Intervista esclusiva: STEFANO ANDREUCCI

Intervista condotta da José Carlos Francisco, con la collaborazione di Carlo Monni e Enzo Pedroni per la formulazione delle domande e di Júlio Schneider (traduttore di Tex per il Brasile) e di Gianni Petino per le traduzioni e le revisioni.

Stefano AndreucciStefano Andreucci, professione disegnatore di Fumetti: puoi raccontarci i tuoi inizi come disegnatore, in particolare di quando e come hai cominciato a lavorare per Bonelli?
Stefano Andreucci: Ho cominciato con lo studio di Dino Leonetti, a Roma. Poi, conosciuto Francesco Coniglio (Coniglio Editore), ho realizzato qualche erotico e ho lavorato per le sue riviste Splatter e Mostri. Alla fine del 1991, poi, ho presentato le mie cose alla Sergio Bonelli Editore. Non è andata subito bene, ma solo un mese dopo ci ho riprovato e questa volta mi hanno accettato (bontà loro!). E’ così che ho cominciato a disegnare Zagor.

Arte de Stefano AndreucciNella tua attività di disegnatore, quali consideri, se vi sono, come tuoi maestri? Hai disegnatori che stimi particolarmente? In caso positivo, quali e perché?
Stefano Andreucci: Erano tanti i disegnatori che mi sarebbe piaciuto “imitare”. Troppi per citarli tutti. Però, se devo dirne uno su tutti dico Giovanni Ticci. Mi piaceva e mi piace da matti. Ma anche aggiungo un mio professore di liceo, Nino Giammarco, dal tratto caldo e pastoso. Infine mio fratello Roberto, che guardavo disegnare quando ero piccolo.

Che posto hanno avuto i fumetti, soprattutto i Bonelli nella tua infanzia?
Stefano Andreucci: Leggevo tutti i fumetti che i miei fratelli compravano, Batman, Superman, L’uomo mascherato e via dicendo, ma soprattutto Zagor e Tex. Fantastici!

Zagor por Stefano AndreucciQuando e come hai cominciato a pubblicare i tuoi primi lavori?
Stefano Andreucci: Ho cominciato con lo studio romano di Dino Leonetti, disegnando per Tilt e Boy Comics grosso modo nel 1986.

Il tuo primo personaggio bonelliano è stato Zagor, per il quale hai disegnato 4 storie, tre di queste scritte da Boselli; vuoi raccontarci del tuo impatto con Zagor e di come ti sei trovato con Boselli come sceneggiatore?
Stefano Andreucci: All’inizio è stata dura, doversi adattare al tratto di un altro, seppur grande, disegnatore. Però c’era molto da imparare e mi sono messo giù con impegno. Ma con le storie di Cain (che ho creato graficamente) mi sono sentito a mio agio e anche molto divertito. Con Boselli si collaborava bene e c’era partecipazione anche da parte mia anche se la nostra visione narrativa non è esattamente la stessa. Inoltre sono affezionato a Mauro con il quale collaboro dal 1993.

Tex por Stefano AndreucciPassiamo adesso al Ranger che dà nome a questo blog: chi o cosa è Tex secondo te? Cosa ti piace di più nel Ranger e cosa di meno?
Stefano Andreucci: Tex va bene così, d’altronde ci sono i numeri a confermarlo, solo che mi sarebbe piaciuto veder sfruttato diversamente il Texone. Una prova d’autore, ecco come lo vedrei.
Ingaggerei anche sceneggiatori diversi.

Nel 2003 è uscito l’Almanacco del West con la tua storia “Eroe per caso“. Non hai più disegnato per Tex; come mai la tua collaborazione per Tex è stata così breve?
Stefano Andreucci: Credo di non essere piaciuto a Sergio. Io me lo spiego in questo modo.

Página de Tex por Stefano AndreucciTi sarebbe piaciuto continuare a disegnare le avventure del Ranger più famoso del Fumetto, oppure, com’è accaduto ad alcuni dei tuoi colleghi, che di recente vi si sono cimentati per poi abbandonarla, l’impresa ti fa, come direbbe Tex stesso, tremare i polsi?
Stefano Andreucci: No, che tremare i polsi! E che sarà mai. Anzi, il contrario, “che il cielo mi fulmini!”. Mi piacerebbe disegnare qualche storia di Tex ogni tanto, perché mi riesce familiare. Però mi piace variare e non legarmi troppo a una serie, altrimenti cadrei nella routine.

