari ed iniziai a lavorare direttamente con la Eura. Solo da allora iniziai a lavorare tranquillamente, con dei personaggi che mi lasciavano soddisfatto. In questa occasione mi telefonò Carlos Trillo per fare “Il Negro Bianco” per il Clarin, che presto fu venduto in Europa, e questa volta finalmente senza intermediari.

Quello è stato un lavoro eccellente suo e di Trillo. Ho amici qui in Argentina che comperavano il giornale solo per la striscia…
Seijas: Grazie, è bello saperlo.

Per quale motivo avete sospeso la produzione delle striscie?
Seijas: Per una unica ragione: la Eura ridusse il pagamento a tutti e due, e Trillo, che era il soggettista, non accettò quella azione, con tutti i diritti, cosa che reputai giusta, anche se in quei momenti avevo assunto vari impegni; avevo acquistato da poco la mia casa e dovetti accettare l’imposizione della Eura. Così non potevamo continuare a lavorare insieme. Non ci siamo litigati, anche se non potevamo più fare il personaggio. Inoltre mi offrì un lavoro per il mercato francese, ma non mi entusiasmò, dato che è un mercato che esige molto sfondo, molti dettagli, mentre a me piace il disegno più semplice ed espressivo, che è la mia specialità.

Ernesto Garcia Seijas e o autógrafoLei ha degli aiutanti?
Seijas: Be’ mia figlia mi aiuta un poco, soprattutto nelle ricerche per la documentazione, oppure facendo il lettring (per esempio, nella nuova edizione di Negro Bianco), dato che ha una bellissima calligrafia. Io ho fama di essere difficile, che dò molte indicazioni e che esigo molto. E’ vero in effetti, ma perché sono molto geloso dei miei disegni. Faccio tutto io perché non mi piace che qualcuno ci metta le mani. (ridendo)

Torniamo un attimo alla copertina di Donna Meraviglia: io penso che il suo stile andrebbe molto bene per i supereroi della Marvel o della DC. Perché non ha mai pubblicato niente per queste due editrici americane? Ha mai tentato?
Seijas: In verità no. In realtà –  e questo può non essere lusinghiero per me – ho avuto timore. In un paio di occasioni in vita mia ho avuto timore della sconfitta, della novità. E’ orribile, lo so, ma è così. Ho avuto paura di non farcela con i tempi stretti che sia l’una che l’altra richiedevano. Il fatto è che io non lavoro tutti i giorni nello stesso modo, devo essere ispirato e grazie al cielo ho la fortuna di poter lavorare così. Il disegno per me è, prima di tutto, un piacere e non ho mai desiderato modificare questa impostazione. Probabilmente ho tralasciato di fare cose più importanti, chissà…

Ernesto Garcia SeijasA questo punto abbiamo interrotto l’intervista perché Seijas mi ha invitato a passare nel suo studio al piano di sopra. E’ un grande spazio, illuminato, con molto materiale della nona arte in cui si stacca il suo tavolo da disegno. Abbiamo parlato un po’ di preferenze personali: mi ha raccontato che gli piacciono molto Frank Robbins, Neal Adams, Milton Cannif, ecc…
Non posso tralasciare di osservare la sua vasta documentazione sul western americano, vi sono numerosi libri, riviste, foto. Perfino una replica di una colt. Questo mi porta alla prossima domanda, per cui ritorniamo all’intervista:

Come ha iniziato a lavorare per la Sergio Bonelli Editore?
Seijas: Lavoravo per il Clarin quando Sergio Bonelli venne a Buenos Aires (siamo agli inizi degli anni 90) insieme a Zerboni, anche per il quale avevo già lavorato, i due sono molto amici. Ci siamo incontrati durante una passeggiata nell’Avenida 9 de Julho e Sergio Bonelli mi offrì un lavoro. Rifiutai dicendo che in quel momento stavo lavorando alla serie il Negro Bianco per il Clarin, serie anch’essa venduta alla Eura. Sergio Bonelli mi rispose con molta calma: “Ah che bello! E’ l’ideale per ogni disegnatore!” cosa in cui fui d’accordo, rispondendo contento ed orgoglioso. Devo dire che in quel momento non avevo cognizione di chi era il mio interlocutore, cioè che Sergio Bonelli era il proprietario di una delle maggiori editrici europee.

Questa è una caratteristica di Sergio Bonelli; i suoi modi semplici, la sua umiltà, il suo modo di mettere tutti a proprio agio non facendo pesare il fatto di essere uno dei più importanti editori al mondo.
Seijas: Vero. Ed i suoi collaboratori hanno la grossa fortuna che egli è un uomo che ama profondamente la nostra Arte. E’ molto difficile incontrare un editore che ami il fumetto così tanto come Bonelli. Di solito amano il denaro ed il fumetto è solo un mezzo per ottenerlo.

