Color Tex “E venne il giorno”: Interviste esclusive con gli autori Mauro BOSELLI e Bruno BRINDISI

Interviste condotte da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Giampiero Belardinelli e Roberto Pagani per la formulazione delle domande , di Bira Dantas per la caricatura e di Júlio Schneider (traduttore di Tex per il Brasile) e Gianni Petino per le traduzioni e le revisioni.

MAURO BOSELLI

Si dice che lo spunto iniziale di E venne il giorno (vale a dire la presunta morte di Kit Carson) risalga addirittura all’epoca in cui affiancavi G. L. Bonelli nella stesura di soggetti per Tex. Che cosa vi trattenne, trenta e più anni fa, dal concretizzare questa idea in una vera e propria sceneggiatura? Temevate che potesse essere considerata troppo “di rottura” rispetto alle classiche storie texiane del periodo?
Mauro Boselli: A G. L. Bonelli il soggetto piaceva, ma avrebbe dovuto scriverlo lui e credo che insieme non avessimo trovato un finale soddisfacente, e la storia cadde nel dimenticatoio come molte altre.

L’importanza di Carson nella saga è fondamentale: qui il Vecchio Cammello sembra aver lasciato questa terra e il tragico fatto ha suscitato emozioni diverse nei suoi compagni. A parer nostro, hai gestito la “morte” di Carson in maniera credibile, pur se i lettori avranno immaginato che in qualche modo Capelli d’Argento si sia salvato. Credi sia difficile gestire situazioni del genere?
Mauro Boselli: Qualcuno ha detto che Tex soffre poco rispetto alla morte della moglie raccontata da Bonelli e a quella presunta del figlio raccontata da Nizzi. Innanzitutto dimenticano che già nel periodo classico bonelliano della saga in un paio di casi Tex presume che Carson sia morto ma non fa una piega! La verità è che sono uomini veri, la morte li accompagna e la eventualità di lasciarci la pelle è un fatto scontato e accettato. Tex non piange per la morte di un compagno d’armi (gli è successo spesso) ma intimamente soffre, solo che non lo dà a vedere. Agisce. Poi, nella mia storia, non è davvero del tutto convinto, come si può capire da vari indizi.

Hai affermato più volte di scrivere le tue sceneggiature “a braccio”, seguendo l’istinto e l’ispirazione del momento. Hai avuto qualche tentennamento, qualche esitazione o dialogo non riuscito in prima battuta nello sceneggiare la scena culmine di questa storia, vale a dire quella in cui Tex e i suoi pards si recano sulla tomba dell’anziano ranger creduto morto?
Mauro Boselli: E’ veramente molto raro che io riscriva un dialogo. Anche in quel caso credo che mi sia venuto spontaneo.

L’incipit, che vede agire i giovani Tex e Carson, per tanti lettori ha rappresentato un tuffo nel passato che li ha riportati alle atmosfere dei primi numeri della serie, grazie anche al fatto che tale scena non è narrata con il solito escamotage dei quattro pards riuniti accanto ad un fuoco a raccontarsi vicende del passato, bensì è scritta in “presa diretta”. E’ un espediente narrativo che potrebbe tornare in futuro? Sarebbe una novità vedere i due rangers agire come un tempo, scavezzacolli ed impulsivi.
Mauro Boselli: Sui due rangers giovani mi stai dando una buona idea. Ci penserò davvero sopra.

Come dimostra il romanzo che hai scritto, Tex Willer. Il romanzo della mia vita (Mondadori, 2011), il ranger è un uomo con dei sentimenti molto profondi, al di là di quello che possono pensano degli osservatori superficiali. In questo E venne il giorno Tex mostra una naturale sensibilità ma poi il pensiero successivo è quello di fare giustizia per l’amico “scomparso”. Perché, a tuo parere, il persistere di certi luoghi comuni sul Tex puro e duro?
Mauro Boselli: Ma Tex è DAVVERO così. Solo che nel romanzo, narrato in prima persona, si lascia andare un pochino (pochissimo) di più.

In questo, come negli altri tuoi racconti, Tex mostra di saper garantire la giustizia, sempre. Cosa pensi di eventuali situazioni in cui Tex affermasse di non poter garantire l’incolumità delle persone a lui affidate?
Mauro Boselli: Capita in rari casi, ma è capitato. Questo rende la storia più drammatica, ma deve trattarsi di un’eccezione.