Continuiamo con Tex: innanzitutto com’è che sei stato scelto per disegnare quell’unica storia apparsa sull’Almanacco 2003?
Stefano Andreucci: E’ Sergio che mi ha voluto, di più non so dire.

Página de Tex de Stefano AndreucciNel tuo accostarti al personaggio ti sei rifatto ad un modello preciso?
Stefano Andreucci: No, anche se Ticci è nella mia testa in modo istintivo.

Secondo te cos’è che rende Tex l’icona che è?
Stefano Andreucci: Boh! Sul serio, non ci ho mai pensato. Forse la sua mancanza di chiaro-scuro…

Come definiresti con un solo aggettivo i quattro pards?
Stefano Andreucci: Granitico, paterno e libero, in ordine per Tex, Kit Carson e Tiger Jack. Kit Willer direi… allineato.

Nel 2007 abbiamo avuto in Portogallo un’anticipazione mondiale di quindici nuovi disegnatori di Tex. Come vedi questa entrata di tanti nuovi elementi nello staff texiano? Questo potrebbe essere un nuovo corso nella vita della serie?
Stefano Andreucci: La vedo bene, sicuramente elementi nuovi che daranno ossigeno extra alla serie. Per il nuovo corso non lo so, vedremo.

Tex em acção por Stefano AndreucciUltimamente c’è stato un rinforzo anche a livello di sceneggiatori. Pensi che fosse qualcosa d’inevitabile? E con tanti sceneggiatori non pensi si possa correre il rischio di vedere Tex snaturato?
Stefano Andreucci: Potrebbe accadere ma non credo sia probabile. Tex è talmente solido che ha fatto di tutte le sue caratteristiche un unico blocco. Messa in questi termini si può solo arricchire.

Ritieni che Tex sia cambiato negli ultimi anni? Se sì, sotto quali aspetti?
Stefano Andreucci: Ma io sono un disegnatore. Con una sua idea, ma un disegnatore. Questa domanda dovresti farla ai tanti critici che popolano la rete.

Per concludere il tema, come vedi il futuro del Ranger?
Stefano Andreucci: Solidissimo!

Página de Dampyr por Stefano AndreucciDa molti anni sei uno dei disegnatori di punta della testata Dampyr, della quale hai avuto il compito d’illustrare il numero 100 in uscita nel 2008. Una responsabilità, ma in fondo anche forse la tua consacrazione come il disegnatore più importante della serie dopo Majo. Tu cos’hai da dire al riguardo?
Stefano Andreucci: Sono grato a Bonelli e a Boselli per la possibilità che mi hanno dato e ora, visto che l’ho finito, posso dire che è venuto molto bene, questo numero 100. Però non credo di essere il disegnatore più adatto per Dampyr. Ma, visto come vanno le cose, forse mi sbaglio.

Puoi dirci qualcosa della storia e di come ti trovi a disegnare Dampyr?
Stefano Andreucci: Dampyr è la cosa più difficile che io abbia mai disegnato, ma è anche una sfida. La storia è… rivelatrice e fantastica, daltronde si intitola “Il Re del Mondo”! Draka la fa da padrone, fascinoso più che mai.

Página de Dampyr de Stefano AndreucciHai lavorato dunque su Zagor, Dampyr ed un’unica volta su Tex. Che differenze hai trovato, se le hai trovate, nel lavorare su questi tre personaggi?
Stefano Andreucci: Sono quasi tutte storie di Boselli e quindi tanta differenza non la trovo. E’ chiaro che ogni serie ha la sua peculiarità, ma in definitiva è l’autore diverso che porta una differenza sensibile, non tanto la serie stessa.

In tutte queste esperienze hai avuto un rapporto, per così dire, privilegiato con uno sceneggiatore, ovvero Mauro Boselli. Credi che questo ti abbia reso più facile il passaggio a personaggi tanto diversi tra loro?
Stefano Andreucci: Senza alcun dubbio!