Ernesto Garcia Seijas e os seus originaisIn che anno è avvenuto questo vostro primo incontro?
Seijas: E’ stato agli inizi degli anni 90. Gli chiesi scusa dicendo che non potevo accettare la sua offerta. Un po’ di tempo dopo ricevetti una telefonata da Sergio Bonelli che m’invitava a disegnare un Texone. Mi disse che era solito invitare artisti differenti per ogni numero nuovo di questa collezione. Come lei può immaginare io stavo lavorando per la Eura e loro non desideravano assolutamente che io lavorassi per la SBE , per cui, nonostante che l’offerta di Sergio Bonelli fosse finanziariamente molto vantaggiosa, rifiutai l’invito.

Ancora? Quanti potevano concedersi il lusso di rifiutare un invito di Sergio Bonelli e per di più per ben due volte…
Seijas: E’ vero, ma succede che avevo preso alcuni impegni con la Eura ed io non sono il tipo da non tenere fede agli impegni per cui dovetti rifiutare purtroppo, e subito dopo me ne pentii!

Ernesto  Garcia SeijasE com’è stato che finalmente ha detto sì a Tex?
Seijas: Sa com’è, con il tempo sono tornati a telefonarmi oppure sono stato io a telefonare in Itali, non ricordo bene. Mi ricordo che in qualche modo feci arrivare alle orecchie della SBE che mi sarebbe piaciuto accetare il precedente invito. Dunque mi telefonarono e mi affidarono il Texone, album a cui ho lavorato per ben 4 anni. Nel frattempo ho lavorato anche per la Eura per tenere fede ai miei contratti. Da una parte speravo che nessuno alla Eura si seccasse per via del fatto che lavoravo per la SBE ; dall’’altra ero tranquillo, perché Sergio Bonelli mi aveva detto che se avessi avuto qualche problema gli sarebbe piaciuto che io lavorassi esclusivamente per lui. E così facemmo.

In una rapida ricerca su Internet sul suo materiale, ho letto un articolo, nella pagina della SBE, in cui Sergio Bonelli dice che teneva d’occhio i suoi lavori da parecchio tempo e che per vari motivi non aveva potuto contare sulla sua collaborazione. Da ultimo riuscì nell’intento, anche perché sembra che a Sergio Bonelli piaccia molto il suo tratto…
JuliaSeijas: Sono molto contento a sentirlo. Posso solo ringraziare per poter contribuire un po’ e fare parte dei professionisti sui quali conta la SBE : è un vero piacere per me.

Per cui il suo primo lavoro è stato un Texone?
Seijas: Si, esatto, deve ancora uscire a quanto ne so. Dopo ho disegnato una edizione di Julia. (ndr – Julia #80, “Delitto alla moda”, maggio 2005)

Ci racconti qualcosa sul suo lavoro per la SBE , e com’è il rapporto con l’editrice e con gli sceneggiatori…
Prancha original de Tex - 1Seijas: Ricevo le sceneggiature molto dettagliate, con indicazioni chiare circa quello che vogliono gli autori. Berardi, con cui ho lavorato in Julia, è molto dettagliato. Mi descrive quadro per quadro nei minimi dettagli. Boselli un po’ meno. E adesso sto lavorando con uno sceneggiatore che si chiama  Ruju (n.d.r – Pasquale Ruju) che mi lascia un po’ di libertà in più per risolvere le scene. Io penso che vi sono situazioni in cui il disegnatore deve avere una certa libertà. Per quanto riguarda l’invio degli originali, alla SBE deve essere fatto tutto via posta, in quanto appongono loro stessi i dialoghi nei fumetti, direttamente sulla carta. Non possono essere nè fotocopie nè immagini digitali.

Ho intervistato da poco Repetto: mi ha detto ad un certo punto che Sergio Bonelli interviene direttamente in tutto quanto attiene Tex
Seijas: E’ vero e me ne sono reso conto immediatamente. Come ho detto, Sergio Bonelli è un editore ed un fanatico per il fumetto. E, aggiungo, specialmente per TEX, per cui egli controlla personalmente ogni pagina. Anche in questo Texone ancora inedito ho dovuto rifare 11 pagine perchè c’erano delle donne e Sergio Bonelli non capiva il perchè della loro presenza lì, in quanto non erano necessarie per la storia. Ha fatto cambiare il soggetto e ho dovuto rifare le pagine. A quanto pare, a lui non piace che appaiano molte donne nelle storie di Tex.

