Intervista esclusiva: FABIO CIVITELLI (in occasione della sua presenza al Salone di Viseu – 2011)

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Jorge Machado-Dias, Jorge Magalhães e Pedro Cleto per la formulazione delle domande, di Júlio Schneider (redattore di Tex per il Brasile) e di Gianni Petino per le traduzioni e le revisioni e di Bira Dantas per la caricatura.

Dal 10 al 21 settembre prossimi si realizzerà in Viseu la 17ª Fiera Internazionale del Fumetto, il cui tema è “Le Città nel Fumetto”. E per la QUARTA volta avremo in Portogallo l’amico Fabio Civitelli, che così sarà il primo autore di livello internazionale ad essere stato invitato a presenziare ai quattro più importanti eventi, nel nostro Paese, in relazione al Fumetto.
Da qui è nato il desiderio impellente di questa nuova intervista del blog portoghese di Tex all’autore aretino che sarà presente a Viseu nei soli giorni 10 ed 11 settembre, quando riceverà, tra l’altro, il Premio Anim’Arte 2010.

Per illustrare la nuova esposizione “Le città di Tex”, a lui dedicata, Fabio Civitelli, che tutti riconosciamo come uno dei più validi disegnatori di Tex, ha voluto portare con sé, per farne partecipi gli amici visitatori, ben 18 stampe di suoi disegni, che avranno come sfondo molte delle città in cui Tex compare durante l’evolversi della saga.

Ciao Fabio, benvenuto ancora una volta al blog portoghese di Tex! Dopo i grandi successi ottenuti in Portogallo con le tue tre presenze (2007 a Moura, 2008 ad Amadora e 2010 a Beja) sei adesso l’invitato d’onore al 17° Salone Internazionale del Fumetto a Viseu, diventando così il primo autore di livello internazionale ad essere stato invitato ai 4 maggiori eventi aventi oggetto i fumetti in Portogallo. Cosa significa per te?
Fabio Civitelli: Questo nuovo invito è motivo di grande soddisfazione, per me. Significa che le mie visite precedenti sono piaciute al pubblico dei texiani portoghesi, che il mio lavoro è apprezzato nel vostro bel paese, e che, soprattutto, vengo considerato sempre più come l’ambasciatore di Tex. Se le mostre, i dibattiti e le sessioni di autografi porteranno interesse, gioia e divertimento ai lettori, ne sarò molto felice.

A Viseu ti consegneranno il premio Anim’Arte 2010. Con quale stato d’animo lo riceverai? E già adesso quali sono le tue aspettative relativamente al Salone di Viseu?
Fabio Civitelli: Sarà un grande onore ricevere questo gradito riconoscimento, che considero soprattutto un premio a Tex, del quale sono solo uno dei disegnatori. Tex è un personaggio che considero ben più importante degli artisti stessi che lo realizzano e ogni volta che un autore dello staff texiano ottiene dei riconoscimenti, tutti ne siamo felici, a cominciare da Sergio Bonelli, che è sempre rimasto favorevolmente colpito dall’affetto e dall’attenzione che il ranger suscita nel pubblico portoghese.

I fans portoghesi di Tex sono in qualche misura diversi dagli altri che hai conosciuto? E rispetto a quelli Brasiliani?
Fabio Civitelli: Gli appassionati lettori di Tex si caratterizzano per un amore totale verso il personaggio e questo accade in qualunque nazione venga pubblicato, ma naturalmente nei paese latini questo si nota maggiormente: sia in Italia che in Portogallo il pubblico alle mostre è più caldo e appassionato, più curioso di vedere le anteprime e desideroso di esprimere i propri giudizi. In questo senso, inoltre, devo dire di non aver trovato differenze particolare con il pubblico brasiliano, anch’esso molto simpatico ed espansivo.

