Duello fra autori: Fabio CIVITELLI e Marco BIANCHINI intrevistati da F. Cleto e Pina

Per F. Cleto e Pina

Duello fra autori

Si chiamano Fabio Civitelli e Marco Bianchini, hanno in comune di essere italiani e disegnatori di Tex. Prima di venire a commemorare i 60 anni del ranger al Festival di Amadora, ho posto [1] loro alcune domande.

Fabio Civitelli e Marco BianchiniIn un mondo in cui impera la tecnologia ed in cui molte invenzioni dell’immaginario scientifico sono ormai realtà, Tex è ancora attuale? Perchè?
Marco Bianchini: È una domanda molto interessante a cui è molto difficile dare una risposta; probabilmente in parte il successo di Tex è legato al fatto che il West ancora oggi rappresenta l’avventura e per molti un momento di evasione dalla noiosa routine quotidiana. Nella realtà di oggi le certezze di Tex sono molto rassicuranti.
Fabio Civitelli: Tex vive nella seconda metà dell’ottocento, un mondo ormai lontano dal nostro a livello di tecnica, ma incarna dei valori che non hanno epoca e in questo senso universali: il desiderio di giustizia grazie alla forza della legge o anche al di là di essa, la consapevolezza dell’uguaglianza degli uomini e la capacita di giudicarli solo in base al loro effettivo comportamento, sono caratteristiche del personaggio che erano rivoluzionarie per un fumetto negli anni quaranta ma sono attuali oggi come lo saranno in futuro.

Bianchini e Civitelli a desenhar, uma constante no FIBDADopo 60 anni cosa è cambiato in Tex?
Marco Bianchini: È una domanda a cui potrebbe rispondere meglio uno sceneggiatore; per quello che posso dire o intuire ritengo che ciò che è stato cambiato era utile per mantenere Tex sempre più legato all’evoluzione del West nel grande schermo e nella letteratura. Pochi tocchi che non hanno snaturato il personaggio.
Fabio Civitelli: Anche se gli autori succedutisi negli anni hanno cercato il più possibile di mantenersi fedeli allo stile del suo creatore, di Gian Luigi Bonelli ce n’era uno solo: oltre ad aver anticipato i tempi con tematiche innovative, ha avuto il grande merito di aver inventato un linguaggio così caratteristico e personale da essere difficilmente imitabile. Con tutta la loro buona volontà gli scrittori odierni riescono a costruire delle storie altrettanto avvincenti, ma la musicalità del linguaggio bonelliano, a mio avviso, si è un po’ persa. A livello di disegni penso invece che gli autori odierni siano in tutto e per tutto adeguati al livello dei primi grandi disegnatori, Galleppini, Lettèri, Nicolò ecc., non fosse altro per il maggior tempo a loro disposizione e una grande facilità di reperire la documentazione, che permette una maggiore cura dell’ambientazione e dei particolari.

Bianchini e Civitelli entrevistados pela TV AmadoraCosa dovrebbe cambiare? La sua fame di giustiziere? La quasi totale assenza di donne?
Marco Bianchini: Non sono in grado di dire cosa dovrebbe cambiare, soprattutto quando si parla di un personaggio di successo come nel nostro caso. Certamente mi piacerebbe molto trovare personaggi femminili nelle sue avventure, oltretutto questo aprirebbe nuovi scenari e anche nuovi avversari difficili da prevedere e da prevenire anche per Tex! Sarebbe interessante capire anche come Tex affronterebbe un avversario femminile, lui che è abituato a risolvere tutto a suon di pugni!
Marco Bianchini, José Carlos Francisco e Fabio CivitelliFabio Civitelli: Le linee guida entro le quali si muovono gli autori attengono essenzialmente all’editore: io personalmente condivido in pieno la scelta di Sergio Bonelli di non operare cambiamenti nella struttura della serie, anche perché il nostro pubblico è composto per la maggior parte da lettori molto tradizionalisti che difficilmente accetterebbero delle modifiche radicali (tipo: Tex che si risposa, Carson che va in pensione ecc.). Basti pensare che nell’albo dei 60 anni, la scena del bacio di Tex a Lilyth, che mediamente ha entusiasmato i lettori, per qualcuno è stata vista come una eresia, come un tradimento del Tex di una volta! La prudenza di Sergio Bonelli nella gestione della serie è quindi una importante garanzia e un valore assoluto che ha permesso di mandarla avanti per più di mezzo secolo con un successo che non ha precedenti nella storia del fumetto italiano. Come ho detto prima, però anche solo l’avvicendamento degli autori qualche piccolo cambiamento lo ha portato: il Tex di oggi è meno irruente di una volta, più riflessivo, a volte anche meno protagonista. Ecco, secondo me, l’unico cambiamento possibile e auspicabile sarebbe tornare in tutto e per tutto al Tex duro e puro di G.L.Bonelli.

Marco Bianchini a desenharLavorare 20 anni alla SBE per riuscire poi a disegnare Tex è stato un sogno o un incubo?
Marco Bianchini: Un sogno, senza nessun dubbio. Quando ho cominciato a lavorare per la Bonelli neanche prendevo in considerazione la possibilità di disegnare un mito del fumetto italiano… adesso devo dare il meglio di me stesso! I lettori di Tex sono molto esigenti.