Prancha original de Tex - 2Si dice che Sergio Bonelli dice che TEX è sempre stato così e è stata questa formula che ha fatto sì che TEX rimanesse un continuo successo e che pertanto non vi è ragione per cambiare…
Seijas: Ed ha ragione ! Io sono un esempio… se Sergio Bonelli mi lasciasse libertà totale, sono certo che finirei per cambiare il personaggio. E non sarebbe più Tex, ma un personaggio di Seijas; e non è certo questo l’obiettivo. Per cui ritengo perfetto che egli abbia il controllo assoluto del personaggio. Ed è lì che si vede la mano dell’editore…

Quante pagine di Tex è solito fare ogni mese?
Seijas: Dipende. Generalmente una media di 12 – 14 pagine. Non dimentichiamoci peraltro che un’avventura di Tex è solitamente ricca in dettagli e per tutto ciò bisogna munirsi di documentazione. Armi, città, veicoli, uniformi, le costruzioni… cioè, si renda conto che è necessario parecchio tempo per mettere insieme il materiale di riferimento. E tutto deve sembrare reale, non si può inventare. Ogni volta che posso utilizzo serie della TV come Bonanza, films western, libri, riviste, cataloghi… ho anche qualche replica di armi di quel periodo (ndr. – Seijas mi mostra una impressionante replica di una Colt Peacemaker).

Prancha original de Tex - 3Quando ha iniziato a disegnare il suo Tex ha cercato d’ispirarssi a qualcuno già noto?
Seijas: No, no! Penso che il Tex che sto facendo sia un misto fra l’originale di Galep ed il Tex più duro di Ticci. Ma confesso che sono ancora alla ricerca della fisionomia ideale del “mio” Tex per poterlo disegnare in maniera fluida.

Cosa significa per lei lo stare disegnando una leggenda dei fumetti come Tex, che tra poco compirà ben 60 anni di vita editoriale?
Seijas: Per me è un onore e potrei quasi dire che disegnare Tex è un sogno fatto realtà. Negli anni 40/50, Tex  fu pubblicato in Argentina nella rivista Rayo Rojo, con il nome di Colt Miller, e la prima historieta che ho letto, ancora bambino, è stata proprio “Tex”. Insomma è stato proprio Tex che che mi ha fatto entrare nel mondo affascinante del Fumetto. Io sono solito dire: “Con Tex ho iniziato la mia avventura con la nona Arte ed apparentemente morirò disegnando Tex !” (ridendo)

Prancha original de SeijasCioè: le intende disegnare Tex per moltissimo tempo (ridendo)
Seijas: Certamente! proprio così, è quello che spero!

Il suo lavoro per la SBE ed altre editrici europee ha avuto ripercussioni in Argentina?
Seijas: Non mi pare! Ad esempio, Tex non è mai stato pubblicato in Argentina. E d’altro canto in pochi sanno che sto lavorando per la SBE. Succede che da quando la Columba ha chiuso non si pubblica quasi niente e ciò che si pubblica non sono storie classiche come quelle che facciamo io e Repetto. Oggi si vedono storie troppo intellettuali. Pare che il fumetto semplice non sia Arte, per cui nelle edicole si trovano solo disegnatori con stili rari, per attarre un pubblico che si definisice molto intellettuale, persone che non arriverebbero neanche lontanamente al tipo di avventure che facciamo. Noi, d’altra parte, amavamo le avventure d’azione, che fossero divertenti e con disegni belli.

Arte de Ernesto  Garcia  SeijasE’ vero: in effetti ho visto alcune edizioni in formato libro ed anche molto ben fatte con fumetti di Alcatena, Meriggi, Solano Lopez ed anche sue, come il famoso “Il Negro Bianco”…
Seijas: Certamente, ma come anche lei ha detto, nella maggior parte sono edizioni più lussuose, riedizioni, per un pubblico più limitato, diversamente da epoche precedenti, in cui tutte le settimane c’erano tre o quattro riviste nuove nelle edicole, ognuna con sette o otto storie.

Parlando di autori, quali sono i disegnatori che lei ammira e quali sono stati i suoi idoli?
Seijas: Mi piacciono molto i disegnatori della vecchia scuola americana, Milton Cannif, Alex Toth, Harold Foster, Frank Robbins, disegnatori che vedevo quando ero bambino e che poi ho ammirato. Harold Foster era un illustratore brillante, ma penso che per fare un lavoro così dettagliato e preciso bisogna essere molto giovani. Oggigiorno preferisco lavorare in modo più semplice, alcuni lavori che ho fatto nel passato, oggi li farei in maniera ben differente, perché si apprende a dare qualche effetto alle stesse cose, in forma più semplice. Oesterheld mi disse una volta, ed io sono pienamente d’accordo con lui, che il fumetto deve essere agile, perché non dobbiamo obbligare il lettore a stare mezz’ora davanti ad una pagina per osservare i minimi dettagli…