Vuoi raccontare qualche storia curiosa o divertente che hai vissuto durante qualcuna delle tue visite in Portogallo?
Fabio Civitelli: La mia partecipazione alla manifestazione di Beja dell’anno passato è stata caratterizzata dalla possibilità di rivedere tutti quei fans che avevo conosciuto a Moura e ad Amadora, ma la cosa più divertente è stato l’incontro con il grande Hermann: al mio arrivo in albergo mi ha riconosciuto subito (l’avevo già incontrato in Croazia) e con mio grande stupore mi ha chiesto un disegno di Tex per suo amico belga. Incredibile, non sapevo che a Bruxelles conoscessero Tex, né tanto meno il mio lavoro!

Ti abbiamo visto a Beja disegnare Tex vicino a Red Dust, che Hermann aveva già disegnato nello stesso foglio. Mentre tu disegnavi Tex ci siamo ricordati che, se Jean Giraud fosse stato presente in quel memorabile pranzo, avrebbe forse disegnato Blueberry. Sarebbe senz’altro un disegno storico e senza prezzo, che ne dici? I tre cowboys europei più conosciuti nel mondo del fumetto sono personalità distinte – forse Red Dust più vicino a Blueberry… Ci piacerebbe conoscere la tua opinione su queste differenze fra i 3: cosa distingue Tex, sempre pulito e sbarbato (anche dopo qualche giorno nel deserto) da Dust e dal tenente ribelle di Giraud – quasi sempre sporchi e con la barba quasi sempre lunga?
Fabio Civitelli: Ho un ricordo piacevolissimo di quella riunione e, al mio ritorno a casa, il mio amico Josè Carlos mi ha mandato una copia di quel disegno, che tengo appesa nel mio studio. Pensandoci bene è giusto notare la differenza con Red Dust, e anche se vogliamo con Blueberry: questi rappresentano forse un west più realistico, più sporco e polveroso, ma penso che questo sia soprattutto colpa del mio stile, forse troppo nitido e pulito. Se guardiamo il bellissimo Tex di Giovanni Ticci (che considero oltre che mio caro amico, il maestro di tutti noi) queste differenze sono molto lievi, e anche nelle sue tavole si respira la vera atmosfera del vecchio west. Certo che poter realizzare un disegno con il grande Giraud, sarebbe la realizzazione di un sogno!

Visto che sei stato invitato varie volte in Portogallo, conosci qualche fatto della nostra Storia? Vorresti suggerire qualche tema ai disegnatori portoghesi?
Fabio Civitelli: Avendo visitato due volte il Brasile, e avendo visto i tanti segni della colonizzazione portoghese del Sud America, mi piacerebbe vedere qualche episodio di quel periodo, dalla esplorazione avventurosa di quell’immenso territorio. Potrebbe uscirne un bellissimo western sud americano!

Allargando adesso un po’ l’orizzonte dell’intervista: per la qualità, il livello ed il riconoscimento pubblico e di critica che hai raggiunto, ti senti un autore di Tex diverso (nel senso di superiore) rispetto agli altri?
Fabio Civitelli: Affatto! Come ho già detto, considero questi premi più diretti a Tex che a me stesso. Ma certamente ne sono molto orgoglioso, così come sono fiero di lavorare ad un personaggio così importante, in uno staff prestigioso che comprende alcuni dei maggiori autori italiani di tutti i tempi! Per quanto mi riguarda, negli ultimi dieci anni ho cercato di sviluppare un mio discorso stilistico più personale ed autonomo: ebbene, ogni premio mi conforta del fatto che questa mia ricerca sia stata apprezzata e considerata un valore aggiunto per la testata (tanto che, come molti sapranno, Sergio Bonelli mi ha fatto il grande onore di chiamarmi a realizzare un Tex Speciale, chiamato Texone in Italia, che dovrebbe uscire il prossimo anno).

C’è qualche storia di Tex non firmata da te che ti sarebbe piaciuto di avere realizzato?
Fabio Civitelli: Sicuramente Il passato di Carson, che considero un vero capolavoro. Peccato che la mia collaborazione con Mauro Boselli sia cominciata soltanto due anni fa (meglio tardi che mai, comunque)!