Da quel che si legge in rete firmerai anche molti dei Color Tex di prossima pubblicazione. Puoi anticipare se saranno storie cosiddette “normali” oppure se è tua intenzione proporre avventure “particolari”, che ad esempio trattino tematiche e suggestioni raramente viste sulle pagine della serie mensile, sulla falsariga di quel che è accaduto in E venne il giorno?
Mauro Boselli: Non sarò io l’unico autore e la scelta dei soggetti non dipende da me.

BRUNO BRINDISI

E venne il giorno è la tua terza storia di Tex, dopo le ottime prove del texone I predatori del deserto (2002) e Muddy Creek, pubblicata nella serie mensile un paio di anni dopo. A giochi conclusi, è stato indolore questo passaggio dalle atmosfere moderne di tanti episodi di Dylan Dog alle “roventi” tematiche di Tex, caratterizzate da spazi aperti, sudore, e polvere da sparo?
Bruno Brindisi: Non è mai indolore, ci vogliono almeno una ventina di tavole per “riprendere la mano”, soprattutto per quanto riguarda i cavalli, erano sei anni che non li disegnavo!

Hai lavorato a Tex in momenti diversi: quali sono state le difficoltà – ammesso ci siano state – nel ritornare a disegnare un’avventura del ranger a distanza di anni?
Bruno Brindisi: Ho fatto tre storie di Tex con destinazioni molto diverse, il Texone ovviamente richiedeva una dimensione maggiore, la mia storia per la serie regolare proseguiva il lavoro molto pulito di Monti, per quanto non mi fosse stato chiesto di imitarne lo stile, ed il Color Tex addirittura lo avevo iniziato in linea chiara, alla francese. Poi sono ritornato sui miei passi e quindi ho aggiunto qualche nero quando si è optato per una colorazione più tradizionale.

Quando ti è stato proposto di disegnare questo Color Tex? Sapevi fin dall’inizio che le tue tavole sarebbero state pubblicate a colori in una nuova collana?
Bruno Brindisi: Lo sapevo e mi è stata data anche una scadenza, a differenza delle altre volte.

Il tuo segno molto chiaro si adatta molto bene al colore: per l’occasione hai adottato accorgimenti particolari? Quanto e come il colore ha influito sul tuo lavoro? Sei soddisfatto della colorazione?
Bruno Brindisi: Come dicevo, avevo pensato ad una colorazione più realistica che sfruttasse tutte le possibilità del mezzo, ma si è deciso diversamente e va benissimo. Poi l’essere soddisfatto è un altro discorso, probabilmente non lo sarei stato neanche se mi fossi colorato le tavole da solo una per una ad acquerello.

Per tua volontà o dietro precisa richiesta di Boselli, hai dovuto prestare particolare attenzione alla rappresentazione grafica (espressività, recitazione dei personaggi) della scena clou della storia?
Bruno Brindisi: Far recitare Tex non è facile, normalmente ha un’espressione che Sergio Leone definirebbe “con il cappello-senza cappello” come Clint Eastwood! Ovviamente non piange nemmeno davanti alla tomba di Carson, quando è furioso non bisogna fargli fare smorfie, insomma bisogna dosare con attenzione. Non so se ci sono riuscito, di sicuro io e Mauro ce l’abbiamo messa tutta per rendere il più emozionante possibile la scena dell’addio al suo pard.

L’avventura passa dal passato al presente della saga e inoltre più scenari e situazioni si alternano: hai attinto a documentazione in tuo possesso oppure Mauro Boselli ti ha mandato del materiale?
Bruno Brindisi: Per sicurezza Mauro mi ha rispedito i primi numeri della serie dove Tex e Carson appaiono più giovani e mi ha anche fornito alcune foto di riferimento per le ambientazioni.

Con questo albo a colori consideri conclusa la tua esperienza su Tex? Cosa stai riservando ai tuoi lettori per il prossimo futuro?
Bruno Brindisi: Conclusa? Spero proprio di no! Io faccio parte dello staff di Dylan Dog, è vero, ma spesso mi viene chiesto di fare altro, per esempio in questo momento sto ultimando una storia ambientata nell’India coloniale su testo di De Nardo, sempre per Bonelli. Se Tex dovesse chiamare io sarei sempre pronto alle armi!

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

Um comentário

  1. Il punto che più mi è piaciuto è quello in cui Brindisi si dichiara disponibile per nuove storie di Tex!
    Anche se in questo color mi ha un pò deluso, io prenderei la notizia di una sua nuova storia con mooolta soddisfazione!

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