Júlia por Ernesto Garcia SeijasUna cosa che richiama l’attenzione è l’espressività dei suoi personaggi. Ciascuno di essi, compresi i secondari, hanno un viso diverso…
Seijas: Sì, ha ragione. Il fatto è che con il passare del tempo s’impara molto. Una volta, molti anni fa, un amico, parlando di un nostro collega, eccellente disegnatore, mi disse: “Il tale è un eccellente disegnatore, ma hai fatto caso che fa gli occhi di tutti i suoi personaggi uguali”? Questo mi diede da pensare e mi resi conto che era vero. Allora cercai di non cadere anche io nello stesso errore. Cerco di fare in modo che i miei personaggi abbiano visi differenti, in quanto è così nella vita reale. Non si possono fare molte variazioni dell’eroe, ma di quelli secondari… Pablo Pereyra, un grande illustratore, mi disse che dobbiamo avere una galleria di personaggi secondari, con diversi tipi di volto, da usare quando è necessario e da modificare secondo necessità.

Júlia desenhada por Ernesto Garcia SeijasLei ha già disegnato ogni genere di fumetto : guerra, western, spionaggio, avventura, romanzo…ognuna con il suo stile personale, altamente riconosciuto. I suoi disegni di donne, dunque, sono leggendari….
Seijas: Si, ho disegnato tutti i tipi fi storie ed in ognuna ho applicato lo stesso impegno e lo stesso capriccio. Alle volte mi si chiede qual è il personaggio che mi è piaciuto fare di più o quale personaggio mi piacerebbe ancora fare. Mi sono piaciuti tutti, li ho rispettati tutti, soprattutto quelli che non erano miei. Ho sempre dato il meglio di me in ogni lavoro. Ho fatto parecchie serie con molte belle donne, sono sempre riuscito molto bene a disegnare le belle donne. (ridendo)

Lei è a conoscenza del fatto che in Italia c’è chi la considera oggi il miglior disegnatore del mondo? Lo si può constatare nei forum e nei siti Internet, in cui sono in molti ad essere d’accordo con questa tesi.
Seijas: Be’, spero di meritarmi tutta questa aspettativa, ma non credo che sia così tanto. Mi considero solo un buon disegnatore ed un disegnatore che ama ciò che fa.

Nel 2008 Tex compirà 60 anni. Se lei fosse invitato a partecipare a qualche evento, in Brasile o in Portogallo, potremmo contare con la sua presenza?
Seijas: Ma certamente!!! Con molto piacere!!!!Desenho original de Tex para Jesus Nabor

Sono rimasto con Ernesto Garcia Seijas per oltre 3 ore; il grande disegnatore argentino si è mostrato ammirato con il prestigio che il personaggio Tex ha in Brasile ed in Portogallo e ha avuto molto piacere di sapere che il suo lavoro è conosciuto anche in questi due paesi.

Gli ho regalato tre riviste del periodo dell’editrice Vecchi – Storie del Far West e Skorpio. Abbiamo parlato dei disegnatori ed abbiamo scoperto che a tutti e due piace Frank Robbins ed ho scoperto anche che a Seijas piace “Llanero Solitario” (ndr.- Lone Ranger, conosciuto in Portogallo come “O Mascarilha”).

Da bravo Argentino, a Seijas piace molto il football e nel suo studio conserva souvenirs del suo club del cuore: il San Lorenzo.

Durante l’intervista il Maestro Seijas ha fatto un disegno di Tex per me a ricordo di questa giornata così speciale nella mia vita di lettore di Tex, disegno che potete vedere un po’ più sotto, perché tutti possano goderne.

Non riuscirò mai ad esprimere quello che questo ha significato per me, ringraziare è troppo poco. Seijas dice che non conosce bene né il Brasile né il Portogallo: spero proprio che con questa intervista Brasile e Portogallo conoscano un po’ di più questo grande del fumetto mondiale. Una persona tranquilla,onesta, corretta e soprattutto UN MAGNIFICO DISEGNATORE. Seijas, un milione di ringraziamenti, per tutto !!!


Jesus Nabor Ferreira – Collezionista di fumetti sin dal 1976.
Santa Maria – RS – Brasile 08/09/2007
(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

2 Comentários

  1. Bellissima intervista e stupende immagini! (peccato che molta dell’opera di questo gigante del fumetto sia ancora inedita in Italia)

    Per quanto riguarda le donnine censurate: per me, da ammiratore dell’artista, è l’equivalente fumettistico delle braghe alla capella sistina…

    Magic Wind

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