Se ti proponessero di disegnare nuovamente un’avventura classica di Tex, per esempio di autori come Galep o Lettèri, come pensi che prenderesti questo compito? E quale storia sceglieresti di questi autori?
Fabio Civitelli: Fin da ragazzo sono stato affascinato dalla classica storia dell’extraterrestre (La valle della luna, n. 55-56), che trovo perfetta come testi e disegni con un Galep al massimo della forma. Non credo che ridisegnarla porterebbe un particolare miglioramento, ma stando al gioco è proprio questa che mi piacerebbe illustrare, infatti potrei lavorare molto sui chiaroscuri e sugli effetti speciali, naturalmente senza mostrare veramente la creatura e lasciandola sempre avvolta nell’ombra.

Se non fossi disegnatore dedicato a Tex, quale altro personaggio ti piacerebbe aver portato avanti per 25 anni?
Fabio Civitelli: Prima di Tex ho lavorato alcuni anni a Mister No, un personaggio che ho molto amato e del quale ero lettore da anni: se non avesse cessato la pubblicazione mi sarebbe piaciuto disegnarne una storia ogni tanto, come feci nel 1993 per il primo Almanacco dell’Avventura. Però come lavoro continuativo per così tanti anni, Tex è quello che ho sempre desiderato, quindi non mi ha mai sfiorato il pensiero di dedicarmi stabilmente ad un altro fumetto.

In un certo momento della tua carriera hai disegnato I Fantastici Quattro e L’Uomo Ragno. Hai mai pensato di reinterpretare, a tuo modo, Dust o Blueberry, o qualunque altro personaggio a te gradito dei fumetti?
Fabio Civitelli: Come ho appena detto, Tex rappresenta il lavoro che voglio fare con continuità, soltanto se si presentasse l’occasione di realizzare un Blueberry potrei momentaneamente tradirlo, ma si tratterebbe solo di una scappatella, di una momentanea debolezza!

Hai l’ambizione di creare, un giorno, un personaggio tutto tuo?
Fabio Civitelli: Certamente no. Spero soltanto di poter sempre lavorare con bravi sceneggiatori e realizzare storie sempre migliori.

Secondo te cosa è più importante in un fumetto: il disegno o il soggetto? E quali sono, sempre secondo il tuo giudizio, gli ingredienti di base in una storia a fumetti?
Fabio Civitelli: Penso che i due elementi abbiano uguale dignità e importanza: è anche vero però che una bella storia con disegni mediocri (e adesso parlo come lettore di fumetti) è sempre preferibile ad una storia brutta disegnata bene. Alla fine il successo di Tex è nato dalle caratteristiche del personaggio e dal tipo di storie che Bonelli e i suoi eredi hanno scritto in tutti questi anni: fosse stato un personaggio banale con storie banali non sarebbe bastata l’arte di Galep a farne un tale successo. Certamente per un disegnatore può essere frustrante sapere che per quanto possa ben lavorare, non potrà mai salvare una storia brutta! Per la seconda parte della domanda, non credo che si possa rispondere in poche righe, anche perché non esiste una formula matematica per produrre dei buoni fumetti.

Hai già pensato di utilizzare l’informatica, evolvendo, come alcuni disegnatori, verso tecniche nuove, oppure questo è un metodo che non ti piace? In caso positivo, perché?
Fabio Civitelli: Sono assolutamente contrario all’uso del computer nel disegno, ma questo è ovviamente un parere del tutto personale. Mi piace la artigianalità del fumetto, mi piace vedere le tavole originali disegnate a mano, e non delle stampe laser, mi piace la leggera imperfezione delle sfumature disegnate a pennello o a puntini, e mi piace anche che ci sia adesso un mercato dei disegni originali che premia il lavoro manuale e artigianale (e diciamolo, artistico).

