Intervista esclusiva: FABIO CIVITELLI

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Carlos Rico e Nuno Pereira de Sousa per la formulazione delle domande e di Gianni Petino e Júlio Schneider per le traduzioni e revisione.

Grazie alla presenza di Fabio Civitelli, disegnatore del personaggio italiano Tex Willer, al XVI Salone Internazionale MouraBD che avverrà nel nostro Paese dal 26 maggio al 3 giugno, il blog portoghese di Tex ha invitato il famoso disegnatore italiano a rispondere ad alcune domande per il pubblico texiano portoghese e di altri Paesi che si collegano; siamo molto lieti dell’onore che l’artista ha voluto farci con l’intervista esclusiva, dandoci l’opportunità di conoscerlo meglio, sia dal punto di vista personale che da quello lavorativo nei confronti di Tex.
Civitelli, che sta lavorando allo storico fumetto commemorativo dei 60 anni di Tex (settembre 1948/2008), ha risposto a tutte le domande con il massimo affetto e disponibilità, nonchè con una rapidità simile a quella di Tex con il grilletto della sua Colt…

Fabio Civitelli no Torino Comics 2005

Fabio Civitelli, disegnatore italianodi fumetti, è nato in provincia di Arezzo, a Lucignano, il 9 aprile 1955 ed il suo nome è legato da molti anni al personaggio di Tex Willer. Il suo stile è caratterizzato da una grande attenzione ai minimi dettagli e ad un abile utilizzo del bianco e nero e dell’estrema precisione del suo tratto. La sua versione di Tex, una delle più apprezzate dai lettori delle serie Bonelli, rispetta la tradizione, pur essendo allo stesso tempo moderna ed accattivante. Come lui stesso ci ha confessato in passato, tra le sue influenze principali vi sono gli autori dell’editrice americana Marvel e dell’italiana Bonelli ed anche Alex Raymond, grande disegnatore nordamericano degli anni 40 e 50, creatore tra l’altro di Flash Gordon.

ED ECCO L’INTERVISTA INTEGRALE:

Per cominciare, i tuoi dati: nascita, studi e professione.
Fabio Civitelli: Sono nato a Lucignano, un piccolo paese della Val di Chiana, in provincia di Arezzo, Toscana, il 9 Aprile 1955. Ho studiato al Liceo Scientifico di Arezzo, e dopo il diploma ho cominciato a lavorare come disegnatore di fumetti, mestiere che non ho mai più abbandonato ( a dire il vero ho cominciato a disegnare professionalmente durante l’ultimo anno di liceo e mi portavo le tavole in classe nelle ore di Educazione Artistica, con grande divertimento dei miei compagni, poiché lavoravo a fumetti erotici!).

Quando ti sei reso conto di saper disegnare? E quando hai saputo che il tuo futuro era quello di essere un disegnatore professionista?
Fabio Civitelli: Quando ero molto piccolo, mia madre, per tenermi buono, mi metteva davanti matite e carta e sono sempre stato attratto dal disegno, tanto da maturare la convinzione di farne un lavoro vero e proprio. Cresceva però anche la consapevolezza di non saper disegnare come avrei voluto, e solo una grande passione mi ha permesso di superare i tanti scogli tecnici ed espressivi che si presentano a chiunque voglia raccontare per immagini.

Tex e Dinamite por Fabio CivitelliCome sei entrato a far parte dello staff della Sergio Bonelli Editore? Qual’è stato il tuo primo lavoro? E cos’hai provato quando, più tardi, hai ricevuto l’invito a far parte dello staff di “Tex”?
Fabio Civitelli: Come ho già detto, all’età di diciannove anni (1974) avevo cominciato a collaborare con lo Studio Origa di Milano, con il quale rimasi fino al 1979, quando l’incontro con Fernando Fusco, uno dei più importanti disegnatori di Tex, fece maturare in me la voglia di presentarmi in proprio al più grande editore italiano di fumetti, Sergio Bonelli, della cui amicizia e stima mi sento onorato, che con mia sorpresa mostrò di conoscere e apprezzare il mio stile, nonostante che non avessi mai firmato con il mio vero nome.
Già da questo primo incontro iniziò una lunga collaborazione, dapprima a Mister No e, dal 1984, a Tex.