Quale è l’importanza di Tex, Zagor e Dampyr nella tua vita?
Stefano Andreucci: Mi piacciono i fumetti. Oltre tutto mi danno da vivere. E’ il massimo.

Conan por Stefano AndreucciC’è un’altra testata bonelliana per la quale non hai mai lavorato e che ti piacerebbe tantissimo disegnare? In caso positivo, puoi dirci quale sarebbe e perché?
Stefano Andreucci: No, mi piacerebbe ridisegnare Tex. Oltre che le cose che sto scrivendo.

E magari un personaggio non bonelliano?
Stefano Andreucci: Batman, assolutamente.

Hai mai pensato di scrivere e disegnare un personaggio tutto tuo, testi e disegni?
Stefano Andreucci: Sto scrivendo ma non per la serialità. E comunque non per Bonelli. Mi piace scrivere favole per tutti, adulti e bambini.

E i tuoi progetti per il futuro? Puoi anticiparci qualcosa?
Stefano Andreucci: L’ho già fatto, sto scrivendo una cosa che spero possa essere pubblicata. Si tratta di una favola un po’ orrorifica, ma non splatter. Vedremo.

Stefano Andreucci e filhaQuando disegni hai delle ambientazioni e/o tematiche preferite? Quali sono?
Stefano Andreucci: Si. Il mare o le montagne del Nord America. Ma anche condizioni particolari che rendono il soggetto più interessante, come vento o pioggia.

Vivi a Roma come altri disegnatori bonelliani (Laurenti, Mastantuono e altri): i contatti tra di voi sono frequenti oppure ognuno di voi lavora in assoluta solitudine?
Stefano Andreucci: Da 14 anni vivo a Narni, una cittadina umbra a quasi 100 km da Roma.
Qui ho uno studio insieme al mio ex allievo Michele Rubini, disegnatore di Zagor. Ho frequenti contatti con Laurenti, mentre con gli altri ci si incontra alle varie fiere del fumetto, ma niente di più.

Stefano Andreucci e a filhaQuali fumetti leggi attualmente ovvero con quali ti identifichi maggiormente?
Stefano Andreucci: Non mi identifico con nessun fumetto da un bel po’, però leggo Tex, Zagor, Dampyr (ovviamente) e molti altri, anche esteri, ma occasionalmente. Vado in fumetteria e cerco, sfoglio e, quando mi piace, compro.

Oltre ai fumetti, quale tipo di libri leggi? E quali sono le tue preferenze nel campo del cinema e della musica?
Stefano Andreucci: Non sono uno da preferenze. Trovo una cosa che mi entusiasma da matti la dove non me lo aspetto. Sia nella lettura che nel cinema o nella musica. Mi piace tanto essere sorpreso.

Caro Stefano, a nome del blog portoghese di Tex ti ringraziamo moltissimo per l’intervista che ci hai così gentilmente concesso.
Stefano Andreucci: Grazie a voi e un saluto anche a chiunque legga questa amichevole chiacchierata.

Homem-Aranha por Stefano AndreucciTio Patinhas por Stefano Andreucci

(Cliccare sulle immagini per vederle a grandezza naturale)

5 Comentários

  1. Mi dispiace che Andreucci non lavori più per TEX, ma chi sape si Sergio Bonelli al legere questa intervista de Andreucci non o invita per una nuova storia del nostro mitico Ranger 😉

  2. La sua, una delle storie meglio disegnate che io abbia mai letto!
    E a Sergio non è piaciuto… Mah!

    Ogni lasciata è persa… mi sa che non lo rivedremo più su Tex…

  3. Stefano Andreucci: No, che tremare i polsi! E che sarà mai.

    Oh che bello vedere ogni tanto qualcuno con la giusta prospettiva delle cose.
    Basta con le menate su Tex che fa tremare i polsi ai disegnatori, una battuta simpatica diventata negli ultimi anni un tormentone preso sul serio da disegnatori troppo titubanti (e troppo lenti).
    Anche solo per questo mi piacerebbe rivedere ancora il grande Andreucci su Tex. Purché non abbandoni Dampyr?

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