Ci piacerebbe conoscere qualcosa di più circa la tua tecnica di disegno (bellissima secondo noi): quando inizi una storia, pensiamo che ti debba documentare per quanto riguarda gli scenari, le armi, ecc… giusto? Disegni le figure umane di testa tua, o utilizzi modelli per aiutarti in certe posizioni del corpo, espressioni o altri dettagli?
Fabio Civitelli: In realtà la mia tecnica è abbastanza tradizionale, tanto che utilizzo quasi esclusivamente il pennello e la china per le inchiostrature, lasciando i pennarelli per i soli puntini. Chiaramente tutto inizia dalla documentazione, oggi resa molto più facile da Internet, poi disegno la tavola a matita, aiutandomi per le pose più difficili con fotografie e fotogrammi di film western che catturo con il PC dai DVD. Ho anche degli album dove raccolgo le foto per argomenti, tipo sparare con la pistola, con il fucile, cavalcare o primi piani con delle belle ombre. Cerco anche di non ripetere le stesse pose o le stesse ombreggiature, quindi cerco sempre nuove immagini da ritagliare. Però è anche importante non farsi condizionare dalle fotografie, ma usarle soltanto come base di partenza.

Come analizzi il ponte tra la scuola classica e quella moderna nel fumetto italiano? Sei d’accordo che c’è stata una evoluzione continua nel fumetto popolare ed una rottura nel fumetto di taluni autori?
Fabio Civitelli: Fortunatamente il fumetto cosiddetto popolare ha avuto una evoluzione verso una qualità sempre maggiore, favorita anche dalla possibilità che l’editore ci concede oggi di dedicare più tempo ad ogni singola tavola. Nel caso di Tex la presenza continua o saltuaria di tanti maestri del fumetto d’autore ha comportato una rapida caduta della barriera che sembrava dividere i due generi. Da parte mia cerco di mettere lo stesso impegno se disegno Mister No oppure Tex, e se fossi chiamato a realizzare Blueberry continuerei a lavorare al massimo delle mie possibilità come ho sempre fatto.

Sappiamo che la maggior parte dei professionisti, dopo avere iniziato a lavorare nel fumetto, quasi tralasciano poi di leggere i fumetti. Tu leggi qualche personaggio? In caso affermativo, qual è il tuo genere preferito? Ed in caso negativo, quando e perché hai smesso di leggere?
Fabio Civitelli: Ho iniziato ad amare i fumetti da bambino come lettore, e ho sempre mantenuto il piacere della lettura. Penso che sia comunque importante anche come autore continuare a seguire il mercato e i nuovi personaggi. Personalmente, oltre a Tex, leggo abbastanza regolarmente Dampyr, Dylan Dog, Martin Mystère, i Romanzi a Fumetti e quasi tutte le miniserie. Anni fa compravo molti fumetti americani, ma adesso la qualità dei super eroi mi sembra alquanto scarsa e leggo solo autori di punta tipo Mignola, Ross, Hitch e pochi altri. Riguardo al fumetto franco belga oltre a Blueberry, seguo i lavori di Hermann e di Leo. Il mio preferito: Tex, che leggo da quando avevo otto anni!

Fabio, ti ringraziamo moltissimo per il tempo che ci hai dedicato ancora una volta. Se desideri approfittare di questo spazio per lasciare un messaggio ai tuoi ammiratori che compariranno a Viseu, sei a casa tua!
Fabio Civitelli: Spero di incontrare tanti lettori, ai quali sarò felice di mostrare le tavole del mio Texone, che sto ultimando e dovrebbe essere pubblicato nel 2012, poi i disegni per il libro di illustrazioni Il Mio Tex e per la biografia texiana uscita in Italia in primavera per l’editore Mondadori. Quindi tutto questo materiale in anteprima spero che possa interessare il pubblico portoghese (che mi sembra molto attento e anche molto esigente!). Quindi a presto, e viva Tex!

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

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