Come analizzi l’evoluzione della tua carriera?
Fabio Civitelli: In modo molto positivo: sono un uomo fortunato che fa il lavoro che ha sempre desiderato, in più ho la possibilità di collaborare al più importante personaggio italiano, e di lavorare in una azienda che sento essere per me una grande famiglia.
Per questo non ho mai sentito l’esigenza, al contrario di molti altri colleghi, di provare con altri editori, soprattutto esteri.

Come si realizza di solito il processo creativo a livello dell’arte? Quali materiali utilizzi?
Fabio Civitelli: Quando mi arrivano il soggetto e la sceneggiatura di una nuova storia, per prima cosa me li leggo attentamente, prendendo appunti sul materiale iconografico che mi servirà, che poi cercherò tra i miei libri, su internet e visionando dei film western. A questo punto comincio a disegnare, una tavola per volta, che inchiostro subito, prima di passare alla successiva.
Uso carta Fabriano Tecnico 6 ruvida in formato A3, matite 0,5 mm di gradazione dura (2H o 3H) e pennelli Windsor & Newton n.1 e n. 2, con i quali eseguo il 90% dell’inchiostratura (compresi i palazzi, gli interni e le armi), aiutandomi con pennelli tagliati a metà, spugnette e pennarelli per i retini e gli effetti di luce.
Águia da Noite por Fabio Civitelli
Qual’è la quota della SBE nel mercato editoriale del fumetto italiano?
Fabio Civitelli: Questo non dovete chiederlo a me , ma è innegabile che la Sergio Bonelli Editore si sia conquistata negli anni una posizione assolutamente dominante sul mercato, e questo grazie alla qualità e quantità delle proposte che ogni mese raggiungono le edicole.

Poniamo che Tex e gli altri personaggi bonelliani non siano mai stati creati e non abbiano potuto quindi esercitare la loro influenza: secondo te quale sarebbe oggi il mercato del fumetto in Italia?
Fabio Civitelli: Penso che, seguendo questa malaugurata ipotesi, il mercato del fumetto si sarebbe ridotto a ben poca cosa, se non sparito del tutto. Rimarrebbe una nicchia di produzione d’autore nel mercato delle fumetterie, mentre le edicole vedrebbero la totale predominanza di prodotti stranieri, tipo manga o supereroi.

Sappiamo che stai lavorando ad una storia commemorativa per i 60 anni di Tex, tutta a colori, da editare nell’estate dell’anno prossimo. Un uccellino ci ha detto che è stato un suggerimento partito da te, molto ben accolta dalla SBE. Qual’è il segreto per cui, dopo ben sessant’anni, Tex riesce a mantenere i lettori interessati alle sue avventure?
Fabio Civitelli: Essere stato scelto per celebrare questo importante anniversario è per me motivo di grande soddisfazione e orgoglio. Già da molti mesi ne avevo parlato con la Casa Editrice, poiché è un avvenimento a cui tenevo molto dare il mio contributo: sarà una storia autoconclusiva tutta a colori, in cui Tex rievocherà una avventura del passato, vissuta insieme alla amata moglie Lilyth, in cui lo vedremo giovane e spavaldo, come nelle primissime storie firmate Bonelli e Galleppini ( al quale mi sono ispirato molto per l’abbigliamento e le espressioni del giovane Tex). La seconda parte della domanda meriterebbe una lunga trattazione, mi limiterò a dire che sono state vincenti le caratteristiche caratteriali e comportamentali donate a Tex dal suo creatore Gian Luigi Bonelli,
che ne hanno fatto un caso probabilmente irripetibile nel panorama del fumetto italiano (e non solo).