E’ un’ambizione possibile quella di disegnare una storia di Tex scritta da te? Perchè?
Kit Carson e Tex por Bianchini e CivitelliFabio Civitelli: La collaborazione che ormai va avanti da venticinque anni con Claudio Nizzi, al quale mi lega una grande amicizia personale e una forte sintonia nel lavoro, mi ha permesso negli ultimi dieci anni di proporre io stesso delle idee sotto forma di soggetti, che Claudio ha ripreso, corretto e sceneggiato. Per me è stata una bellissima collaborazione e un’avventura del tutto nuova. Adesso però sto lavorando con un altro scrittore, Gianfranco Manfredi, ad una storia dal titolo (provvisorio) “La guerra dell’acqua” di cui ho realizzato circa 140 tavole su 220, e non ho ancora con lui quella confidenza che mi permetta di proporgli dei soggetti. Quanto al fatto di poter realizzare anche le sceneggiature, credo che sarà molto difficile, un po’ per problemi di tempo e un po’ perché nello staff di Tex la divisione dei ruoli è molto netta. Comunque devo ammettere che mi piacerebbe, anche perché ho delle idee che mi frullano per la testa. Vedremo in futuro.
Marco Bianchini: Non credo sia possibile, soprattutto perchè non conosco così a fondo la cronologia delle sue avventure, dovrei mettermi a leggere tutti gli oltre 500 albi… con tutti gli impegni che ho tra Scuola Internazionale di Comics di Firenze e Tex, la vedo proprio difficile.

Tex Willer por Bianchini e CivitelliA quale disegnatore di Tex ti sei ispirato per creare graficamente il “tuo” Tex?
Fabio Civitelli: Quando sono entrato nello staff degli autori texiani nel 1984, i modelli a cui fare riferimento erano essenzialmente due: da un lato quello tradizionale di Galleppini, dall’altro quello innovativo di Ticci, e a quest’ultimo mi sono ispirato in tutto e per tutto, forse perché lo sentivo più vicino al mio stile, essendo tutti e due ammiratori di disegnatori classici americani tipo Alex Raymond e Milton Caniff. Dopo tanti anni di lavoro però il mio stile si è un po’ ammorbidito rispetto al Tex più spigoloso di Ticci, e soprattutto nella storia dei 60 anni, forse perché dovevo disegnare un Tex più giovane, mi sono riavvicinato molto allo stile del primo Galep.
Marco Bianchini: Posso dire che i disegnatori che sono più vicini alla mia indole di disegnatore sono Ticci, Civitelli, Villa, Venturi, ma ho grande stima e ammirazione anche per tutti gli altri disegnatori della serie che raccoglie il meglio del panorama artistico italiano. L’intento è di lasciare anche il mio contributo artistico cercando di essere fin dove posso personale.

Fabio Civitelli e as suas páginas originaisCome definisci graficamente il “tuo” Tex?
Fabio Civitelli: Per come lo vedo (e cerco di disegnarlo io) Tex è un uomo prestante ma non massiccio, agile ma forte, con una espressione dura ma con un lampo di ironia negli occhi e un mezzo sorriso di chi è sicuro di se e delle sue ragioni.
Marco Bianchini: Tradizionale, nella migliore tradizione del fumetto realistico mondiale che si è formato tra gli anni ’70 e ’90.

Il Tex di Fabio Civitelli è
Marco Bianchini: Moderno, leggibilissimo ed estremamente accurato. Fabio è un mio carissimo amico oltre che mio punto di riferimento nel mondo dei fumetti.

Il Tex di Marco Bianchini è
Marco Bianchini e Tex (Ricardo Leite)Fabio Civitelli: …un Tex che rinnova certe tematiche magiche e misteriose grazie alla bella storia scritta da Mauro Bonelli ambientata a New Orleans, che è in corso di pubblicazione in Italia in questi mesi. Marco Bianchini, per questa prima esperienza texiana, dopo tanti anni a Mister No, si è avvalso della collaborazione alle matite di un altro esponente della “scuola” aretina, il giovane Marco Santucci, col quale ha costruito delle belle scene d’azione, ma soprattutto delle suggestive atmosfere misteriose e inquietanti, un ritorno a tematiche fantastiche tanto care ai nostri lettori.

Fabio Civitelli e a história dos 60 anosLa storia commemorativa dei 60 anni è
Marco Bianchini: Memorabile, rimarrà nella storia del fumetto.
Fabio Civitelli: Un momento molto importante della mia carriera di disegnatore: Sergio Bonelli ha apprezzato il mio amore e la mia dedizione al personaggio e mi ha regalato la grande soddisfazione di realizzare questo albo. Ma anche per Tex è una tappa importante, un traguardo incredibile, e un nuovo slancio creativo e produttivo. Possiamo proprio dire che per Tex la vita comincia a sessanta anni!

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[1] Con la complicità indispensabile di tre grandi Texiani: José Carlos, che le ha fatte arrivare a Fabio Civitelli e Marco Bianchini e li ha seguiti affinchè rispondessero in tempo utile (qualcosa di veramente complicato a volte), Gianni Petino, che le ha tradotte in italiano – qualcosa che io non sarei capace di fare – e Jùlio Schneider, il cui lavoro ho imparato a rispettare ed apprezzare, che ha tradotto successivamente le risposte in portoghese nel modo che solo lui è capace di fare, risparmiandomi lunghe ore di lavoro intorno alla lingua italiana che fatico a comprendere, A tutti e tre, un grande abbraccio.

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

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