Dinamite e Tex por Fabio CivitelliI soggetti da elaborare arrivano all’artista molto dettagliati o poco ? Quali sono i soggettisti con cui ti piace di lavorare maggiormente?
Fabio Civitelli: Ogni scrittore ha il suo stile nel realizzare le sceneggiature: sia Claudio Nizzi, con il quale  collaboro da più di venti anni e che è l’autore di questa storia celebrativa, sia Gianfranco Manfredi, con il quale sto lavorando ad una storia in due albi che dovrebbe essere pubblicata nel 2009 hanno una scrittura molto precisa e dettagliata, che però ha volte mi permetto di non seguire alla lettera, specialmente nella scansione delle inquadrature e del punto di vista.
Il sodalizio artistico con Nizzi negli anni si è trasformato in una vera amicizia, e questo ci ha permesso di lavorare sempre con grande sintonia e affiatamento, tanto da permettermi di collaborare con lui alla stesura dei soggetti (sono state pubblicate finora cinque storie derivate da mie idee).

Pensi che un giorno vedremo una storia di Tex non solamente con un tuo soggetto, ma anche con la sceneggiatura fatta da te?
Fabio Civitelli: Me lo auguro. Mi piace molto scrivere e infatti l’estate scorsa ho presentato un nuovo soggetto corredato di molte pagine di sceneggiatura, che è stato molto apprezzato dal direttore Decio Canzio, ma sfortunatamente non mi è stato accettato perché molto simile ad una storia attualmente in lavorazione, che io non potevo conoscere.
Questo comunque mi sprona a tentare di nuovo, naturalmente dopo aver realizzato le due storie che sto adesso disegnando.

Pensi che sarà possibile, un giorno, avere un personaggio portoghese simile a Tex, magari disegnato da un Portoghese?
Fabio Civitelli: Mi dispiace di non conoscere né il mercato né gli autori portoghesi, ma naturalmente ve lo auguro: Tex è un personaggio fantastico, forte e ironico, deciso e capace, un vero monumento all’arte del fumetto. Sarebbe bello ci fossero molti personaggi di questa caratura!

Tex de Civitelli em PortugalTex è un personaggio importante nella tua carriera, senza dubbio: riesci ad immaginarti fra 10 o 20 anni a disegnare ancora la serie, o ambisci, un giorno, a provarti su qualcosa di nuovo? Hai qualche progetto in mente a cui lavorare in un futuro?
Fabio Civitelli: Non solo me lo immagino ma lo spero vivamente: non mi interessa attualmente provare con altri personaggi o editori. Quello che mi auguro è di guadagnarmi uno spazio creativo all’interno di questa testata che mi premetta magari un giorno di realizzare anche i testi delle mie storie.

Quali fumetti leggi oggigiorno? Con quali ti identifichi maggiormente?
Fabio Civitelli: Leggo buona parte della produzione bonelliana attuale, ma non solo: mi piace anche il fumetto d’autore (uno dei miei autori preferiti è Vittorio Giardino, e tra quelli del passato amo molto Dino Battaglia) e alcune produzioni americane (gli autori preferiti: Neil Gayman, Allan Moore, Alex Ross, Mark Millar e Bryan Hitch e altri, nei quali trovo la capacità di rinnovare un genere spesso chiuso in se stesso come quello dei supereroi).

Hai qualche contatto con il fumetto made in Portogallo? Conosci qualche autore come per esempio E.T. Coelho, considerato da molti come il miglior disegnatore di fumetti portoghese di sempre, anche perchè ha vissuto e lavorato per molto tempo in Italia?
Fabio Civitelli: Mi dispiace di non conoscere né autori né pubblicazioni portoghesi. Spero che la mia visita in questa bella terra mi permetta di colmare questa mia lacuna.

Secondo te, a cosa deve servire un Festival del fumetto?
Fabio Civitelli: A mio parere lo scopo principale di queste manifestazioni, anche più dell’aspetto merceologico, è di far incontrare gli autori e i lettori: noi lavoriamo da soli, appartati nei nostri piccoli studi ma con queste manifestazioni riusciamo a stabilire un contatto con tanti nostri lettori e da loro avere pareri, critiche e suggerimenti.

Tex de Civitelli em MouraVi sono autori che preferiscono l’ambiente delle fiere del fumetto più piccole invece dello spirito commerciale dei grandi festival. La pensi così? Cosa ha convinto Fabio Civitelli, autore di risonanza mondiale, ad accettare un invito ad un salone di media dimensione come quello di Moura, con mezzi molto più ridotti, per esempio, del Festival di Amadora ? Quali sono le tue aspettative in relazione a Moura?
Fabio Civitelli: Navigando nel Web, tra i tanti siti che parlano di Tex ho notato il grande entusiasmo che anima gli appassionati del Portogallo e del Brasile: soprattutto questo mi ha spinto ad accettare questo gentile invito, convinto di conoscere tanti lettori attenti e preparati, e magari mostrare loro qualche tavola in anteprima.
In più occasioni, girando l’Italia anche al seguito della mia mostra personale con relativo catalogo (IL WEST SECONDO CIVITELLI) ho apprezzato moltissimo il clima amichevole che si instaura nei piccoli centri e nelle fiere meno famose, quando posso mettermi attorno a un tavolo con una decina di lettori e con loro scambiare critiche e pareri.
Penso quindi che a Moura mi troverò fra amici e che sarà una esperienza piacevole e costruttiva.

Vuoi parlarci delle sorprese più gradevoli nel momento degli autografi? E quelle più sgradevoli?
Fabio Civitelli: Mi piace molto scambiare due chiacchiere con ogni lettore al momento degli autografi, anche se questo rallenta un po’ lo scorrere della fila, ma penso che ogni lettore meriti uguale attenzione e considerazione, perché alla fine siete voi che ci permettete di vivere facendo questo bellissimo lavoro.
Momenti veramente sgradevoli francamente non ne ho mai avuti, l’unica difficoltà che ho incontrato è stato dedicare i disegni a ragazzi stranieri dai nomi difficili da scrivere.

Tex Willer por Fabio CivitelliAl di là del fumetto, che tipo di libri leggi ? E come cinema e musica, quali sono le tue preferenze?
Fabio Civitelli: Per quanto il lavoro mi permette, leggo molti libri: mi piace Andrea Camilleri, del quale ho letto praticamente tutto, e Tra gli stranieri leggo i giallisti Connelly e Crais e molti libri di fantascienza. Comunque l’autore che più mi ha colpito negli ultimi dieci anni è sicuramente Cormac Mc Carthy, e ho apprezzato molto anche i libri di Neil Gayman, che amo molto anche per i suoi fumetti, soprattutto Sandman, e poi naturalmente autori più classici come Simenon, Bulgakov, Kundera e altri.
Riguardo alla musica, posso dire che il mio impianto stereo e sempre acceso e i miei disegni nascono con una colonna sonora molto varia che spazia dalla musica classica, da Mozart a Debussy, al rock anni settanta, Genesis, Santana e pochi altri, al Jazz, che rappresenta la mia musica preferita in assoluto: per fare qualche nome John Coltrane, Miles Davis, Bill Evans, i Weather Report e soprattutto Keith Jarrett, del quale possiedo una vastissima discografia, e tra i più recenti Brad Mehldau.
Riguardo al cinema, pur seguendo i (pochi) western prodotti negli ultimi anni, la mia preferenza va alla fantascienza (Matrix è il film che più mi ha colpito negli ultimi dieci anni) e al cinema d’autore internazionale ( il regista più interessante per me è sicuramente M. Night Shyamalan) e anche italiano.

Fabio, a nome dei Texiani portoghesi, un grandissimo ringraziamento per l’intervista che ci hai gentilmente concesso.
Fabio Civitelli: Vi ringrazio molto per l’interesse dimostratomi e spero di farvi cosa gradita mostrandovi in anteprima due tavole (cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale) della storia dei sessanta anni di Tex dal titolo (provvisorio) LA MISSIONE ASSEDIATA.
Fabio Civitelli

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